Pubblicato in: amore, bella gente, consapevolezza, Disagi, fabry_, il pisello odoroso, levatevi, mood positivo, non ho gusto in fatto di vestiti e uomini, psicanalisi, quello che i gay non dicono, sesso

Switch On

kim

Questa volta è certo. Il mio è un ritorno. Negli ultimi tempi ho scritto poco, e anche male a detta di molti. Ma non mi interessa per niente. Avevo messo in stand by me stesso perché a volte è più semplice stare zitti che dire stronzate. E se voi mi conoscete almeno un pochino sapete che di stronzate io ne dico in quantità imbarazzante. Per questo ho deciso di resettare il mio blog che prima giaceva su blogger, prenderlo, rinnovarlo e spostare tutto su wordpress. Ovviamente appena capirò come modificare a meglio il tema, gli darò una sistemata. Ed una colorata.

Sapete è un periodo che tiro le somme. E questo fa parte di me. Sto cercando di capire se la mia vita sia un totale fallimento oppure posso ritenermi soddisfatto. A breve compirò 31 anni, e nella mia testa avevo fissato degli obiettivi che volevo raggiungere. Ma gliel’avrò fatta? Non lo so. O meglio, scopriamolo insieme, visto che questo Switch On serve proprio a questo. Insomma riepilogare un’attimo quello che sono. E che sono diventato.

#il lavoro

Lavoro nella sanità. Lo avrete capito se mi seguite su twitter. Ecco, la sanità nel Lazio non è che sia proprio una cosa che vada a gonfie vele. Per di più sono nel privato, che nei momenti di crisi tira sempre la cinghia. La cinghia naturalmente non è quella dei miei boss. Nient’affatto. La cinghia è propria quella mia e dei miei colleghi. Nella fattispecie un anno fa ci hanno tolto 300 euro con un cambio contrattuale dal giorno alla notte, adesso sono passati a pagarci l’80% dello stipendio. Sapete com’è. C’è crisi. Questa si traduce in un rodimento di culo maximo. Neanche a dirlo. E soprattutto ripenso a quando ho rifiutato un posto pubblico per rimanere dove sono. A me i gomiti ASAP.
Soddisfazione: lieve.

#l’amore 

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH. Che ridere.

Partiamo dal presupposto che l’amore si fa in due. Un dato sconcertante, ma sufficientemente necessario. Ecco, io ho la capacità di innamorarmi sempre della persona sbagliata. Non è un problema alla vista, porto gli occhiali. E proprio che tendo, in maniera del tutto incomprensibile ad interessarmi a chi in realtà non mi caga neanche per sbaglio. Nel tempo ho capito che avevo bisogno di una mano per capirci qualcosa, per questo al mio fianco ci sono gli amici di sempre pronti a darmi la loro opinione schietta e fin troppo sincera: Guy e la Du Barry. Ai quali quest’anno ho aggiunto anche i miei Coinquiliners: Falpalà e Burina. Nonostante tutti questi consiglieri, al momento brancolo  nella singletudine più alienante.
Soddisfazione: totalmente insoddisfatto.

#il sesso

Dettaglio importante. Al momento le mie quotazioni sono davvero alte. Diciamo che sono incappato in una sorta di relazione che mi piace riassumere così: CONCUBINERS. Ebbene ho una sorta di tromba amico con cui mi intrattengo che a sua volta ha un fidanzato con il quale convive. Un quadro chiaro e semplice. Questo mi sottopone a devastanti ed appaganti sedute di sesso dove riscopre l’esistenza di una parte di me nascosta (Annabelle Bronstein: The Goddess of Sex), che inevitabilmente si scontra con la mia ingombrante presenza. Si. E’ proprio così. Sono insopportabile. Per il momento però tutto ok. Lui comunque è #IlRagazzoColSUV ed ASAP vi brieffo sui dettagli.
Soddisfazione: molteplici e di lunga durata. Tutto sommato è un Toy Boy!

