Pubblicato in: bella gente, Coming Out, faccialibro, il pisello odoroso, Insy Loan, mood pensieroso, mood positivo, no sex in the city, pessime figure

Tremate, tremate, le streghe son tornate!!!

Se per caso vi stavate chiedendo che cosa ho fatto ieri sera, be ecco che vi accontento. Ristabiliti gli equilibri, ieri pomeriggio io e Little Miss Sunchine abbiamo raggiunto la Du Barry e Guy da Primo per un mega aperitivo abbuffo. Appurato però che ne volevamo ancora, e che il freddo era troppo insopportabile abbiamo deciso di andarcene al Coming Out, questa volta con l’idea di entrare dentro e sederci. Ma nonostante fossero appena le 22 altre diverse decine di persone avevano avuto la nostra stessa idea, così ci siamo seduti fuori dove apparentemente sembrava un pochetto più riparato dal gelido vento. Ma solo apparentemente. Così mentre aspettavamo di ordinare, succede qualcosa di mistico e straordinario. Ovvero appare Ambra. Ohsantocielo. Ma è pazzesca. Vabbè credetemi, ultimamente la becco sempre più spesso in giro. E ogni volta che la vedo sono d’accordo. Ambra è diventata superlativa. Ha un fisico mozzafiato, è bellissima, e non solo. E’ bravissima. Ovviamente è rimasta per pochissimo, ed era stra-accompagnata da Mauro Di Maggio e il suo bodyguard credo. Comunque, dopo questa apparizione mistica mi sono sentito giàmeglio. O forse era l’alcool che cominciava a circolare in me. Comunque dopo circa settantasetteminuti ad attendere che il cameriere ci portasse lo scontrino e quindi pagare, ci siamo rotti le balle e abbiamo fatto il fugone. Così. Certo lo sappiamo che non si fa. Ma cosa diavolo racconterò mai ai miei nipoti quando sarò vecchio? Ci siamo messi quindi al riparo da occhi indiscreti sul muretto e abbiamo affrontato il solito discorso che ci attanaglia ovvero: PERQUALECAZZODIMOTIVOGENTECARINA,SIMPATICAEMOLTOINTELLIGENTECOMENOICHENEHADIBENDONDEE’ANCORASINGLE? Insomma, una cosina da poco. E siamo incappati in un discorso per la prima volta decisamente serio, ovvero che con l’avvento di siti internet come faccialibro, tutti sono amici di tutti però quando ci si becca dal vivo si ha il timore di avvicinarsi e parlare. Insomma si è persa strada facendo la vecchia e cara comunicazione. Anche io posso testimoniare che per esempio, la mia prima estate romana, quella del 2007, ho conosciuto tantissime persone solo stando seduto sui muretti del Coming. Ga, Ciù Ciù, Mau e Nata per esempio erano persone conosciute facendo quattro chiacchiere, e poi sono diventati amici che vedo e sento. E la differenza è che oramai diviene difficile approcciare e parlare di una qualsiasi cosa. Tutti sono in gruppo, e nessuno ti considera. Ecco perchè Little Miss Sunchine è sicuro che presto ripristinerà un profilo gay. Che detto da lui, contro queste cose per antonomasia, ti sconvolge, ma il fatto che lo dica mi sconvolge ancora di più. Forse ci siamo arresi? Forse non siamo neanche più noi capaci di andare lì parlare e dire a qualcuno quanto ci interessi? E’ possibile. Ma è giusto? Non lo so sinceramente. So soltanto che noi gay siamo l’emblema del cane che si morde la coda. Abbiamo bisogno di vedere riconosciuti i nostri diritti, e il tutto sembra girare intorno al fatto di avere bisogno di un posto come il Coming Out o duecento metri di strada dove poter passeggiare avanti e indietro per sentirci liberi di essere quello che ci pare. Per non parlare del Gay Village. Bè questa non mi pare libertà di essere. No. Mi sembra più un ghetto. Dove tutti sono felici di stare. Per l’amor del cielo sono anche sicuro che magari il resto del mondo non sia pronto ad accettare due uomini che si stringono per mano, figuriamoci se mai questi dovessero baciarsi. Non lo so. A volte mi chiedo che cosa da gay mi renderebbe felice con la F maiuscola. Un ottimo lavoro? Gli amici? L’amore? Ebbene SI, SI e ancora Si. Ma tutto ciò al momento sembra mancarmi. Se penso che però il mio paese sta ancora messo peggio, faccio un bel respiro e mi accontento. E proprio mentre la Du Barry e Guy vanno al bagno, e Little Miss Sunchine va a parlare con un amico rimango solo e mi rendo conto che di fronte a me cè InsytantarobaaaaLohan, e convengo ancora una volta