Alcune piccole riflessioni sul Pride che verrà.

Parliamoci chiaramente. Questo Euro Pride sta assumendo i connotati di una roba davvero grande, alla quale solitamente noi tutti non siamo molto abituati. Insomma bisogna sicuramente dare merito all’organizzazione che è riuscita a smuovere un così grande personaggio, ma inesorabilmente nella mia testolina si insinuano dei dubbi:
1. Siamo sicuri che tutto il discorso parata non venga meno con un nome così altisonante? Voglio dire, questo è pure sempre il gay pride, ovvero scendere per strade per far vedere a tutti gli altri che ci siamo anche noi. Per far in modo che i diritti civili della comunità glbt siano finalmente presi in considerazione, e che finalmente si prende in considerazione anche l’approvazione della legge contro l’omofobia. Bisognerebbe partire da questo. Siamo sicuri che non si snaturi tutto con Lady GaGa?

2. In quanti realmente parteciperanno alla parata? Quanti di voi saranno realmente presenti per tutto il tragitto? Perchè già sento tantissime persone che si stanno organizzando per andare a prendere il posto sotto il palco a Circo Massimo. Il pride lo facciamo per la strada. Anche a Circo Massimo, ma soprattutto per strada! No?

3. Sono felice che ci sia GaGa. Insomma più volte si è messa in primo piano nel difendere i diritti dei gay, per cui non si poteva scegliere rappresentante minore. Ma questa non è una scelta troppo furbetta, volendo? Insomma la casa discografica ci va in guazzetto, l’organizzazione pure, e i little monsters neanche a dirlo. Servirà una personalità così in primo piano a far aprire gli occhi a più gente possibile? Sicuramente tutta la stampa, nazionale ed estera riprenderà la notizia, ma poi a chi sta al potere interesserà tutto ciò?
E voi che cosa ne pensate? Perdonatemi, anche se sarà in mezzo a tutta quella gente a godermela. Ecco!

E che Pride sia!


Se per caso vi state ancora chiedendo come mai il design di questo blog ricordi vagamente uno dei pluri accessoriati bagni del Mucca, è perché effettivamente è così. Anche se lo scopo iniziale era quello di celebrare il Roma Euro Pride. E infatti, proprio oggi in qualche modo ancora di più questo design ha senso. Infatti oggi, l’arcobaleno arriva anche a Roma, e nello specifico a Piazza Vittorio dove apre i battenti l’Euro Pride Park. Che per i prossimi dodici giorni sarà scenario di dibattiti, iniziative culturali ma anche intrattenimento di ogni genere. Per esempio questa sera ci sarà il saluto di Claudia Gerini (madrina del Pride) e di Franca Valeri, e poi il concerto di Rettore e Loredana Errore.

Per tutte le info basta cliccare qui, per l’agenda ufficiale di tutti gli appuntamenti del Pride Park. Senza dimenticare, che sabato 11 giugno ci sarà la parata del Pride evento conclusivo e più importante. E’ necessario ribadire quanto sia importante esserci? Partecipare? Metterci la faccia per il cambiamento? Credo di no. Che voi siate d’accordo o meno ai pride, che li sentiate utili o meno utili io credo che sia doveroso partecipare. E poi, che ne sapete che domani uno si sveglia e cambia il mondo? Intanto questa sera io sarò all’Euro Park, voi passate a prendere gli amici, e raggiungetemi! E buon Euro Pride a tutti!

Buon fottuto compleanno a me!

Tutto quello che so di me, è ciò che non voglio essere. Tutto il resto, lo scopro poco a poco e lo condivido con chi mi pare. Su queste pagine, virtuali, di cose ne ho condivise. Inizialmente creare Annabelle Bronstein mi aveva aiutato a rendermi conto che forse non ero così pazzo, e che forse anche altre persone avevano avuto le mie stesse esperienze. Poi, man mano che il tempo passa ti accorgi inesorabilmente, che forse, quel mondo scintillante e pieno di glitter di cui vuoi far parte in realtà è una sola. Lo scintillio dura poco, e che soprattutto poco ci devi fare. Io ho sempre pensato che a me non sarebbe potuto accadere. Quando poi invece è successo per davvero. Be, sbam. Prendi e porta a casa. In silenzio. Perché il silenzio ridà dignità alle cose.