#la famiglia

I miei sono in Abruzzo. L’anno scorso a settembre mio fratello è convolato a giuste nozze, creando in me la necessità di accasarmi ASAP. E poi diciamocelo, voi non siete stufi di sentire sempre la solita domanda “E tu? Quando ti sposi?”. Ecco, dopo il matrimonio del mio fratello ogni volta che torno a casa me lo ripetono a farmi sanguinare le orecchio. Adesso, non solo non posso sposarmi perchè non è legale, non passo perchè mi manca la materia prima. In realtà però, tutto questo hype nei mei confronti finirà a settembre, quando mia cognata darà alla luce il primo nipote maschio della mia famiglia. In che darà gran soddisfazione a mio padre, che continuerà la stirpe, a mia madre che finalmente avrà qualcosa da fare, a me che finalmente passerò in secondo piano. E come tutti gli zii diventerò una sola cosa soltanto: RINCOGLIONITO. Io non vedo l’ora però.
Soddisfazione: molta. Non sto nelle mutande.

Ecco, non posso lamentarmi. Non del tutto almeno. Questo è il mio ritorno. Adesso preparatevi, ho intenzione di dirvi tutto su quello che mi accade, come facevo un tempo, senza risparmiare i particolari, e senza esimervi dalle mie psichiatriche digressioni. Sperando che sia l’anno giusto senza dimenticare che il dramma è sempre dietro l’angolo. E che il passato, come tutto, prima o poi ritorna. Bene. Penso che circa 800 parole siano più che sufficienti. Almeno per oggi. Come dico sempre, stay tuned. (Leggasi LEVATEVI).

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Welcome back!













Arieccoci. Questa mattina il tempo è grigio, fuori piove e tutto profuma di autunno. In realtà, nonostante sia finita l’estate, intorno a me tutto è cambiato. Ho una nuova casa, in una zona completamente nuova per me, dei nuovi coinquilini, un balcone dal quale affacciarmi e respirare. Respirare a pieni polmoni. Cosa, che negli ultimi tempi facevo a fatica, per via di centordici menate varie. Quando finalmente ho preso coscienza del fatto che ero stanco della mia vita, un bel giorno di giugno mi sono deciso a cambiare. E l’ho fatto.
Oggi mi godo i benefici di quella scelta. Una scelta difficile da fare, ma indispensabile. Insomma vi sarete ben accorti che sono di un pessimismo cosmico devastante, e che per quanto io faccia la Superwow a volte devo ringraziare di avere delle persone intorno a me che mi sopportano. E come se lo fanno. E mi supportano, che è diverso ed indispensabile. E ti da una fiducia che riesci ad affrontare cose che non pensavi possibile. Come traslocare per esempio. E ricominciare tutto da capo, di nuovo. Ovviamente questo è un periodo in cui mi sento e voglio essere estremamente positivo.
Per questo motivo mi viene da sorridere. Senza un motivo apparentemente reale. Ma lo faccio. E non me ne lamento per niente. Anzi. Ne sono super contento. Adesso ci starebbe bene un fidanzato, o almeno una frequentazione a lungo termine. Ma siamo ad ottobre, e i buoni propositi si fanno a settembre. Per il momento si riparte con una nuova grafica (sempre a cura di Guytano_) e una serie di nuovi post che sono già pronti e avrete modo di leggere nei prossimi giorni. Da domani poi, e per ogni martedì riprende l’appuntamento sulle pagine del Signor Ponza.
Anzi colgo l’occasione di ringraziare tutti quelli che ci hanno votati ai MIA2013. L’anno prossimo ci rifaremo. Nel frattempo restante in contatto con me! Stay tuned 😉

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Lost in Translation Amici Edition

Dove sono finito? Non lo nemmeno io. Ad essere sincero forse mi era passata la voglia. O forse ero solo troppo depresso perché dovevo rendermi conto che avrei dovuto festeggiare trent’anni. Lo so che uno è giovane ancora a trent’anniMa ne ho lette talmente tante sui trenta che l’ansia mi è venuta per davvero. Ho letto che ti si riduce il pisello, che i capelli si fanno più radi e che inizia a mancare addirittura il desiderio sessuale. Tutte cose che poi in realtà, per quanto mi riguarda non sono avvenute. Anzi. Ma non bisogna mai sottovalutare le situazioni. Perché i drammi, sono sempre dietro l’angolo.