di quanto sia carino. E di quanto magari io avrei voglia di parlarci e scambiarci quattro chiacchiere, ma in realtà non ne ho minimamente il coraggio. Che gli dico io a Insy Lohan, penso. E’ così realizzo che forse anche io sono come tutti gli altri. Che mi lamento di un atteggiamento altrui che secondo me è sbagliato, ma di mio non faccio nulla per cambiare nè il mio nè quello degli altri. Io credo che ci debba essere una specie di rieducazione dei comportamenti. Se parli con un trentenne, quello ti dice che la generazione dopo è stata fortuna perchè ha vissuto l’avvento di internet, e delle telecomunicazioni, e che loro invece brufolosi, e timidi per conoscere qualcuno dovevano sudare sette camice. E infatti ora se ci provi con untrentenne questo fa l’alternativo e ti snobba. Certo non tutti. Io sinceramente non mi sono mai sentito fortunato per avere come mezzo internet per il rimorchio. Anzi. Lo maledico. Anzi mi va bene solo quando c’ho na voglia devastante di cazzo. E me ne faccio anche uno stendardo sinceramente, visto che ho sempre cercato di essere sincero sotto questo punto di vista. Non tutti però sono concordi col mio pensiero. Tutto il contrario. Vi è mai successo di incontrare qualcuno con cui chattate soltanto? Questo vi evita prima con lo sguardo, poi fa in modo di allontanarsi nella maniera più veloce possibile da voi. E allora, mi chiedo, che senso ha aver avuto un contatto on-line? Nulla. Ecco perchè maledico il mezzo, e si torna punto e a capo all’arcano di cui sopra. Bo. Dopo questi devastanti e importanti dissidi mi sono lasciato pervadere dalla voglia di capire da dove provenivano i laser verdi che illuminavano il Colosseo. Percorsa quindi via di San Giovanni in Laterano abbiamo capito. Si stava festeggiando la festa delle Streghe. E qui internet mi viene in aiuto: “La notte tra il 23 e il 24 giugno si celebra da molti secoli ormai La Notte di San Giovanni, una notte ricca di magie, misteri e influenze sulle cose, gli animali e, soprattutto, sulle persone, tanto che da sempre essa è anche chiamata La Notte delle Streghe.In questa notte, un tempo, si viveva un momento magico perché essa cade nei giorni solstiziali quando, secondo un’antica credenza, il sole si sposa con la luna e dal suo sposalizio si riversano energie benefiche sulla terra e specialmente sulle erbe bagnate dalla rugiada, che si trasforma in un farmaco potente “a guarire ogni guisa di malattie cutanee”.La leggenda della notte di San Giovanni narra che proprio in questo particolare momento astrale le streghe si radunassero per espletare i loro sortilegi. I più prudenti per proteggersi si infilavano sotto gli abiti qualche erba di San Giovanni, dall’iperico alla lavanda, allo spicchio d’aglio da raccogliersi prima dell’alba, la verbena simbolo di pace e prosperità, il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni, l’artemisia…Queste streghe altre non erano che giovani donne le quali, per aiutare il sole a nascere, si riunivano nei campi e accendevano dei fuochi, oppure spinte da passione amorosa raccoglievano le erbe bagnate di rugiada, simbolo della protezione del Santo Battista. La tradizione della notte del solstizio si celebra ogni anno da tempi lontanissimi a San Giovanni in Marignano – già noto alle cronache come il “granaio dei Malatesta”, perché situato nel cuore fertile di una dolce vallata della Romagna – con una manifestazione volta a recuperare un tessuto storico-popolare di tradizioni attraverso la loro spettacolarizzazione: teatro popolare di strada con rappresentazioni che ripercorrono i grandi temi della magia, della superstizione e del misterioso; un mercatino con esposizione e vendita di oggetti, erbe officinali, pietre magiche e prodotti naturali, l’antro delle streghe, un ambiente scenograficamente suggestivo in cui operano cartomanti, chiromanti e indovini.” Bè mi sembra più che chiaro. E dopo aver visto lo spettacolo, poco sconvolgente di sto proiettore verde, e aver capito che forse per ora devo rivedere il mio atteggiamento verso i mezzi di comuncazione me ne torno a casa. Con la speranza, che domani, sarà sicuramente un giorno meno freddo e più proficuo per capire dovè il mio uomo! Tiè!
