Cuore rotto e sanguinante.

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febbraio 14, 2015 di annabellebronstein

Sapete com’è. Io ogni San Valentino muoio un po’. Adesso, non pensiate che sia il solito post disfattista sul significato di San Valentino festa. Nossignore. In realtà io non lo odio San Valentino. Anzi. Se solo potessi festeggiarlo come si deve ne sarei anche felice. In realtà il rapporto conflittuale che da anni mi fa storcere il naso è puramente collegato alla mia singletudine, ed hai drammi che in questo giorno, inevitabilmente si susseguono. Proprio oggi ovviamente, ne ho combinata una delle mie. Epiche.

Non entrerò nel merito, ovviamente, mi vergogno come un ladro. In realtà ho semplicemente fatto qualcosa di brutto a chi non se lo meritava. Quando mi comporto così, in realtà riesco a dare solo il peggio di me. E adesso quel minimo che c’era è sparito. In un secondo. E’ bastato un tap su qualche app ed io sono volato via nell’etere. Per sempre. Ecco, le ragioni che mi hanno spinto a comportarmi di merda sono molto. Sono mesi che cerco di capire che tipo di relazione fosse diventata quella che era iniziata l’anno scorso. Probabilmente non era niente più.

Anzi. Mi ostinavo io a cercare delle motivazioni ad andare avanti. Non c’erano già più. Il problema è che al cuore, mio, non si comanda. E quando mi sento messo da parte, per senza motivo, divento dispettoso e antipatico. Non mi sono smentito. Ora è un po’ difficile piangere sul latte versato. Ma io, per quel che posso dire, penso a me. Penso a me che mi sono pianto la qualsivoglia per mesi, e non ho avuto un minimo.

Penso alle notti che oramai passo insonne dalle 4 in poi. E penso a quanto sono stato coglione ad affidare il mio cuore, una cosa delicata e molto importante, a chi in realtà di questo cuore non ne ha tenuto minimamente cura. Zero. Ora non voglio finire con i miei soliti piagnistei del cazzo. Mi odio molto e vorrei riparare in qualche modo a questa situazione. Ma le opzioni non ci sono. Non le vedo e forse non ne voglio anche. Ecco, qui mi voglio fermare e aprire una riflessione.

bleeding-heartE’ stato giusto? E’ valsa la pena? E’ stato importante? Per la risposta è sempre si. Io quando sbaglio lo faccio alla grande. Finisco nella merda con tutti i piedi. Divento rissoso e appendo il muso a chiunque non tenta di capirmi. E sbaglio ancora di più. Sono arrivato a svenire e a farmi venire gli attacchi di panico, e credetemi, a caro prezzo nel giro di cinque minuti ho pagato tutto. Adesso, col senno di poi, se tornassi indietro rifarei tutto in maniera diversa.

Adesso, ho coscienza del fatto che chi ti ama non scappa via, e non si nega. Anzi. Chi ti ama ti capisce, e se non ti capisce ti da almeno la possibilità di spiegarti. Probabilmente io ho amato, e quando ami fai pure le cazzate, invece per lui ero uno dei suoi tanti flirt per sfuggire alla monotonia di una routine o della noia che inevitabilmente colpisce una coppia, o che so io. O più semplicemente un gioco, di cui io, neanche a dirlo ne pago tutte le conseguenze.

Capite bene, che trovando la sua fine nel giorno di San Valentino non posso non farne un dramma. Non posso che non chiudermi in casa e prendere a testate tutti i muri. Non posso che non deprimermi e chiudermi definitivamente finché, mi auguro, inciamperò in qualche altro ragazzo carino. Mi viene solo da non capire come due persone, come me e te, che si, in qualche modo si vogliono bene, siano arrivati a farsi tanto male. Per questo mi dispiace.

E proprio perché è San Valentino, ho letto diversi post su facebook oggi che mi hanno un po’ infastidito contro i single che odiano questa festa. Non odiamo questa festa. Niente affatto. Non la malediciamo a prescindere. Non odiamo chi ama. Siamo soli però. E se per alcuni essere single è sintomo di libertà, di scegliere con chi andare e non, di essere liberi di vivere una notte come si vuole, bé ecco, ci tengo a sottolineare che dopo che ne fai di ben donde ti accontenteresti anche di un tuo di Baci, magari nella versione con le frasi di Tiziano Ferro. E una pizza, solo con chi ami.

Perché poi questo è quello che conta. I single non diventano acidi a causa di una festa. No. Siamo solo un po’ tristi. E dividiamo con altri amici, single anche loro, la voglia di condividere qualcosa. Che sia giusto o sbagliato io non lo so. Purtroppo è così. E oggi altro che festa. Sanguino direttamente del cuore. Che si è rotto un’altra volta. E ora tocca andare a ritrovare i pezzi. E, inevitabilmente, ricomincia quel gioco spietato che io, davvero, non vorrei mai più.

Einvece.

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