Aprile e maggio sono stati mesi strani, non mi sono reso conto bene di quello che avevo in testa e di come mi sentivo. In realtà sono andato in giro, con mio cugino dell’Australia. Mi sono ritagliato spazio nei week end e lo portato in Toscana, a Venezia e dai parenti in Abruzzo. Mi rendo conto che ve ne importa tantissimo, ma quello che voglio raccontarvi è accaduto qualche giorno prima che lui ripartisse. Per tutta la sua permanenza qui a Roma il suo Grindr ha trillato più del mio telefono. E tra gli altri un’ex amico di Maria lo ha pesantemente tampinato. Fino a che un venerdì mattina, mentre io ero a lavoro ne hanno fatto di ben donde.
La mia devastante voglia di cazzo ha superato le barriere linguistiche e quelle delle decenza. Perché intorno alle 14 mio cugino mi manda questo messaggio:  “What time are u home? Can we make it 3?”. Adesso io parlo un discreto inglese. Neanche ve lo sto a dire che cosa sia successo nel mio cervello. Quel piccolo, inutile e dannatamente arrapato di un neurone che mi ritrovo non ci ha pensato due volte ed è partito lo stachetto di “3”di Britney. E tutto ciò che ne consegue. Che volevate capirci in questo messaggio se non vieni che ne facciamo di bendonde a tre?
Io ero ancora a lavoro. Nel giro di dieci minuti dieci ho sbrigato tutto quello che non avevo fatto in una mattinata intera, ho preso le mie cose, strisciato il budge e sono fuggito verso casa. Erano appena le 14:30, ed avevo ufficiosamente intuito che qualcosa non andava. Insomma mio cugino si era chiuso dentro e nessuno mi apriva. Rileggo il messaggio. Insomma magari ho capito male io. No. Mi ha chiaramente detto che lo vogliono fare a tre. Figuriamoci se io mi lascio scappare un threesome con incesto familiare annesso.

Passano dieci minuti. E’ evidente che c’è qualcosa che non va. Deduco coscienzioso. Telefono a mio cugino. Risponde e gli intimo di aprire la porta ASAP. Lui viene, visibilmente imbarazzato e in inglese mi sottolinea stizzito che mi aveva chiesto di tornare dopo le tre. Bè anche meno. Eppure a casa mia “We can make it 3” significa che lo avremmo fatto a tre. Ma nessuno mi ha ancora detto il contrario, per cui entro e faccio la gnorri fino alla fine. Insomma mi trovo già nel bel mezzo di una mega figura di merda, tanto vale che la concludo degnamente. No?
L’Amico di Maria, piuttosto che di Maria mi sembra amico di un qualche CIM. Leggermente imbarazzato anche lui, è disorientato spazio tempo al punto che biascica qualche incomprensibile vocabolo. A questo punto prendo mio cugino e gli dico chiaramente che cosa dobbiamo fare, insomma io non sono mica una locandiera affitta camera ad ore. Ho gli ormoni in subbuglio e sono piena da morire. Lui mi guarda come se avessi deciso di portarlo alla benedizione domenicale del Papa e sorridendo dice che io non ho capito una beneamata ceppa.
Ottimo. Sorrido ed invito l’amico di Maria a prendere un caffè con noi altre paze dell’entroterra abruzzese e australiano. Di lì, a poco l’Amico di Maria è praticamente diventato anche Amico mio. Pensa che culo. Mio cugino lo aveva abbondantemente ragguagliato su tutti i cazzi miei: cioè che ho un blog, che scrivo, che faccio questo e quell’altro. Ma il dramma è sempre dietro l’angolo. E dopo aver fatto le amiche del sabato pomeriggio lui esce e manda un sms a mio cugino chiedendogli di raggiungerlo al bar di fronte casa per parlare altri cinque minuti.
I minuti diventano venti, e quando mio cugino torna mi racconta che l’Amico di Maria lo ha implorato di rimanere in Italia. Di trasferirsi e di andare a vivere insieme. Di essere profondamente innamorato e non riuscire già a vivere senza di lui. Figuriamoci se potrà mai vivere col pensiero di lui a 16000 km di distanza. Ovviamente mio cugino non ci ha pensato neanche trenta secondi e lo ha invitato ad andarlo a trovare a Sidney. Ma si #credegheagliufoeaicangurivolanti. Detto ciò sapete qual è la morale di questa simpatica avventura?
1. Devo ridefinire il mio concetto di buona comprensione della lingua inglese che ho scritto sul Curriculum Vitae
2. Il dramma è sempre dietro l’angolo.
3. Mai fidarsi di ciò che dice mio cugino.
Ma non è finita qui. Perché l’epilogo drammatico di questa serie di eventi incomprensibili si conclude il lunedì successivo. Dopo aver accompagnato mio cugino in aeroporto, rientro in casa e prendo possesso della mia residenza rimettendo in ordine e facendo centordici lavatrici e sbram, davanti a me si palesa un asciugamano smerdaterrimo. E qui adesso si apre il dubbio amletico: Chi vuoi che sia stato??? Non lo sapremo mai. M.A.I. Oppure si, io già lo so, ma non ve lo dico.