Pubblicato in: bella gente, Circolo degli Artisti, il pisello odoroso, Insy Loan, la Polpetta, mood positivo, Mr. X, pessime figure

Una rondine ci distruggerà tutti!

Da Wikipedia
La rondine è uno degli uccelli che più di tutti si avvicina agli insediamenti umani, annidando di regola sotto i cornicioni dei tetti.La rondine, e più specificatamente la rondine comune, è diventata l’uccello-simbolo dell’Estonia dal 23 giugno 1960; per gli estoni, la rondine rappresenta il cielo blu, sinonimo di libertà e di felicità eterna. Secondo le credenze estoni, se qualcuno uccide una rondine diventerà cieco. Quando in primavera le rondini tornano al nido, salutano gli umani della casa con acrobazie e canti.

Quando una persona esce con un amico, probabilmente non ha la più vaga idea di quello che possa capitargli nell’arco della serata. E probabilmente io dovrei sempre pensare a quello che potrebbe succedermi ogni volta che esco. D’altronde sono pur sempre Annabelle Bronstein, no? Ma venerdì non l’ho fatto. Solato dalla Du Barry finita in un buco nero fatto di libri e clausura in casa, io e Guy abbiamo deciso che ne avremmo fatte di bendonde. E non avevamo dubbi: saremmo stati di Circolo. Il Circolo è un posto strano. Quando pensi che andrai lì per divertirti, non cè una ceppa leppa di nessuno. Quando pensi che sarà un totale flop ecco che il Circolo ti dice che sarà l’esatto contrario. Arrivati a Ponte Casilino eravamo convinti che all’1.30 (i migliori arrivano sempre tardi), la serata sarebbe stata già bella che conclusa, ma non era assolutamente così. Attraversato il cancello noi abbiamo cominciato a respirare ossigeno. Il mondo era lì. Il circolo sembrava il Grande Raccordo Anulare nell’ora di punta. Un Circolo pieno zeppo di gente. E così tra tante persone, forse milioni, io sono finito proprio di fronte La Polpetta. E non era solo. Era con la sua nuova fiamma. Ecco in quel momento ho provato quello che viene comunemente detto Killer Instinct. Laddove io avrei fatto a pezzi prima il suo boy, e poi affettato lui e successivamente venduto al mercato delle Vittorie. Ok, non esageriamo. Sono così pulp oggi! Vabbè. Io avrei voluto scansare il suo sguardo e saltare tutti come ad una corsa ad ostacoli, ma proprio mentre stavano per sparare il colpo dello start Guy si è fermato a conversare con Panpipe. Il panpipe è praticamente uno con cui lui è uscito diverse volte, che non mi starebbe neanche antipatico se solo non fosse quello che da un paio di mesi è diventato amico inseparabile della Polpetta. E mentre eravamo lì a fare i soliti convenevoli del caso, davanti i miei occhi la Polpetta se la sbaciucchiava con la sua nuova fiamma. Killer Instinct. Killer Instinct. Killer Instict. MMMmmmmmm che nervi! E mentre facevo finta di guardare qualcuno dietro loro, ma dietro di loro c’erano solo le frasche, sono stato scoperto: la fuga è stata immediata. E rientrato nella conversazione con Panpipe e e Guy che ne avevano bendonde da raccontarsene, La Polpetta, il suo nuovo discutibile Pomicioboy e la sua cricca sono fuggiti. E Panpipe si è accodato a loro fuggendo via e lasciandoci lì travolti dalla folla e dall’interdizione. Io odio le fughe. Travolti da milioni di persone capita facile di incappare in un Insy Lohan sempre più sexy con un nuovo taglio di capelli. Lo continuo a straquotare. Ma non solo, noto anche un giovane attore che raggiunge il dancefloor. Credetemi. Bonissimo. Ma io non ero ancora soddisfatto. Mi sentivo qualcosa nello stomaco. Sentivo qualcosa di strano. E non capivo se era fame o altro. A sorpresa sono riuscito a beccare Ga, Ciù Ciù e