Rip Annabelle. Rip.

Le parole fanno male. I ricordi ancora di più. Il silenzio che ve lo dico a fare. In ogni modo non ne esco. E forse non ne uscirò mai. E’ rimasta una cicatrice, profonda e indelebile altezza cuore. Ricordare i giorni che sono stati non è affatto di aiuto. Il silenzio infinito, ed io nonContinua a leggere “Rip Annabelle. Rip.”

A voce alta.

Questa mattina ho ritwittato il tweet che vedete in foto. Ecco questa mattina questo tweet mi ha aperto una serie di file in testa che credevo di aver chiuso. Non è un periodo facile. Oramai è un anno quasi che do di matto. Ne sono pienamente cosciente. E sono cosciente anche del fatto che alContinua a leggere “A voce alta.”

Pensieri che si rincorrono inutilmente.

La sindrome dell’arto fantasma è la sensazione anomala di persistenza di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile: il soggetto affetto da questa patologia ne avverte la posizione, accusa sensazioni moleste e spesso dolorose, talora addirittura di movimenti come se questo fosse ancora presente. Questa sensazione, assolutamente normale e che non rientra in nessun tipo di problema psichico, èContinua a leggere “Pensieri che si rincorrono inutilmente.”

Lettera aperta alla mia dignità. Ovunque essa sia.

– Perché piangi? – Perché mi odia. E non ha neanche tutti i torti. E mi ha detto che è morto per me. Che devo sparire. – E non pensi sia il caso di sparire? – Tu pensi che se sparisco io non ci penso più? Tu pensi che io non abbia capito? Io sonoContinua a leggere “Lettera aperta alla mia dignità. Ovunque essa sia.”

Cuore rotto e sanguinante.

Sapete com’è. Io ogni San Valentino muoio un po’. Adesso, non pensiate che sia il solito post disfattista sul significato di San Valentino festa. Nossignore. In realtà io non lo odio San Valentino. Anzi. Se solo potessi festeggiarlo come si deve ne sarei anche felice. In realtà il rapporto conflittuale che da anni mi faContinua a leggere “Cuore rotto e sanguinante.”

Con la testa fra le nuvole.

Nell’ultimo periodo ho volato tantissimo. Ergo tanto tempo per pensare. Forse troppo. Ecco, non mi voglio affatto dilungare con risvolti depressivo-maniacali-convulsivi su chi ha deciso di girarmi le spalle. In fondo non se lo merita neanche più. In realtà quando avevo deciso di chiudere il blog, lo avevo deciso per davvero. Non volevo più tornare suContinua a leggere “Con la testa fra le nuvole.”

Ultimo.

A volte arriva il momento di chiudere. A volte non basta sforzarsi per fare in modo che le cose funzionino. A volte bisogna rendersi conto che non c’è davvero più niente da fare. Che non si può avere più niente. Bisogna solo accontentarsi di quello che è stato e nulla di più. Perché ad essereContinua a leggere “Ultimo.”

Smetto quando voglio. Uncensored Version

N.d.AB. – Nota di Annabelle Bronstein  Per capirci. Il post precedente in realtà è la  versione riveduta e corretta di questo, che evidentemente avevo scritto prima. Avevo deciso di non pubblicarlo perché mi sembrava un po’ troppo crudo. E pesante. Poi oggi, preso dallo scazzo, me lo sono riletto e sinceramente l’ho trovato molto piùContinua a leggere “Smetto quando voglio. Uncensored Version”

L’Architetto premuroso

Venerdì 27/06 Lui mi guarda e sorride sotto i baffi. Io inizio a pensare che cosa mai scatena la sua ironia a tal punto. Non lo capisco. Sarebbe ora di cena, ma stiamo facendo un aperitivo. Ha portato un bottiglia di prosecco, ed io ho preparato degli stuzzichini. Gallette di riso con Philadelphia e rucola.Continua a leggere “L’Architetto premuroso”

Epilogo.

“Hai ragione sono sparito, non mi sono fatto sentire più sentire come prima, hai ragione su tutto, e non lo dico solo perché voglio darti ragione, ma perché lo penso veramente. […] Questa mattina avrei voluto portarti anche dei fiori, che so a priori avresti odiato e buttato; ma non ho avuto il coraggio. E’Continua a leggere “Epilogo.”