Pubblicato in: il pisello odoroso, micropost, mood pensieroso, no sex in the city, povere noi, psicanalisi

Riflessioni contorte.















Bene bene. Sono ufficialmente il miglior nemico di me stesso. E scusate se lo ammetto candidamente. Questo di certo non allieva la pena. Affatto. Anzi. La consapevolezza in un caso del genere, peggiora soltanto le cose. Ed è peggio perché essere consapevoli di dire una cosa, e fare l’esatto contrario vuol dire prima di tutto non volersi bene. E non volersi bene, bè, non è una cosa per niente salutare. Insomma si può essere coscienti di non volersi bene, e continuare a non volersi bene? Con quali presupposti posso rincollare i pezzi? Ecco, a proposito di questo, non sono neanche troppo d’accordo nel rincollare i pezzi. Insomma è una cosa un po’ da sfigati.
O almeno, questo è quello che ho sempre pensato. Ma devo ammettere che rincollare i pezzi è coraggioso. E visto che non faccio neanche questo, forse sono doppiamente codardo. Ecco, c’è chi passa il tempo a far finta di ascoltarmi. Di capire. Di comprendere. E forse neanche a me va più di spiegarmi. Perché poi lo faccia qui, bè è di fatti un mistero anche per me. Ma forse, millanto una difficoltà a comprendermi spacciando addirittura a me stesso di essere contorto, quando in fondo sono come tutti. In crisi. E le persone in crisi fanno cazzate. Ebbene io sono inutile anche in questo. Perché non faccio proprio niente. Anzi no. Mangio. Qualsiasi cosa. Adesso non voglio fare la parte della bulimica. Che è una roba serissima.
Però essere aumentato vertiginosamente di 10 kg in un paio di mesi per me è indice di qualcosa che non va. A volte mi chiedo se tutto questo essere da un’altra parte sia effettivamente colpa di qualcuno. Oppure, sia semplicemente colpa mia. Mi trovo a scagionare chi so io, e ad incolpare me stesso di tutto. E a dover subire questo processo a me stesso completamente da solo. Vittima e carnefice. E poi di persone che ascoltano, ce ne sono pochissime. Ci sono quelle che sentono. Ma per quelle che sentono deve andare tutto bene. Allora sorrido, e fingo che vada tutto bene. Che è un’altra cosa di cui non vado affatto fiero.
Mi chiedo, spesso, se c’è qualcuno che farebbe come me se io avessi un mio amico nella mia stessa situazione. Periodo semplice. Ma penso abbiate capito. Io farei davvero qualsiasi cosa. Ma se quell’amico sono io, perdo interesse. A volte penso di essere troppo pesante. O forse troppo superficiale. Altre volte ancora credo fermamente di essere io quello rompiballe. Non è possibile che ogni giorno che io mi sveglio sia una fottuta giornata no. Ogni singolo giorno non vedo l’ora di uscire dal lavoro perché nel tempo del tragitto fino a casa io mi approprio lentamente di una sorta di pace, che svanisce appena rimetto piede in casa. Si, non ho pace.
Mi tormento. Mi chiedo ripetutamente se le scelte fatte fino ad oggi siano state frutto di mie reali decisioni, o semplicemente dettate dal momento che vivevo. E questo mi fa pensare che ipoteticamente, forse, che in realtà non ho mairiflettuto davvero. Altrimenti ora non sarei qui a fare questo discorso. Non vi sembra? Insomma di colpo è possibile che la mia vita mi faccia talmente schifo e in ventinove anni io non ci abbia capito mai un cazzo di niente? Ebbene la risposta è si. Adesso che, per l’ennesimo post vi ho frantumato le palle, e che per l’ennesima volta, non trovo un finale degno, chiudo semplicemente chiedendomi se in fondo non sono come tante altre persone in giro. Ma non sono convinto ancora.
E prima o poi, ci sarà qualcosa per cui valga la pena sorridere. Lo so. Comunque l’obiettivo era???… ricominciare. Si. 
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La cura.


Diciamoci la verità. Quando un periodo è no. E’ no. E non parlo che me la tiro da solo. E forse non dovrei neanche scrivere un post del genere. Ma, come sempre, non riesco a non essere sincero anche nella peggiori delle sorti. Se da una parte ho davvero tutto quello che una persona vorrebbe, in realtà non ne riesco ad essere entusiasta. O comunque soddisfatto. Ci sono stati tempi, in cui effettivamente avevo molto meno, e sinceramente ero molto più felice. Ma in fondo la felicità, quella di cui siamo alla ricerca perennemente e costantemente secondo me è solo una bufala. Una grande enorme bufala.
Eppure, a mio fratello è bastata incontrare la sua metà. Quella vera. Quella che basta uno sguardo per sorridere. Quella a cui non hai paura di dire le cose come stanno, perché sai che le capirà. Quella che accetta la tua famiglia, e comprende il carattere di tutti. Quella che ti ama così come sei. E con la sua metà, mio fratello accetta i compromessi. Accetta di risparmiare, accetta di abbassare il volume del pc e di mangiare meno per far scendere la pancetta. Lo fa. E’ deciso a privarsi di qualcosa per un bene comune. E lo fa col sorriso. E senza troppa fatica.
Adesso. Dopo questa lucida considerazione mi viene da pensare che forse io non ho davvero una collocazione senza una mia metà. Ed è una cosa davvero orribile da pensare. E che forse davvero ho sbagliato tutto. E che forse non era neanche troppo necessario fuggire dal paesello per venire a Roma e scoprire che in realtà sono solo qui tanto quanto lo ero lì. Insomma, chiarimenti del genere, tanto semplici e lampanti mi vengono anche in maniera del tutto spontanea. E naturale. E me lo conferma la mia amica Giulia in maniera ancora più diretta. La pensiamo alla stessa maniera a riguardo. E lei, ha 33 anni ed è ancora single.  E non si accontenta. E mi viene da dire.
Ma è possibile vivere il fatto di essere single in maniera così drammaticamente devastante? Lo devo ammettere? Si. E’ una cosa davvero molto triste. Talmente triste che è paragonabile soltanto a quando ti finisce il ketchup e hai già cucinato una marea di patatine fritte. Come si fa? Mangi le patatine senza ketchup? Già è difficile mangiar patatine. Figuriamoci senza ketchup. Anche se io so già dove sta il problema. Almeno per quanto mi riguarda. Bè un primo enorme problema è avere la testa da tutt’altra parte. Che non aiuta proprio.