Mau, finalmente. Dove i soliti convenevoli Ciù Ciù mi avverte subito che si era invaghito dello ziccherofilaro. Eh si, perchè nel giardino del Circolo, tra le milioni di persone c’erano anche un finto cinema che mandava a ripetizione un trailer, una piscina e uno zuccherofilaro. E Ciù Ciù ne voleva da lui. Ma la domanda, ovviamente era se faceva o meno parte della cerchia. Ga era sicuro: era etero. Mau non era d’accordo. E Ciù Ciù invece voleva solo perdersi tra le sue mani mentre arrotolava dello zucchero filato su un bastoncino. Così, appurato che lo zucchero filato era gratis, mi sono avvicinato con Guy e Ga e come una vecchia signora al supermercato ho esordito a gran voce verso Ga: “Certo che avere un ragazzo che sa preparare lo zucchero filato dev’essere davvero una figata. Immagina il suo ragazzo, che fortuna che ha, mangiare zucchero filato quando meglio crede”. E lui di tutta risposta: “Al massimo la mia ragazza!!!”. Ecco qua, Ga, ancora una volta ci aveva preso. Ma che palle. Ga ha sempre questa propensione per capire le inclinazioni sessuali di chiunque. Oppure porta solo sfiga. E davanti a noi si ripeteva la solita scenetta in cui lui c’ha ragione. Così ci siamo tutti consolati con una belle nuvoletta di zucchero filato. Tiè, alla faccia dei grassi insaturi. E mentre ci strafogavamo, proprio lì, finalmente i presagi di cui sopra hanno trovato una risposta.Non era fame. No. Era Mister X. Adesso Mister X è stato già mensionato in questo blog ma con un’altro nome. Ma sarà d’ora in poi rinominato così semplicemente perchè deve rimanere assolutamente anonimo. Anyway, Amywinehouse, di fronte a me per la primissima volta c’era lui. Io volevo sprofondare. Ero lì che mi abbuffavo di zucchero filato con le mani tutte appiccicaticce e come al solito stavo facendo la mia solita pessima figura. Ma non tutto viene per nuocere. Io e Mister X non abbiamo avuto un grande approccio. Qualche tempo fa ci siamo beccati su una chat un pò zozzona, ma io non avevo specificato cosa stessi cercando lì, assolutamente no, poi ci siamo scambiati il contatto msn, e abbiamo cominciato a chattare. Ma la chattata è durata pochissimi minuti perchè lui, mi ha letteralmente buttato fuori dal suo messenger senza spiegazione alcuna. Bè è chiaro anche a me che forse non sono molto il suo tipo. Ma vi giuro che le mie foto sono pessime e live rendo molto meglio. Certo se poi mi beccate con un quintale di zucchero filato in mano mentre mi abbuffo non deve essere il massimo. Ma grazie al cielo non si vive di solo immagine. E così, appurato che mi piace e anche di più dal vivo, decido di sparire e di non farmi vedere per evitare ogni imbarazzo. Anche se ribadisco lui mi ha buttato fuori dal suo messenger senza giusta causa. Raggiungo così, in incognito con gli altri il bordopiscina. O meglio le scale che portano alla piscina. Questo perchè c’era un party privato. Vabbè dediciamo di sederci sugli scalini e incontriamo anche due amiche di Ciù Ciù con le quali affrontiamo i soliti problemi di cuore. Alla fine di un’accesa discussione sugli uomini, e sui trentenni nello specifico, concludiamo che questi sono la generazione peggiore. Perchè non prendono mai una decisione. E’ proprio un trentenne, forse scambiandomi per una guardarobiera mi lascia in custodia la sua tazza. Si una tazza. Che credo gli sia stata regalata durante la serata. Con residui di Coca e Rum. Comunque mentre dietro di noi si svolgeva un campionato di Hula Hop con dei partecipanti imbarazzanti, abbiamo deciso di abbandonare la serata friccicarella e di andarci ad abbuffare di cappuccino di crema al cioccolato da