N.B. La foto del Manzo in alto è puramente casuale, e non riguarda l’Amico di Maria di cui sopra. 

Pubblicato in: #mia2013, Annabelle For President, bella gente, il pisello odoroso, il signor ponza, movenze pop

Votateci Asap

Ecco qua.

Rieccomi. Avevo promesso a me stesso che questa settimana avrei finalmente ridato una dignità a questo stramaledetto blog. Si perché ultimamente è davvero stramaledetto. Un po’ dalla qualsivoglia. Ma non posso non amarlo più. Insomma, ha dato sfogo ai miei trip psyco più devastanti. Ma prima di riprendere le fila del discorso vi chiedo un piccolo e necessario gesto. Se l’anno scorso per un motivo o per l’altro non abbiamo vinto, quest’anno DOBBIAMO assolutamente fare in modo di prendere un Macchianera Italian Awards (ovvero il premio che ogni blogger vorrebbe avere ). Ma prima di tutto c’è il red carpet, per cui vi prendete 5 minuti 5, cliccate qui, leggete i prezioserrimi consigli del Signor Ponza e ci votate. C’è tempo fino al 15 agosto. E potrei ringraziarvi in un modo personale e particolare. Ovviamente non dirò mai quale fino a quando non vinciamo il premio. Siete avvisati. Su su.
Pubblicato in: bella gente, live, popslut

The Festival Finale

Siccome questo blog oramai è alla deriva, una degna conclusione è il commento live della finale del Festival, featuring Popslut (semmai arriverà), @Guytano__ e chiunque capiti più. Basta premere click, ed ascoltarci!!!!

Valalalassss

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Il Pisello Odoroso is back!

Ecco qua. Come promesso a settembre il Pisello Odoroso si è rifatto una botta di lifting! Ovviamente tutto nuovo e rinnovato grazie alle sapienti mani di @Guytano__ che hanno curato la grafica. Grazie. E poi non posso che non invitarvi a lunedì a riprendere la lettura dei nuovi post, che quest’anno avranno una cadenza molto più ravvicinata rispetto al passato. Si, questa volta lo prometto, al costo di pubblicare la fotocopia del mio culo. Ehm. E nel frattempo siete liberissimi di gironzolare su tutti i social network tipo faccialibro, il canale youtube, twitter e tumblr. Ovviamente sono reperibile anche su Instagram (basta cercare annabellebronstein). 
E se proprio non ne avete abbastanza dal prossimo 11 settembre 2012 riprende la mia rubrica Sextastic sulle pagine del Signor Ponza. Insomma, quasi a farvi venir voglia di buttare il pc per terra e saltarci sopra! Ecco. Ma a questo proposito voglio invitarvi a vedere il video di cui sotto, perchè ovviamente da quelle parti scrivono anche Fabry_ , Ariel e Filodrama. Ne abbiam tutti di ben donde, e a questo proposito tocca proprio che ci date il vostro voto per gli imminenti Macchia Nera Blog Awards! Basta cliccare qui e seguire tutte le istruzioni per votare. Grazie.
Detto ciò preparatevi, perchè a breve ci sarà anche un simpaticherrimo concorsone per tutti voi, soprattutto fan di Grey’s Anatomy (passateparola).
E’ tutto, vi aspetto lunedì con un nuovo inaspettaterrimo post! Valalalassss

AB

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Dove eravamo rimasti?