Credo che una piccola evoluzione in due anni l’ho avuta. La mission di questo blog era ridere su le cose che mi capitavano, sugli amici, sui modi di dire e di essere. Insomma prendere la pillola amara con un sorrisetto ironico. Perché l’ironia aiuta. Nel tempo, i miei post, sono diminuiti perché la vita, nonostante uno voglia essere positivo, ti mette davanti anche cose su cui viene difficile fare ironia. Io mi dico sempre che le situazioni sono sempre le stesse, ma che siamo noi a cambiare. Siamo noi che facciamo tesoro del passato e le viviamo in maniera differente. Ogni cosa che ci accade ci segna, e ci cambia. Inesorabilmente.

Le mie necessità sono cambiate. Sono diverse rispetto a quelle che avevo due anni fa. Adesso ho ben chiaro quali sono le cose di cui ho bisogno, e devo ammettere che, nonostante ne abbia passate tante, e sia dovuto passare sopra a tante cose, sono ancora qui. E non ho affatto intenzione di andarmene. E proprio per questo volevo dire a tutti voi che mi seguite, pochi ma buoni, che ho deciso di aprire a questo blog anche post meno pop di quelli che avevo previsto. Annabelle sarebbe dovuta essere sempre allegra, e sempre divertente, perché lei è la parte più irriverente, ciaciona, caciarone e stupidella di me. Ma se sei Annabelle puoi dire tutto.

Il tempo passa, e volendo o meno, maturiamo. Le rughe, l’età, le nuove e diverse responsabilità ci formano. Ci sorprendono. Siamo migliori? Con tutto il bello e il brutto di noi stessi, diventiamo sempre più consapevoli. E io credo di avere raggiunto una certa consapevolezza. Per questo anche Annabelle, come me, deve per forza evolvere. Che sia chiaro, le movenze pop, i post sgrammaticati, i drammi, i valalalasss, i ragazzi carini e quelle cialtrone delle mie amiche ci saranno sempre. Solo con più consapevolezza. Se pensate di aver letto tutto, siete fuori strada. Non avete idea di quello che vi aspetta. E forse neanche io.

E comunque, tanti fottutissimi auguri di compleanno a me!

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Cattivi pensieri, e un fottuto trattore


Interrogo quotidianamente me stesso su quale sia la prossima cosa da fare. Avete presente quando guardate un film pallosissimo e non potete cambiare. La mia esistenza ultimamente mi sembra questo. Un film pallosissimo/noiosissimo. Non so bene perché. O forse lo so. Ma non ve lo voglio ancora dire. Mi chiedo sempre quale sia il mio obiettivo. Quando i miei desideri si realizzeranno. Quando in soldoni potrò essere davvero felice. Adesso non lo sono. E a sentire chi mi sta intorno dovrei anche smetterla. Ho un buon lavoro, che mi fa guadagnare bene, una bella casa, degli amici perfetti, e una famiglia a debita distanza. Ma allora perché non sono felice?



Non lo so. Cioè lo so. Ma non è ancora arrivato il momento di dirlo. Il sesso. Il sesso è un aspetto importante. Negli ultimi anni ho fatto molto sesso. Mi sono scoperto, sessualmente parlando, il 30 dicembre del 2007, a ventiquattro anni. Relativamente tardi, ho forse relativamente in orario. Non mi sono pentito. All’epoca ho fatto sesso con uno con cui avevo creduto che non sarebbe finita lì. Mi sbagliavo, ovviamente. Finì lì. Dopo la porta in faccia ho deciso di non rimanerci più male. Da allora ho fatto molto sesso, in due, in tre, in quattro, in cinque. Ok, sono arrivato ad otto. E non mi vergogno a dirlo. Ne ho fatte di bendonde, e devo ammettere che non mi sono fatto mancare niente.