Gigi a San Giovanni. Ma mentre uscivamo il dramma ci ha colpito. Dall’alto una rondine con l’ala spezzata ci è cascata quasi tra le mani. E una delle amiche di Ciù Ciù era proprio una veterinaria. Mamma mia che culo. Così il panico si è scatenato tra tutti quelli che uscivano, ma non solo anche la pazzia dilagante. Questo mi ha fatto sorridere, e anche troppo, andiamo è una rondine. Sono famoso per non essere particolarmente amante degli animali, ma è una rondine. Così mentre facevo del cinismo su questa cosa un pazzo con un cappello da cow-boy mi ha aggredito verbalmente. Anzi mi voleva proprio menare. Di lì a poco la mia fine. Urli, strepiti e aggressività gratuita. Mamma mia. Ga ha preso la situazione in mano, e non in culo come avrebbe voluto, ed organizzato la fuga. Abbuffati di cappuccino con crema al cioccolato, servitoci da due bononi devastanti con una Britney del 2002 che guadagnava la scena su Rai1, ce ne siamo tornati a casa. E immaginatemi. Brillo, scampato al linciaggio e con una tazza al Rum vagare in giro per Roma. Ditemi se non si può essere soddisfatti di avere delle serate del genere?

Pubblicato in: bella gente, Coming Out, il fedifrago, il pisello odoroso, Insy Loan, l'infermiere veterinario, mood positivo, no sex in the city

Fisicaccio, playback e Coming out. Un giovedì qualunque!

Ieri entrando in metro mi sono chiesto se ero in treno oppure ad una puntata speciale di Non è la Rai. E’ da un pò che prendo la metro e intorno a me ci sono ragazze e ragazzi dalla discutibile sessualità con cuffie e Ipod che mimano in maniera più o meno provocante un favoloso playback di quello che stanno ascoltando. Adesso. Non che io faccia storie, assolutamente no, sono il primo che se avesse il coraggio in metro si metterebbe a ballare con movenze pop e coreografie varie e con un ottimo sincrono, accattivandomi l’ammirazione di tutti. Ma ieri la cosa era imbarazzante. C’era questo ragazzo, davvero molto carino, anche palesemente gay, che era lì che si scatenava con non so quale musica nelle orecchie e si scatenava senza precedenti. Io sono rimasto un attimo interdetto perchè stavo anche io ascoltando della musica, pop ovviamente, ma intorno a noi c’era gente di tutti i tipi che lo guardavano stupito. Ma il problema è che lui più lo guardavano, e più si sentiva autorizzato a fare facce di ogni tipo. Vabbè. Lo invidiato e anche un pò ammirato, però me lo sono lasciato a Termini ancora lì che se la playbackaava! Arrivato a San Paolo da Guy, ho avuto immediatamente l’ennesima conferma che il suo palazzo è abitato da un numero cospiquo di omesessuali, a tal punto da farmi venire voglia di cercare un buco di casa anche io li. Mentre lo aspettavo si è materializzato il Massagiatore. Io sorpreso e alquanto stupito di vederlo, lui anche che abbozza un sorriso. Il Massaggiatore è uno con cui diverso tempo fa ho chattato, mi ci sono scambiato il cellulare ma alla fine non ci siamo mai visti nè sentiti. Vedendolo dal vivo sono rimasto un pò interdetto, e proprio dopo di lui arriva anche Guy. Lui ci sorride. Io abbozzo un sorriso di cortesia e prendo Guy e fuggo. Lui poi mi dice che gli ha sbroccato sbattendo ripetutamente i pugni sulla porta dell’ascensore perchè non chiudeva la porta al piano terra per cui l’ascensore non poteva essere richiamato. Ovviamente se non faceva una figura come al solito non era soddisfatto. Comunque, ci siamo diretti verso la OVS, a cui ultimamente dobbiamo fare i nostri complimenti perchè ci sforna dell’abbigliamento casaul decente e a buon prezzo. E anche qui ci siamo dovuti rendere conto che San Paolo tanta roba. Sarà