Ri-eccomi!
Come sta andando la vostra estate? Bè ecco la mia è un pò noiosa, si perché ho già ripreso a lavorare da una settimana, e si sente ben poco l’aria estiva. Anzi, sento solo un caldo tremendo ma non sono affatto l’unico, suppongo. Sono qui a rompere il silenzio, e anche le vostre palle, per fare prima di tutto dei ringraziamenti molto sentiti a tutti coloro che in qualche modo hanno preso parte al giovedì random. Un’idea cotta e mangiata, che così come è nata è finita. Senza ringraziamenti, che faccio subito subito qui: un grazie ad Upclose che mi ha supportato nonostante la crisi in cui versavo, un grazie al Signor Ponza che ci ha creduto tanto (in me), un grazie a Fabry_ perché, lo sa lui! Ovviamente vanno ringraziate anche le RdP tutte, sempre!
Forse non tutti hanno realmente gradito questa rubrica, ma io si, e questo, neanche a farlo apposta è davvero quello che conta di più. Detto questo, volevo fin da subito comunicarvi che questo blog tornerà totalmente attivo (#credeghe) a partire dal 3 settembre 2012! Ma fino ad allora ogni giorno della settimana troverete un micropost estivo (adoro postare dal telefono) o comunque un post vecchio che secondo me va assolutamente riletto e tenuto a mente. Fino ad arrivare, per l’appunto a le grandi novità in vista. La prima fra tutte, una competition con un succoso premio in palio. Ma con calma vi darò davvero tutte le info.
Non resta che congedarmi, ma prima volevo invitarvi uno per uno a farmi un gran piacere, ovvero di votarmi ai Macchianera Blog Awards. Vi rimando al post del Signor Ponza con tutte le istruzioni chiare e precise per non sbagliare, e votare. Invitandovi soprattutto a pensare che anche una RdP come me vuole la sua fottuta nomination ad un award una volta nella vita! Ma vi farò le palle piene, statene certi, adesso vi lascio davvero, ma con la visione del nuovissimo trailer del blog, che io non posso fare a meno di adorare. Stay tuned!
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Giovedì Random: E’ più fake l’account twitter di Marta Marzotto o il giornalismo italiano?

IL PUNTO del SIGNOR PONZA
 

C’è stato un momento nella vita del giovane Signor Ponza (quindi ere geologiche fa) in cui il desiderio di diventare giornalista è stato piuttosto forte. Quasi più forte di quello di diventare famoso tramite il mio blog. Poi questa tentazione è svanita e ora guardo indietro e mi dico “GRAZIE A DIO” (e nel frattempo faccio markette a go go al mio blog, grazie Annabelle che me lo permetti e non mi prendi a randellate sugli stinchi).

Lo stato del giornalismo in Italia, per utilizzare una delicata metafora, è oggi equivalente a quello dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon. Per farsi un’idea basta visitare le prime pagine dei siti delle due maggiori testate del nostro Paese, Corriere e Repubblica, e fare con me questo gioco: vi sfido a trovare un giorno in cui non siano presenti in homepage link, gallerie di immagini o articoli contenente almeno due tette.

Il problema è che i giornalisti, o almeno la maggior parte di essi, non ha ancora ben capito come relazionarsi al magico mondo dell’internèt. E’ un po’ lo stesso problema che ho io nei confronti dei bambini piccoli. Li vedo, li guardo, ma mi fermo lì. Non saprei da che parte prenderli, come tenerli e soprattutto come devo rivolgermi a queste piccole creaturine malvagie (EVITANDO OVVIAMENTE QUELLA VOCE STUPIDA CHE TUTTI GLI ADULTI USANO QUANDO PARLANO CON ESSERI UMANI DI ETA’ INFERIORE AI 5 ANNI). Lo stesso fanno i giornalisti. Setacciano twitter e Facebook alla ricerca di notizie che non sono notizie, spesso rimanendo vittime di grandi sviste e incomprensioni, perché non hanno la minima idea di come funzionino.

Mi piace citare il caso di @marta_marzotto, account volutamente e dichiaratamente (fin dalla bio) fake e scherzoso che rende omaggio a una delle donne più ironiche del mondo della moda. Una “giornalista” del secolo XIX ha ovviamente frainteso (più o meno in modo intenzionale) le vere finalità dell’account e ha contattato Marta, quella vera, telefonicamente. “Intervista” telefonica da cui è nato questo “articolo”. Il valore? Il significato? Ditemelo voi perché io non l’ho intuito, pur essendo laureato.

