Pubblicato in: bella gente, Ikea, il pisello odoroso, mood positivo, no sex in the city, Vicinifilippini

Ikea. Inferno o paradiso?

Domenica mattina mi sono imposto di andare da Ikea. Lo so. I gay di solito non fanno queste richieste a loro stessi. Specialmente di domenica mattina. Ma siccome solo sabato ho messo piede nella mia nuova casa, che al momento assomiglia di più ad un centro di smistamento pacchi FeedEx. Con me c’era Guy, che ha dormito a casa mia dopo un brutto sabato turbolento. Comunque siamo usciti tipo verso le dieci, con la convinzione di fare un’ottima cosa soprattutto per reperire un parcheggio a Bufalotta con lo stesso codice di avviamento postale. E infatti abbiamo parcheggiato senza problemi. Almeno. Abbiamo fatto il solito giro da Accaemme, scritto così perchè l’azienda vuole così!, e in tutti quei negozi cool che Bufalotta offre. Tipo Sephora, Adidas, Pull & Bear e anche Zara Home.

Aggressivi, diretti e precisi come dei mastini moldavi ci siamo diretti verso l’entrata di Ikea. Abbiamo fatto solo una piccola sosta al take away svedese perchè noi ci dobbiamo pur cibare di qualcosa di vagamente commestibile. E gli svedesi ne hanno di bendonde. Dopo il pranzo, e una sigaretta finalmente ci siamo diretti verso il self di Ikea. Io e Guy abbiamo dato delle priorità agli acquisti: dispenser sapone linquido per le mani e bicchiere portaspazzolini. Teppeto per il bagno. Mazza per tenda della doccia. Scatoline per i cassetti. Lampada da tavolo. Semplice no?

Peccato che io mi sia lasciato amaliare dal rivestimento in plastica salvagoccia per i cassetti e pensili della cucina. Che trovo utile e anche funzionale. Andiamo così si può dire addio a tutto quello schifo nei cassetti della cucina. Peccato che non sia stato capace di resistere alla favolosa lanternina con le stelline e alle 36 candeline al gusto di GELATO alla vaniglia. Non al gelato. Alla vaniglia. Immaginate la mia camera da letto inebriata da profumi dolci e zuccherini mentre io ne faccio di bendonde sul letto? Peccato ancora che non sia stato capace di dire di no al set per divano HAGALUNG bianco. Ma sono sincero, il mio set dopo averlo lavato si era rimpicciolito, e dopo il trasloco era diventato troppo zozzo. Per cui.

Ma in realtà oltre ad avere ufficialmente preso coscienza del fatto che in realtà più che Annabelle Bronstein sono Becky Bloomwood, ho capito che tutto quel comprare solo per il gusto di era riconducibile alla marea di coppie gay che perseguitavano me e Guy. Ci siamo inziati a rendere conto che forse eravamo finiti tra compaesani quando nel reparto stendini e accessori armadio ci siamo ritrovati questi due ragazzi CARINISSIMI che valiavano le varie proposte di stendini offerti da Ikea. Li abbiamo invidiati. E tanto. Erano carini, e per di più insieme. E noi invece che volevamo evitare incontri gay convinti che la domenica mattina i gay dormissero. No, no. Più si faceva tardi e più Ikea si riempiva di coppie gay intente a scegliere complementi d’arredo per la casa. Che nervi. Neanche più lo shopping ti fa stare bene. Neanche più Ikea.

Presi da un momento di sconforto abbiamo deciso di fuggire all’istante anche da lì. E di corsa. Ma quello che non sapevo e che avrei scoperto una volta a casa, era che avevo dei vicini di casa filippini, che la domenica, come tutti i filippini di Roma hanno un solo ed unico passatempo. Il Karaoke. E credo di non avere più parole per loro.