stato il caldo torrido e la voglia di sesso e baci che entrambi da un pò abbiamo, ma intorno a noi chiunque vedessimo era gay ed era anche bono. Santo cielo. Siamo andati anche al supermercato a comprare del vino per la serata, ed anche al supermercato c’era una concentrazione tale di bei ragazzi e gay che mi ha fatto seriamente pensare all’eventualità di trasferirmi a San Paolo. Ba. Comunque risaliti a casa, dove la temperatura minima era di 47° C, abbiamo cenato a base di pesce, ovviamente, e vino bianco, e dopo cena diretti di corsa verso il Coming perchè dovevamo vederci con la Du Barry e soprattutto Guy doveva vedere il suo Fedifrago. Ora a tutti voi sarà sicuramente capitato almeno una volta nella vita di uscire con uno fidanzato. La cosa strana è che questo succede a Guy e che soprattutto se prima il fedifrago in questione era interessato ad avere una storia parallela, ora, dopo aver lasciato il suo ragazzo non ne voleva sapere più di Guy. Nonostante però lui lo pensi e anche spesso. Lo desidera, ma non sa come gestire i suoi sentimenti per cui non lo considera. Ecco, ci risiamo. Al momento sono pienamente cosciente dell’errore di chiudere i manicomi in Italia. Ma insomma. Prima lo cerchi, ci provi, esci con il mio amico, te lo porti dietro a un rudere a Porta Maggiore, ti fai mettere le mani nel pacco, poi ti fai prendere dai sensi di colpi, molli il fidanzato e non consideri più Guy. Questi eventi, ovviamente non hanno un senso. Nè per me, nè per Guy che pensa solo a mandarlo a cagare. Ma ieri il Fedifrago era per la prima volta al Coming e Guy ha passato qualche minuto con lui. Non è successo niente ovviamente, le solite chiacchiere superficiali e fuori luogo. La cosa più bella è che per la prima volta sia io che la Du Barry abbiamo visto questo tizio dal vivo, e i nostri pareri sono stati contrastanti. Io lo trovavo carino, la Du Barry no. Vabbè, chiacchiere da shampista. Ma non c’era solo lui, no. C’erano Ga, Mau e l’infermiere veterinario, che finalmente è tornato a deliziarci con la sua presenza. Presenza arricchita ieri sera da una foltissima barbetta. Mamma mia quanto è bono. Io non riesco a non perdermi nei suoi occhi azzurrissimi. Credetemi, se solo potessi pubblicherei una sua foto per farvi capire anche a tutti voi. Mentre io lo salutavo e me lo sbaciucchiavo un pochetto, lui aveva lo sguardo perso. Distratto. L’ho seguito e mi sono reso conto che quello sguardo era preso dal torone muscoloso dietro di me. Tra l’altro io ieri sera avevo una pancia gonfissima e devastante, e nonostante la mia maglietta a righe (che ingrassa si, ma se sei gonfio ti smagra: piccoli segreti acquisiti con anni e anni di tecniche per sembrare sempre due taglie in meno ad occhio nudo!) che aveva uno strano odore di pesce, lui si è fatto distrarre ancora. Per più di una volta (esattemente quattro) l’infermiere veterinario ha sbagliato a chiamarmi, dandomi del Francesco. Adesso come dice Ga, va bene uguale, visto che si tratta di un nome altamente pop. Ma io non mi chiamo Francesco. Io sono sono sempre Annabelle Bronstein e ancor prima ero una perfida strega dell’ovest, così lo circuito e strillato per bene. Ma lui è talmente carino che non se lo merita proprio. Anzi, sono riuscito anche a strappargli la promessa che appena sarà ubriaco gli potrò fare una delle mie interviste. Laddove intervista sta per rapporto orale. Ma io sono andato oltre. Davanti a lui e ai miei amici mi sono dato tempo sei mesi per modificare la mia forma fisica e diventare anche io un torellone. E credetemi lo farò. Che sia chiaro non per lui. Assolutamente no. Ma per