Pubblicato in: Coming Out, Crudo, il pisello odoroso, la Polpetta, mood positivo, no sex in the city, Tatto-Hearted Boy

Una lunga folle corsa.

Tornare a casa, ovvero in Abruzzo, è sempre molto bello. Tornare ogni tre mesi a volte non mi fa sentire benissimo. Nel senso che quando torni lì ti rendi conti che effettivamente non solo la tua vita va avanti, lontano, da un’altra parte. Ma anche quella degli altri. E così è bello stare ad ascoltare i tuoi amici, la mamma, papà, la nonna e il nonno. Anche se il tempo è tiranno. E non poco. Così, ogni volta che torno a casa, centellino le ore dividendole nella maniera più equa possibile. Ma nonostante a casa io non sia Annabelle Bronstein, in realtà sotto mentite spoglie Annabelle è venuta con me, e impossessatasi di me si è palesata a qualcun’altro. Ovvero. Annabelle ha spifferato al Tatto-Hearted Boy chi io fossi in realtà e non solo, l’ha anche invitato all’aperitivo da Crudo domenica sera. Adesso la metafisica come penso la matematica non siano opinioni che nascono dal mio unico neurone. E infatti se Annabelle Bronstein voleva il suo Tatto-Hearted Boy per l’aperitivo, in realtà Annabelle Bronstein non aveva idea assolutamente che io domenica sarei dovuto fuggire da una comunione nell’entroterra campagnolo teatino, fuggire a casa, fare la valigia, caricare la macchina con le provviste di mia madre, mia nonna, mia zia e l’altra zia, correre a prendere Miss Cherie e finalmente partire. Tutto ciò in realtà si è concretizzano alle 17.40. Quindi neanche troppo tardi. Per cui sono partito all’attacco. Ma si sa. Quando devi arrivare in orario, lo capisci subito che non è così. Dapprima un mega incidente. Che ha rallentanto la marcia, poi da Avezzano fino quasi a Roma il più grande temporale estivo mai visto su un’autostrada ha rallentato ulteriormente il viaggio. Così laddove il casello autostradale Roma Est sembrava una Camelot incantata. E in realtà con i giochi di luce offerti dal tramonto sembrava proprio così. Ma Annabelle Bronstein è anche una cogliona. E anche la numero uno credo. E il tempo invece era troppo andato avanti. Erano le 19.40. Ma c’era ancora tutta la tangenziale est. E infatti a casa ci siamo arrivati alle 20.30 passate. Che palle. Che palle. Che palle. Troppo tardi per poter fare una doccia e andare da Crudo. Troppo poco per rendermi presentabile. Uffa. Ma io lo sapevo. Sapevo che non sarei riuscito a fare tutto. E ovviamente la cosa che mi premeva di più fare non sono ovviamente riuscito. Così non demordo, mi doccio e dopo cena raggiungo Guy e la Du Barry. Ma la serata sarebbe stata piena di sorprese. Qualche esempio? Bè il saluto con annesso sorriso della Polpetta. Secondo me si è anche dimagrito. Tutto ciò gli ha fatto guadagnare qualche punto in più. Peccato che dovrei guadagnarlo io qualche punto in più con lui. Ma ovviamente. Ovviamente no. La mia testa era da tutt’altra parte. Io pensavo ancora a quel Tatto-Hearted Boy, ai suoi calzini, ai suoi tatuaggi, al suo sguardo. E lui però non c’era. Non c’era traccia alcuna. Così vasche su vasche, un Magnum Bianco e un Ghiacciolone ho deciso di buttare la spugna. Ho preso baracche e burattini e me ne sono tornato a casa. Passeginado. Fino a Prati.
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Crudo. Per concludere.

Domenica ore 18:23.