Mi è sempre andato bene. Ma oggi, neanche il sesso mi basta più. Avete mai provato la necessità di dover fare l’amore? L’amore con la A maiuscola. L’amore nel senso che non ti serve necessariamente fare sesso, ma bastano anche solo le coccole. L’amore, nel senso che puoi anche litigare, ma stai litigando con la persona che ami. L’amore nel senso che esci e vai a cena con gli amici, ma alle 23 hai già voglia di tornare a casa, perché sai che ci torni con il tuo amore. Per l’appunto. L’amore nel senso che puoi anche solo guardarti e farti un cenno per capire che l’altro ha capito quello che volevi dire.


E se tutto ciò non ci fosse? Allora ci si sente inutili. E io mi ci sento, visto che non c’è. Non prendiamoci in giro, è nel dna dell’essere umano accoppiarsi e riprodursi. Adesso, per riprodursi ci sono altri modi, ma per accoppiarsi non mi sembra che io non possa farlo. O no? Il problema, è essere da solo. Insomma non mi va più. Mi sono ingozzato del mio status di single. Mi ci sono abbuffato. Ne ho abusato. E ne sono stufo. Insomma che io lo decida o no, sono sempre da solo. E sono stufo anche di tutto quello che mi viene detto in risposta. La risposta più quotata è la seguente: “L’amore quando viene, viene. Non ci devi pensare, non lo devi cercare”.



Credetemi. Io non ci penso affatto. A parte in questo periodo per lo meno non ci ho mai pensato. E infatti un uomo fisso, permettetemi di dirlo, non c’è mai stato al mio fianco. E poi, come straminchia faccio a non pensarci? Come fai a far finta e dire che non ci pensi? Io ci penso. Ci penso. Altro consiglio straquotato è il seguente: “Hai cercato di cambiare modo di fare? Sai a volte basta approcciare in maniera diversa, sei una persona simpatica, risoluta, intelligente, sempre in movimento. Secondo me dovresti far vedere tutti questi aspetti di te!”. Ma secondo voi non ci ho provato mai? Secondo voi non ho provato mai a cambiare modo di fare?


Insomma ho fatto il simpatico, il burlone. Ho fatto quello che non gliene importa niente. Ho fatto il vago. Ho fatto la maschia, quello che si veste alternativo e che paga il conto. Ho fatto la teenager, e il superficiale. Ho fatto quello da una botta e via, quello da lunghe chiacchierate e persino (e lo sottolineo) quello da beviamoci una birra. Ho fatto il tipo da una passeggiata in centro, un gelato in centro, ed anche lo shopping in centro. Ho fatto quello da chiacchieriamo e guardiamoci dritto negli occhi, quello che fugge, quello che rompe, quello del messaggino del buongiorno, del buon pomeriggio e della buona notte. Insomma ne ho fatte di ogni.


Secondo voi è servito? No. Non è servito a niente. Arrivo ad oggi con un bagaglio ben pieno di cose andate storte. Le farfalle le ho sentite. Ma dopo un po’ son morte. Solo qualcuno ha lasciato qualche solco lungo la via. Ma non è stato sufficiente. Al punto in cui mi trovo viene spontaneo chiedermi, ma insomma che cosa ho io che non va? E’ possibile che io sia una persona insopportabile. E ci può anche stare. Perché per certi versi lo sono. Ma nessuno che mi coinvolga ha la voglia di stare al mio fianco per più della durata di una scopata? E’ possibile. A questo punto mi sento in un nuova fase della mia vita. Ovvero mi basto. Anzi, io mi basto?