Che poi si potrebbe aprire un ulteriore intero capitolo sul fatto che è più probabile che l’Europa esca della crisi entro fine mese che i giornalisti mettano un link ai contenuti che citano all’interno dei loro articoli.

#RipGiornalismo


Se anche tu sei rimasto totalmente convinto e appassionato dal punto di vista del Signor Ponza, leggilo su Così è (se vi pare) e non perdere l’occasione di metterti in discussione!!!!
Pubblicato in: attualità, bella gente, giovedì random, il pisello odoroso, movenze pop, sesso, Voujerismo


Dunque. Partendo dal presupposto che di calcio non ho mai capito niente. E sottolineando anche che non me ne frega assolutissimamente niente. E comunicando che il posto che avevo creato e pianificato non è mai stato pubblicato da blogger, e credetemi, ne ignori il perché; visto che ho fatto il ragazzetto etero ed ho visto la partita con i miei colleghi di lavoro, e bevuto addirittura la birra, pubblico questa gallery per il giovedì random tutta dedicata ai calciatori. O almeno quelli che più mi piacciono. Detto ciò, godeteveli. E forza Italia!!!! Si vabbè, ciao!

Da sinistra Di Natale / Balottelli / Balzaretti / De Rossi / Diamanti / Nocerino e le due campagne D&G CALCIO fonte Google.
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Un nuovissimo appuntamento  con il Giovedì Random di Annabelle Bronstein! Questa settimana, un featuring davvero inaspettato e sorprendente con uno dei  blogger che ho più amato dai primi post, Upclose, ovvero il Blog di cui potevamo fare a meno. In realtà il cinismo, la simpatia e il genio di questo ominide pazzesco sono a mio avviso indiscutibili. Se volete sapere di più basta cliccare qui. Se invece non non avete letto ancora il Sextastic #3 basta cliccare qui, ma ora fuggo e vi lascio a questo nuovo imperdibile  giovedì!
Ok. Ascoltami. Metti caso che un mio amico esce con un tizio. Un tizio che dice di avere 38 anni. In realtà potrebbe dimostrarne anche qualcuno di più. Ma non è questo il punto. I due escono. Escono per andare a bere una cosa e conoscersi. E fare quattro chiacchiere. La serata va benissimo. Parlano di tutto. Di cose serie. E di cose meno serie. Si divertono. Hanno anche tanto in comune, nonostante la differenza d’età sia effettivamente enorme. Parlano fitto fitto. Bevono coca-cola e sorridono quando gli scappa a entrambi un ruttino. Poi si sa come vanno queste cose. A un certo punto si sente la voglia di andare oltre. Di un gesto. Di una carezza. Di un bacio. Il mio amico accetta l’invito e vanno a casa sua. Ma quando arrivano a casa succede qualcosa di inaspettato. Entrano, si lasciano andare ad un bacio liberatorio. Che cercavano e volevano da almeno un paio d’ore. Con la penombra della sala da pranzo, e il riverbero di una lampada i due si avvicinano. Si baciano. Si accarezzano. Ma accade l’impensabile. Di colpo si accende la luce. E irrompe un terzo. Un altro uomo. Molto carino. Anzi, potremmo dire bono. Un fascio di muscoli. Anche lui sulla quarantina. Con l’accento irlandese. “Ciao, come va?”. Il mio amico, paonazzo, non sa che dire. Si sente in un mega imbarazzo e vorrebbe buttarsi dalla finestra. Trova un filo di voce, ed esordisce “Bene. Tutto ok. Ma… Ma… Ma tu chi sei?”