me stesso. Sono entrato in una fase della mia vita in cui sembro un cane che si morde la coda. E un cane anche bello grosso, di taglia grande. Troppo per gli standard che questo ghetto frociarolo romano impone. Appurato che io sono un tipo non etichettabile se non con l’appellattivo POP, sono deciso a dare una svolta alla mia immagine e farmi anche io un fisico. Insomma sono stufo di guardare questi palestrati dai privè delle migliori discoteche di Roma e sbavare. Sono stufo di dover ricorrere alle righe e alle maglie taglia L. Io sono una small e lo sarò per sempre. Mi giustifico sempre dicendo che la carne oltre che tanta è debole, ma tutto ciò deve finire. La carne dovrà essere debole si, ma tutt’al più ridotta. E sono pronto a perseguire questo mio nuovo obiettivo. E allora, quando sarò torello anche io, e potrò permettermi delle striminzitissime magliette Abercrombie come Insy Lohan, alllora l’infermiere veterinario capitolarà e sarà mio. Ma allora io lo vorrò ancora? MMMMmmm non lo so. So solo che è davvero tremendamente carino. E che io sarei disposto anche a rendere il mio fisico un pochetto più tonico per lui. Comunque dopo aver congedato i presenti io e la Du Barry raggiungiamo p.le Flaminio e ci mettiamo ad aspettare l’N1, lui direzione Anagnina io l’esatto opposto. E così abbiamo lasciato passare entrambi tre autobus mentre parlavamo di noi, dei nostri sogni e di quello che ci farebbe davvero felici. Al quarto N1 la Du Barry sale e io attraverso, ed ovviamente visto che i tre precedenti sono passati uno appresso all’altro, il quarto, giustamente ci ha messo più di mezz’ora. Così raggiungo casa, e me ne vado a dormire, domani finalmente è venerdì!
Pubblicato in: il pisello odoroso, Insy Loan, mood pensieroso, no sex in the city, pessime figure, Voujerismo

Giovedì libri

Se mi avessero detto che avrei fatto ritardo, be ecco non ci avrei scommesso neanche 5 centesimi. Ed ho fatto bene. Visto che ovviamente io e la Du Barry siamo arrivati tardi all’appuntamente con Guy che ci aspettava da Primo, per andare alla presentazione del libro di Insy Loan. L’appuntamento era alle 18.30, noi siamo arrivati alle 19.15. Maledetta sempre e comunque l’ATAC. Appena arrivati la Du Barry e Guy si sono messi a girare per l’esposizione dei libri, io mi sono squadrato per bene il vigilantes dello stand e poi mi sono seduto. Ovviamente Alessandro Michetti aveva bello che iniziato l’intervento, anzi stava quasi a finì. Comunque anche la Du Barry ha convenuto con me, che Insy Loan ha il suo perchè. Mi sono anche fatto autografare il libro, ed ovviamente anche lì ho fatto una delle mie pessime figure che eviterò di mensionare. Dopo la presentazione ce ne siamo andati da Primo per ascoltare i nuovi drammi di Guy davanti a dell’alcool, giusto per non smentirci. Dopo averci accattivato le simpatie della cameriera che in men che non si dica ci ha trovato un microtavolino per tre, da dove io e la Du Barry abbiamo continuato a sbirciare Insy Loan e i suoi amici e a fare pensieri impuri, Guy ci ha interrotti e ha inziato a snocciolare i suoi drammi del giorno. Ovvero, chiamato dal suo chief che gli ha comunicato con molta nonchalance che il suo stipendio era vertiginosamente diminuito a causa di un errore contabile. Olè. Giustappunto che venerdì deve andare a Londra. Ecco qua. La prima frittata. Ma la seconda, più che una frittata poteva essere paragonata a una catastrofe ambientale. Ovvero. Guy era uscito con un tipo con cui si era mezzo invaghito tramite Msn. Se io sono la signorina Mirc/Facebook lui è sicuramente il signorino Msn. Tutti i suoi incontri li