E qui non ho parole. Su questo che può sembrare un’insignificante dettaglio, invece, devo assolutamente ricredermi. Io non mi basto affatto. In nulla. Non mi basto quando mi guardo allo specchio, non mi basto quando me ne vado a dormire la sera. Non mi basto neanche quando decido di mettermi a dieta e fare qualcosa di buono per me. Non mi basto mai. Non sono mai soddisfatto di me stesso e di quello che faccio. Mai. E questo a lungo andare può solo fare dei danni. Ma dei grandi danni.


Non riesco ad essere felice con quello che ho. Come faccio a trovare uno che sia felice con me? E’ questo il punto. Il punto oscuro, il lato nero di me. Quello che prima per ben due volte non vi ho detto. Io non sono mai soddisfatto. Mai. Di niente. E’ tutto mi annoia. Mi annoia anche me stesso. L’importante è prendere atto del problema. Anzi qualcuno pensa addirittura che sia quasi risolvere il problema. Ma io in che modo l’ho risolvo? Insomma dovrei svegliarmi con il sorriso sulle labbra. Abito a Roma, lavoro, guadagno bene, scopo e mi diverto e soprattutto ho un pazzesco blog che va via come il pane. E il mio unico obiettivo è non essere felice di tutto ciò.


Come faccio a volermi far bene da qualcun altro se non riesco a volermene da solo. Io non mi prendo cura di me in nessun modo. Non sto attento al freddo, mi ingozzo di medicine come se fossero caramelle, mangio male e fumo come uno sfigato. Insomma dove mi voglio bene? Dico da settembre che devo andare in palestra, e siamo a gennaio e ancora non ho deciso a quale segnarmi. Insomma mi sono mai preso cura di me stesso? Questi sono interrogativi ai quali non troverò mai risposta, e soprattutto nessuno mai saprà darmi una risposta. E allora che si fa? Non lo so, ma spero vivamente che qualcuno di voi abbia almeno un mezzo consiglio.


E comunque mio fratello ha comprato un trattore con 5.500 euro, e credo che ecco, ciò nonostante, lui sia molto più felice di me. Ma ci rendiamo conto? Un trattore. Un fottuto trattore.

Fanculo 2010.

Ci siamo. Il 2010 sta finalmente andandosene a fare in culo. E io sono estremamente felice di ciò. Insomma che anno è stato questo? Ho dovuto combattere con gente più squilibrata del solito, e anche di me. Ho dovuto combattere con la voglia di lavorare che va sempre di più scemando vista la poca soddisfazione. Anche se mi hanno promosso. E che promozione. Ma il callo, rimane sempre e comunque la mancanza di un uomo accanto. Tranquilli. Adesso non starò a menar le balle con la solita vecchia storia. Ho capito che forse non voglio ancora nessuno che mi stia tra i piedi. Intendiamoci, la voglia di vivere un amore c’è. Ma forse non sono ancora pronto.


Andiamo. Siamo obiettivi. Tra il divertimento nella giungla delle relazioni e una relazione da giungla voi cosa scegliereste? Forse il tempo non è ancora arrivato. Forse non sono propriamente maturo così come io credo di essere. Tanti i forse che potrei porre alla vostra attenzione. Ma ho deciso di non farlo. Ho deciso che non voglio fare come sempre, ovvero fare il resoconto dell’anno appena trascorso. Me lo voglio solo lasciare dietro alle spalle, e far finta che non ci sia mai stato. Quest’anno mi sono riappropriato di me stesso totalmente. Mi sono tolto tante soddisfazioni, e l’ho fatto soprattutto per me stesso. E l’ho capito in questa ultima settimana che ho passato a casa con i miei.


E’ sempre traumatico tornare a Chieti per più di tre giorni. Le domande dei miei diventano insistenti, e mi consola solo stare un po’ con i miei nonni. La noia qui vince su tutto, tranne che per Jules e gli altri. Quelli con cui posso essere me stesso al cento per cento. Mi era quasi venuta voglia di fare coming out. Ma poi ci ho ripensato, ed ho capito che non sono affatto pronto ad affrontare una cosa del genere. Non adesso. Non avrebbe poi molto senso. Vivo in realtà a 200 km da qui, e non ho un ragazzo che mi dai la sicurezza per farlo. I miei amici potrebbero, ma forse ho ancora troppa paura.