Controllo l’orologio e leggo 17:23. Mi rassicuro. Mi preparo un caffè e accendo il pc. 18:23. Ma che cazzo? Che cazzo di ore sono? Miss Cheriè mi comunica l’ora esatta. Io trasalisco. L’appuntamento ero alle 19 da Crudo. Vabbè abito in centro, arriverò in men che non si dica. Al volo mi doccio, mi vesto e prendo le mie cose e alle 18:45 sono a Piazzale Clodio in attesa di un autobus che mi porti a Largo Argentina. Rifletto che per la prima volta ci ho messo un secondo a rendermi presentabile. Arrivo e trovo già la Du Barry e Guy davanti la Feltrinelli. Ci dirigiamo in Via degli Specchi. Non a caso Crudo è lì. E io già mi infervoro tutto perchè ribecco Occhistupendi. Mamma mia quanto è bono. Praticamente quasi tutte le facce delle persone che vedo sono le stesse che avevo lasciato nell’Alpheus la mattina precedente. E tutti hanno una faccia migliore della mia. Mah. Ci becchiamo con Little Miss Sunchine, Lindsay e Gian. Mamma sono anni che non ci vedavamo. Entriamo e nonostante sia presto, non cè un posto manco a pagarlo. Raggiungiamo il piano superiore e ci sediamo. Praticamente potevamo fare l’aperitivo a casa visto che nella sala c’eravamo solo noi. Vabbè. Raggiungiamo come delle furie il buffet e il bar, e ci facciamo un bel piattone. Poi prendiamo da bere, io Prosecco fisso. Ovviamente. E’ pieno di gente, e la cosa che mi sorprende è che molte facce le conosco perchè sono tutte facce che vedo anche su Gayromeo. Adesso anche io ho un profilo e ultimamente potrei anche non averlo che sarebbe lo stesso, ma persone con cui ho chattato, diverse, magari di Latina, Acilia, Cesano e via si seguito sono tutte qui ad aperiviteggiare. E ieri sera erano all’Alpheus. E molte di queste persone mi hanno sempre negato un incontro perchè abito a Roma, in una zona troppo incasinata, secondo loro, per raggiungerla e vederci. Rifletto su questo passaggio, perchè se io sto in una zona incasinata, bè Crudo non è di certo da meno che sta in centro e per di più nella ZTL. Per cui ribadisco la mia totale inapettenza verso questi che si dicono interessati alle persone e alle relazioni, quando poi per andare a sculettare a Crudo tutti pronti. Non me li mangerei proprio per niente. Mah. Che amarezza. Comunque, il primo piatto l’ho fatto fuori in meno di 3 secondi netti, per cui sono ripartito all’attacco per il bis. A mia difesa volevo comunicare a tutti che mi sono svegliato alle 18.30 e non ho toccato cibo dalle 6 della mattina prima che ho fatto colazione da Burger King. E proprio al secondo giro di piatto che mi sono reso conto che Crudo nel frattempo era pieno all’inverosimile. Io mi sono messo in fila e noto dei simpatici arrosticini lì sul piatto del buffet, e impazzisco. Non mangio arrosticini da troppo, per cui mi lascio prendere la mano e me ne metto giusto sei, sette, tò al massimo dieci. Ma erano meno di dieci. Intanto vedo che Occhistupendi è proprio dietro di me. Mamma mia. Questo mi devasta davvero. Mi ritrovo ad ammiccare. Volevo anche sorridere, ma ci ripenso. Lui però risponde al mio sguardo e sembra anche azzardare un micro sorriso. Ma sento già le orecchie infuocarsi, per cui prima che anche la faccia diventi sul rosso andante mi giro e continuo a riempire il piatto. Fagiolini e pomodoro, insalata di farro, parmiggiano…Mamma quanto roba buona. E di nuovo Occhistupendi che sorseggia il suo vino. Mamma questo non è bono. Di più. Ritorniamo al tavolo e scopro con piacere che non siamo più soli, e che poco a poco la sala si sta riempendo. Finisco anche il secondo piatto, ma scopro che il dramma dell’aperitivo si è abbatutto su di me. Ovvero le verdure fra i denti. Questa è la cosa che più drammatica che ti può succedere in un locale del genere. E’ risaputo che le cause di un tracollo sociale sono imputabili ad una perdita di equilibrio e succesiva caduta, rovesciarti da bere/mangiare addosso e la verdura in mezzo ai denti. Non avendo uno spazzolino appresso, decido di andare con Guy in bagno e provare a neutralizzare quell’erba malefica. Grazie al cielo in bagno non cè nessuno, e riesco quasi subito a tornare alla normalità. Andiamo a fumare una sigaretta. Insomma dobbiamo trovare il modo di farci notare. Mi nota solo uno con cui un paio di mesi fa ho scopato. E non mi è piaciuto neanche. Lui mi guarda, come se volesse dirmi qualcosa, io faccio lo gnorri e faccio finta di non conoscerlo. Pur volendo non mi ricordo proprio come si possa chiamare. Lui insiste e io mi giro. Fanculo. Mi perdo però nell’azzurro di Occhistupendi. Devo dire che io continuo insistentemente ad ammicare. Lui però non si sottrae, anzi sembra che noin gli dispiaccia. Ma siamo in Via degli Specchi. E io di specchi me ne intendo. E quelli non mentono. Lindsay però mi riporta alla realtà. Sono quasi le 21, e io devo andare a lavoro. Che palle. Saluto tutti e mi congendo, con una giusta causa. Anche se andare a lavoro proprio non era nei miei progetti. Auguro a tutti una buona serata, e convengo che questo weekend sia stato lungo e altrettanto devastante. Ma è solo l’inzio, perchè tra una settimana comincio le ferie…E allora non ce ne sarà per nessuno.