Pubblicato in: il pisello odoroso

Il Silenzio

Come dire. Il periodo è stato difficile. Molto. Sapete come si fa a dimenticare qualcuno? Ditemelo. Perché in media ci metto qualcosa come cinque o sei anni. E invece adesso non posso proprio permettermelo. No. Diciamo che sono sempre più convinto di quanto io sia la persona sbagliata nel posto sbagliato. Questo potrebbe essere il nuovo mantra che potrei ripetere all’infinito, perché il dramma è sempre dietro l’angolo non rende più come una volta.

faro

Avere uno spiccato senso dell’umorismo non aiuta ugualmente. Tempo fa forse, quando ancora credevo di contare qualcosa, avrei riso della mia stupidità a fidarmi di chiunque. Del mio volermi ficcare a tutti i costi in situazioni già predestinate a non avere alcun futuro. In fondo sognare ad occhi aperti è sempre stata una mia peculiare caratteristica. Però non proprio tutto me lo sono sognato. Ma questo non si deve dire. Di questo non si puo’ parlare. Bisogna far finta che sia solo colpa mia. Che sia solo io lo stupido.

Comodo. Comodissimo. Sono sincero, aver messo dei punti con una persona, ultimamente, non solo mi è costato fatica, ma in pratica mi ha messo letteralmente in mezzo ad una strada. Mi ha introdotto in un circolo vizioso in cui sono diventato vittima e carnefice di me stesso, ma da parte di me stesso prima di tutto. Non so se mi spiego. Sono talmente amareggiato che non riesco a non prendermela se non con me stesso. Ed è davvero una brutta cosa.

Non ho nessuno da incolpare per le mie paturnie, anche perché volendo in tutta risposta mi è stato elargito un muro di cinta alto qualcosa come cinque metri. E secondo voi è giusto? No. Non lo è. Per nessuno. Non lo è perché parlare, in qualche modo, almeno per me serve a chiarire. Serve a sollevare noi stessi, e a risolvere quello che si può, anche se è una magra consolazione. Parlare mi servirebbe per non ripetere più gli errori, che da oramai forse da tutta la vita continuamente ripeto. Parlare, è un dettaglio che aiuterebbe a far passare l’astio che in tre mesi e mezzo si è creato. Per tutti e due.

Si alzerebbe la bandiera bianca e tutto potrebbe riprendere il corso delle cose. Almeno le mie. Riuscirei ad orientarmi, e a riprendere lentamente a capire il da farsi, perché lo smarrimento è tangibile. Reale. Ecco, solo questo. Le armi sono chiuse nei cassetti, sono stanco di urlare e piangere. Non aiuta. Non aiuta niente in un momento del genere. Neanche il silenzio. E in fondo io sono sempre quello che calcola le cose buone. Di cose buone ne sono uscite fuori, naturalmente, ma solo ed esclusivamente per gli altri. Perché a me non ci penso neanche più io.

Perché sono fesso. E adesso lo sapete anche voi. Perché io la mia vita la immaginavo diversa. E invece è arrivato l’inverno. E invece dovrebbe essere estate.