Non voglio neanche fare buoni propositi per l’anno che arriva. Ho maturato la certezza che i buoni propositi riescono solo a farmi deprimere un po’ di più se poi non si realizzano. Ho deciso però delle priorità, che in questo nuovo anno diventeranno assolute. E per non deludere neanche voi che mi leggete non ve le dirò. Poco a poco però le scopriremo insieme. In questi giorni ho capito che forse devo cambiare. Un pochino, sia chiaro. Voglio emanciparmi. Per il bene mio, e di chi mi sta attorno. Voglio fare progetti concreti e realizzarli. Insomma voglio vivere in maniera differente. Ed essere più positivo.



Felice di aver attizzato soltanto il fuoco del caminetto in questi ultimi giorni di quest’anno faticoso e bizzarro più del previsto, vi invio i miei più sinceri auguri. A tutti. Amici, nemici, ragazzi carini che mi hanno fatto battere il cuore, e quelli più stronzi che me lo hanno stretto quasi a farmi male. Alle persone che non sopporto. E a coloro che non mi sopportano. A tutti quelli che almeno una volta hanno incrociato il mio sguardo, e non mi hanno capito. E a tutti quelli che invece ci provano almeno due minuti. Noi siamo il risultato delle persone che conosciamo. Perché chiunque ci lascia qualcosa.


E questa sera, mentre le ore volgeranno alla mezza, chiudete gli occhi e cercate dentro voi stessi almeno un buon motivo per essere felici. Io lo farò. E lo farò per i prossimi 365 giorni. Questo è l’unico modo, secondo me, per fare in modo che le cose vadano meglio. E poi, domani, nel 2011 ricordatevi che un’altra sfigata orrenda peggio di voi si apre quando può su uno dei blog più pazzeschi che ci sono. Quindi auguri, auguri!!! Ah, dimenticavo, la foto in alto non è messa lì a casa. Devo uscire tra dieci minuti, e sono esattamente nelle sue medesime condizioni. Solo con un variopinto pigiama. Giusttappunto.


P.s. Visto che è il primo capodanno in tre anno che non sono a Roma, devo mandare un abbraccione alle mie amiche. Loro festeggeranno in quel della Tuscolana. Ma ciò nonostante, le sento tutte vicine e strette a me. Vi lovvo.

AB

Inorridiscoooooooo

Anche oggi in Italia, un piccolo uomo ha preso la parola per insultarci tutti. Non solo noi gay, ma anche le donne e le persone tutte. Diverse le reazioni scatenate, ovunque in tutto il mondo. Quella a cui mi sento più vicina è la dichiarazione di Julienne Moore. Sarebbe inutile riportare le parole della Carfagna o della Santachè. Bisognerebbe solo ignorarlo. E se fosse chiunque altro probabilmente lo faremmo tutti. Il problema è che lui è Il Presidente del Consiglio. E qualcuno lo avrà pur votato. Questa è l’Italia signori.
CHE ORRORE.

Roma Pride 2010





Ed eccoci giunti al RomaPride2010. Oggi infatti a partire dalle 16,30 da Piramide prenderà via il pride romano. Pride che nasce sotto il segno delle guerre tra associazioni. Pride che personalmente non mi sento mi rappresenti fino in fino. Pride che sembra più l’ennesima trovata per far entrare i soldi nelle casse dei furbetti. Il Pride di quest’anno debutterà con un bacio collettivo, e seguirà questo percorso: Piazza di Porta San Paolo, Via Piramide Cestia, Viale Aventino Piazza di Porta Capena, Via di San Gregorio Via Celio, Piazzale del Colosseo, Via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia (angolo Piazza Madonna di Loreto).