concretizzà lì. Dopo più volte che i due si erano ignorati, finalmente hanno trovato un momento per parlarsi un pò e Guy ovviamente ci ha messo un attimo ad invaghirsi. Combinato il date, dopo aver parlato per ore e ore di loro, arrivati a Piazza Maggiore si sono finalmente infrascati dietro un rudere tra magrebini e colombiani. E proprio sul più bello il tipo di Msn di Guy si ferma. Noi gli diamo giù di alcool. E lui ci dice che il tipo lo avverte senza mezzi termini che in realtà è fidanzato, per cui non vorrebbe andare oltre. Ancora alcool. Eccoci là. Io, la Du Barry e Guy davanti a l’ennessima triste realtà. L’ennesimo ragazzo carino che ci fa girare la testa, e in realtà è solo un bluff. E ci siamo ritrovati a chiederci, di nuovo, il nostro ruolo in questa società. Andare a lavorare. Pagare l’affito. Pagare le tasse. Le bollette. E con quei pochi spiccioli che rimangono sbarcare il lunario. Ma soprattutto, è possibile che non ci siano ragazzi interessanti che non siano già accompagnati? Sembrerebbe proprio di no. Andiamo, tutti quelli che ci piacciono sono praticamente irraggiungibili. Quelli che non sopportiamo poi sono tutti fidanzati. In maniera totalmente inspiegabile. Eppure noi sappiamo come vestirci per apparire al meglio che possiamo, sappiamo articolare un discorso, abbiamo degli interessi, dei lavori che si ci logorano, ma almeno non stiamo a casa a ciondolare. Non è abbastanza. No. Certo io avrò i miei problemi grammaticali e con i tempi verbali. Ma è possibile che non cè davvero una ceppaleppa di nessuno capace di accettarci per come siamo? Che ci sappia ascoltare? Capire. Lo so, sto sconfinando in Piccole Donne Crescono, ma la situazione comincia a farsi pesante. E puntualmente le nostre aspettative vengono deluse. Oramai, cosa ci dobbiamo ancora aspettare? Cosa dobbiamo ancora mandare giù? No. Noi abbiamo deciso di non starci. Ma non starci vuol dire purtroppo comunque rimanere tagliati fuori. Se decidi che non vai più su internet a trovarti una trombata, comunque elimini una possibilità. Se decidi di non frequentare più i locali, perchè ultimamente basta andare in un posto piuttosto che in un’altro per essere etichettato, rimani a casa. Ma ha senso? No ovviamente. Alla fine che ci concludi? NULLA. Il punto è questo. Io non mi spiego quelle persone che ti dicono che loro il fidanzato l’hanno conosciuto al supermercato. Io al supermercato non riesco a trovare neanche le merendine, figuriamoci il fidanzato. Comunque, il problema sostanziale resta sempre lo stesso, ovvero ce la faremo a trovare il tipo giusto? E soprattutto dimostrando che essendo come si è va bene lo stesso? Non lo so. Guy ci ha chiesto se doveva o meno vedere ancora il tipo di Msn. Noi gli abbiamo detto di si. Per fargli capire quello che si perde. Che non è poco.
Pubblicato in: il pisello odoroso, Insy Loan, spotlight

Domani tutti da Insy

Ok. Lo so. Non sono mica il blog più letto della settimana. Lo so. Però domani, Annabelle Bronstein (ovvero io), con i suoi amici (ovvero Guy e la Du Barry) andranno alla presentazione del libro di Insy Loan ovvero La mia vita si autodistruggerà alla fine di questo libro. Alle 19 a Piazza Navona per la rassegna Libri In Festa Insy presenterà il suo ormai celeberrimo primo libro, e io finalmente che non ho impegni, ci sarò. Sotto mentite spoglie naturalmente. Tutti siete invitati a partecipare. Se non sapete ancora chi diavolo sia Insy Loan, ecco una breve intervista su Max e se siete proprio tanto curioso cè anche il suo blog. E se proprio state morendo dalla voglia di vederlo, aò domani alle 19 venite. Okeiiiii?????OK!