. E come è ben noto da queste parti, il dramma è dietro l’angolo. In realtà era giusto nella stanza affianco. “Io sono il suo ragazzo.” Silenzio. Panico. Vergogna. E l’altro: “Senti. So che è una cosa strana, suppongo che non sia neanche troppo normale come cosa. Ma io sono uscito con te, in pieno accordo col mio ragazzo, perché volevamo conoscere una terza persona. E bè… Insomma”. STOP. Adesso. Il mio amico, ma come penso anche io se fossi stato in lui, si sarebbe alzato e avrebbe cominciato ad urlare, come se non ci fosse un vicinato, e a buttare la qual si voglia a terra. E invece ha semplicemente detto: “Bè. A me sembra una cazzata, però…” Detto fatto. Di li a poco sarebbero finiti a farne di ogni nella stanza di cui sopra. Adesso. Il mio amico è single e fa quello che vuole. Loro sono una coppia, e se di comune accordo, possono fare comunque quello che meglio credono. Il problema sta che il mio amico ci è stato solo ed esclusivamente perché il fidanzato irlandese è tipo bono da svenire. E a questo punto preferiva sicuramente di più l’irlandese che il suo ragazzo. Ovvio che ne hanno fatte di bendonde. E, insomma, si sono anche divertiti parecchio. Ma secondo te, questa cosa può avere un futuro? Ma più che futuro, può avere un qualche senso? Insomma si può passare da single a Troppia?
Bè forse mi sono anche dilungato. Ovviamente quello citato non è un mio amico. Ma sono io. E soprattutto è tutto vero. E tu devi assolutamente dirmi qualcosa. Ora.
Caro Annabelle, amicoh,
questa è una situazione assai delicata, e per affrontarla sarò costretto a trasformarmi nel sessuologo con la voce flebile da eunuco di loveline, che presentava Camilla dal cognome impronunciabile che non rimembro. Dunque. Direi che ti trovi nella classica situazione del pendolo. Ricordiamo tutti che per Schopenhauer la vita era un pendolo che oscillava tra la noia e il dolore. Riadattando il concetto, mi pare chiaro che tu sei il pendolo, e oscilli tra un cazzo e un cazzo. Questo oscillare, che, sono sicuro, è per certi versi piacevole e soddisfacente, ti lascia però il tempo, fra un cazzo e l’altro, di riflettere. Ed è qui che vengono alla luce domande scomode che esulano dalla bella scopata selvaggia che è stata.
Svisceriamo dunque il problema e cerchiamo di fare chiarezza.
Loro, ovvero il tizio 38enne o probabilmente più grande e l’irlandese bono. Ecco. Sono probabilmente una coppia frustrata che cerca di superare una crisi assecondando la suprema voglia di cazzo che magari una vita monogama ha per anni inibito. Lungi dal giudicarli (io non lo farei mai perché se il mio ragazzo se ne esce di inserire un altro elemento nel rapporto mando a fare in culo per sempre sia lui che l’altro elemento, ma io sono un tipo venale), diciamo che loro pur di salvare il loro rapporto hanno trovato questo escamotage, e assumiamo il tutto come decisione lodevole dell’amoreh.
Tu, ovvero il terzo elemento. Innanzitutto se rimane come un evento fortuito occasionale, prendila semplicemente come un’esperienza da mettere nel CV sessuale, che spero tutti noi possediamo (il mio ad esempio è molto più ricco del CV che spedisco per cercare lavoro). In caso contrario, se loro ti cercano ancora, se il tutto tende a ripetersi puntualmente, se il tutto comincia ad assumere le connotazioni di una malata relazione, allora veniamo al punto tre. Voi, ovvero tutti quanti insieme appassionatamente. Che dirvi. Loro hanno scelto così, e contenti loro, contenti tutti. Tu, se ti piacciono, se trovi il sesso con loro soddisfacente, se la situazione ti intriga, se riesci ad escludere totalmente dalla cosa l’aspetto sentimentale, ti dirò, ma che cazzo ti frega? Non macchiarti di colpe adulterine che non ti competono, quelli che si tradiscono reciprocamente sotto i loro stessi occhi sono loro, tu sei single e rampante, libera come una fringuella nella foresta, nonché pazzescoh. E poi puoi sempre sfruttare la situazione a tuo piacimento: doppi regali, doppio pene, doppie cene offerte, tutto moltiplicato per due. Perché viviamo in un mondo materiale e noi siamo ragazze materiali. E trombare è bello. E a volte bisogna mettere da parte le riserve etiche del nostro cervello, soprattutto di fronte a persone che a quanto pare le hanno riposte in un pozzo profondo 100 metri.