Un percorso diverso dalle precedenti edizioni, che secondo minimizza un po’ la manifestazione. Ma vabbè, i problemi sono altri e forse molto più gravi pure. In un contesto dove le associazioni lasciano troppo spazio ai loro leader che invece che preoccuparsi di andare d’accordo per raggiungere degli obiettivi comuni si fanno terreno bruciato a vicende per obiettivi più che personali. E pensare che a Roma c’è anche l’afa. Ma l’aria dei gay è ancora più pesante a mio avviso. Una comunità mortificata completamente da uno spot ingrato, che a ben poco a che fare con il mondo gay. Anzi.



Se fossi come il ragazzo dello spot di questo Pride probabilmente oggi me ne andrei a fare shopping. Ma per i motivi di cui sopra, ed altri che non sto qui troppo a spiegarvi probabilmente, contrariamente a quanto finora dichiarato io ci sarò. Ho avuto modo nei giorni scorsi di incontrare alcuni ragazzi e ragazze del comitato organizzativo che battevano il Coming alla ricerca di consensi e ricordare l’appuntamento di oggi. Con loro mi sono espresso senza troppi giri di parole, chiedendo loro come mai, con quale faccia andavano in giro a promuovere una manifestazione in cui in pochissimi al momento si sentono di appartenere.



Loro erano preparati alle mie critiche, in molti, mi hanno detto, si sono lamentati per gli stessi motivi. Ho detto loro di quanto mi dia fastidio che non ci sia unione tra le associazioni. Ho chiesto loro di quello spot, malefico ed orrendo che hanno avuto il coraggio di approvare, e perché soprattutto, loro sono rimasti calmi, e hanno lasciato spazio alle parole. Per lo spot hanno scelto un target, l’uomo medio per l’esatezza. E quello è sembrato il miglor modo per comunicare un pride. In maniera semplice, diretta ed ironica. Mi può anche stare bene. Ma perché condirlo di stereotipi, di vuotezza e soprattutto dov’è l’ironia? A me non fa ridere affatto.



Mi hanno detto che loro sono volontari. Che non è semplice organizzare tutto, soprattutto quando ci sono pochi fondi. E poi la svolta nel loro discorso che mi sapeva troppo di “noi non c’entriamo nulla… però”. Hanno parlato di diritti, di necessità per fare qualcosa, di esprimere la nostra condizione. Di chiedere una legge contro l’omofobia adeguata alla grande ondata di violenza che ultimamente sta colpendo l’Italia, ma anche e soprattutto Roma. E forse gli ho voluto credere. Perché in fondo hanno ragione. In fondo anche io voglio queste cose. E le sento davvero come delle enormi necessità.



Diciamo che sono ancora in fase decisionale. Ed oggi, in qualche modo prenderò una decisione. Prima voglio lasciarvi con le parole di Simone, l’ultimo ragazzo in ordine cronologico, che ha subito un’aggressione, e anche un mio amico per l’esatezza: “Sabato 3 luglio – afferma in una nota Simone – sarò presente al Pride di Roma – è importante esserci per rivendicare i nostri diritti, dal matrimonio alla legge contro l’omofobia. Negli ultimi mesi si sono verificati troppi episodi di violenza: dobbiamo essere in piazza per reagire e dimostrare che non ci nascondiamo.



Al movimento e alle associazioni lesbiche, gay e trans rivolgo un appello: siate uniti, noi vi chiediamo soltanto questo. Le divisioni di queste settimane sono incomprensibili rispetto a una manifestazione che appartiene a tutti, che non ha colore politico e che serve a dire no alla discriminazione. Chi crede in questi valori deve essere al Pride. Per questo – aggiunge Simone – mi unisco all’appello di Vladimir Luxuria, chiedendo alle associazioni di pensare al bene della comunità lavorando per far sì che il Pride sia un momento di unità e lasciando le discussioni ad altri momenti”. (tratto da RomaPride2010).