Soprattutto quando ti devi risollevare da solo. E poi, dopo la testa viene il cuore. Che sta lì. Ma è gelato.  E mi si è congelato del tutto. E poi arriva la chiusura. Totale. E lo sto facendo anche in maniera più decisa verso alcuni amici. Sapete si arriva a un punto che forse ti cominci a chiedere soltanto “ma io qui cosa stracazzo di sto a fare?”, tutto diventa difficile da fare e da dire e vorresti solo correre a gambe levate. E invece? Invece niente. Non lo si fa, perché non hai più la voglia di parlare e perché ti chiedi soltanto cosa è cambiato rispetto ad un paio di anni fa. E ti rendi conto, che le cose belle, sono tutte irrimediabilmente finite.
E parlo di cose serie, e meno serie. Per questo, ho deciso di iniziare ad organizzare la mia esistenza con priorità diverse. Perché in un momento di totale sconforto, che sto vivendo, e dal quale mio malgrado, ancora non riesco a uscire, voglio riemergere ed essere vincitore. Per questo, in qualche modo ho deciso che dopo il lavoro mi dedicherò alla palestra, alla scrittura, allo studio e ai miei altri interessi, come il cinema e il teatro. Stop. Lascio un punto interrogativo per il sesso. Voglio riservarmi la possibilità di scegliere se fare o non fare sesso al momento. D’altronde anche quella è una cosa che va fatta.
Certo, questo perché al momento non posso permettermi una psicologa. Perché in fondo lo so che molti di quelli che mi sono molto vicino, ma anche voi che leggete, pensate che io ne abbia bisogno. Ma non posso mettermi a spendere per la psicologa. Non ora almeno. Trovo giusto interrogarmi su le cose concrete. E una cosa concreta adesso è sicuramente capire la cura migliore per farmi ritrovare lo smalto e la verve di una volta. Che credetemi, è davvero complicato da far riapparire, da soli. Io ci contavo, ma niente. Questi non tornano più.
Anche se nell’incertezza in cui verso, mi pare logico ricominciare prima di tutto da me. Non voglio angosciarmi con troppe paranoie (mi sembra di averne anche fin troppe), voglio solo vivere, e capire la cosa migliore da fare. Sorridere. E lo farò da subito, ed ignorare tutto quello che mi arreca noia e fastidio. E poi non ditemi che non scrivo cose belle e positive. Forse ho iniziato già da ora la cura, e ancora non lo so.  Intanto se volete, potete farmi sorridere tutta la sera cliccando qui. O qui. Sarebbe già un inizio. No?
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Il Pisello Odoroso is back!

Ecco qua. Come promesso a settembre il Pisello Odoroso si è rifatto una botta di lifting! Ovviamente tutto nuovo e rinnovato grazie alle sapienti mani di @Guytano__ che hanno curato la grafica. Grazie. E poi non posso che non invitarvi a lunedì a riprendere la lettura dei nuovi post, che quest’anno avranno una cadenza molto più ravvicinata rispetto al passato. Si, questa volta lo prometto, al costo di pubblicare la fotocopia del mio culo. Ehm. E nel frattempo siete liberissimi di gironzolare su tutti i social network tipo faccialibro, il canale youtube, twitter e tumblr. Ovviamente sono reperibile anche su Instagram (basta cercare annabellebronstein). 
E se proprio non ne avete abbastanza dal prossimo 11 settembre 2012 riprende la mia rubrica Sextastic sulle pagine del Signor Ponza. Insomma, quasi a farvi venir voglia di buttare il pc per terra e saltarci sopra! Ecco. Ma a questo proposito voglio invitarvi a vedere il video di cui sotto, perchè ovviamente da quelle parti scrivono anche Fabry_ , Ariel e Filodrama. Ne abbiam tutti di ben donde, e a questo proposito tocca proprio che ci date il vostro voto per gli imminenti Macchia Nera Blog Awards! Basta cliccare qui e seguire tutte le istruzioni per votare. Grazie.
Detto ciò preparatevi, perchè a breve ci sarà anche un simpaticherrimo concorsone per tutti voi, soprattutto fan di Grey’s Anatomy (passateparola).
E’ tutto, vi aspetto lunedì con un nuovo inaspettaterrimo post! Valalalassss

AB