Tutta roba che trovo alquanto giusta. Ripeto sono più si che no, ma mi riservo il diritto di decidere entro le 15,00. Il “nostro” sindaco Alemanno non ci sarà. Come noto lui non approva i matrimoni omosessuale, per cui resterà a casa. Oh, ovviamente, una buona cosa visto che ce lo siamo tolti dalle balle. Considerando che inizia con un mega bacio e matrimoni celebrati proprio al via della sfilata. Insomma tanta roba al fuoco. Adesso il quadro forse vi è più chiaro. Avete chiaro la situazione odierna e quello che ci attende. Fatemi sapere cosa farete, voi leggetemi su twitter, così se fa prima.



E qualsiasi sia il vostro credo politico, la vostra voglia di andare o meno, la necessità di gettare le basi per un futuro, buon pride. Buon Pride a tutti voi. E siate felici. In fondo siamo gay, mica delle sfigate orrende? NO?







Per tutte le info il sito ufficiale di Roma Pride 2010

Ah, dimenticavo…

Probabilmente non ne sentivate ancora il bisogno, visto che l’estate ancora non è tangibile come vorremmo, però ecco a voi un nuovo spot tutto estivo, molto meno costoso di quelli visto fino ad ora ma comunque in linea con il mood di questo blog. Buona estate, a tutti voi!

Annabelle Bronstein

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Buon fottuto compleanno a me!!!

Questo è un giorno speciale. Un giorno importante. E’ il giorno in cui scrivo il post numero 100. Ma è anche e soprattutto il giorno in cui festeggio con voi il primo compleanno di questo blog. Per me un grande punto di partenza, più stimolante, dannatamente pop e cool che mai. Se ripenso ai miei primi post mi viene quasi da ridere. Era sgrammaticato e molto disordinato. Col tempo però si cresce. E sono cresciute le amicizie, gli amori e anche il sesso. E sono cresciuto anche io. E tanto. Onde evitare di diventare sdolcinata e sonnecchiosa come al solito io ringrazio tutti quelli che con passione leggono questo mio delirio, ed oggi, per rendervi le cose più semplici ho deciso di regalare ad Annabelle un indirizzo più comodo per tutti voi. D’ora in poi basterà scrivere www.ilpisellodoroso.com e sarete direttamente a casa mia.

Devo assolutamente ringraziare quelli che con me arricchiscono di perle questo spazio, ovvero Guy, La Du Barry, Ga, Tata, Ciù Ciù, Sushi e la Burina… Ma anche e non solo tutti quei ragazzi carini che ci fanno muovere a suon di movenze e ci fanno battere il cuore. Sembrerò ripetitivo, ma quando si deve c’è bisogno di dar merito a chi se lo merita. E i miei amici, fidatevi, se lo meritano e anche tanto. Adesso però basta. Basta con tutti sti zuccheri, ci sono ben tre motivi per farsi rode le natiche. Fuori piove, mancano 4 giorni a San Valentino ed io sono già un anno più vecchia. Però fatemelo ammettere, più dannatamente pop che mai!!!

A questo, e altri compleanni insieme, più che vostra AB

N.b. Ora scappo, devo andarmi a ubriacare con gli amici, si, devo assolutamente!!!

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Celebration Week!!!

E’ febbraio. Mai avrei pensato che febbraio sarebbe arrivato così presto. E visto che ci siamo ho deciso finalmente di farvi partecipare alla mia Celebration Week. Ovvero ogni giorno un vecchio post dello scorso anno per tutti coloro che ancora non mi conoscono, mentre per tutti gli altri una piacevole riletture, spero. Per poi arrivare a festeggiare tutti insieme il primo anno insieme con Il Pisello Odoroso. Ed oggi mi sembrava giusto rileggere insieme quello che mi è successo con il simpatico, inimitabile e strabonissimo lattaio di Primavalle. Non preoccupatevi però, sto scrivendo nuove cose, questo è solo un intermezzo per riprendere la carica!!!

AB


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