Le figure di merda di Annabelle Bronstein: il professore della commissione il giorno della Laurea.

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ottobre 7, 2011 di annabellebronstein

Eccomi qua. E direi anche finalmente. Se avevate avuto il sentore che la cialtrona che è in me si fosse suicidata, beh, dovrete ricredervi. Perché eccola riapparire. In maniera del tutto inaspettata. Ed è riapparsa proprio ieri durante un momento di assoluta drammaticità della mia esistenza. Ovvero ero perso in quel di San Giovanni tra Via Gallia e Via Magna Grecia alla ricerca della mia università privata. Ovviamente me l’hanno pagata, perché figuratevi se io me la potevo permettere. In ritardo di almeno venti minuti sono arrivato alla reception dove mi aspettava una tale che ripeteva come un’ossessa “Lei è Bronstein? E’ Lei? E’ Lei???”. Si cazzo sono io, e sono tremendamente in ritardo, sfigata orrenda che non sei altro.
Arrivo nell’aula dove le discussioni delle tesi erano già iniziate, e mi rendo conto immediatamente di essere una provinciale. Tutti avevano un’abbigliamento sul casual andante, ed io avevo optato per una simpatica camicia e giacca. Davvero, stavo benissimo, ma effettivamente ero talmente sudato che la macchia di sudore mi arrivava al colletto della camicia stessa. Seduto a un posto qualunque mi sono asciugato il sudore e mi sono soffermato per la prima volta ad analizzare chi erano coloro che mi avrebbero interrogato di lì a poco. All’estrema destra c’era un bono stratosferico, presumibilmente barese dall’accento, capelli corvini con frezze brizzolate e abbronzato da fare schifo. Fede al dito. Fanculo.
Il secondo mi dava di conosciuto. Ma sono passato subito al terzo alla sua sinistra. Vecchio, partenopeo, simpatico, vagamente dolce ma orrendo. Torno al secondo. E inizio a fare un viaggio nella mia testa che neanche Gian Maria dei Prozac + alla sua festa di compleanno sotto acidi. Dove straminchia ti ho già visto? Penso, ma non mi torna affatto in mente. Eppure io so di averlo già visto da qualche parte, so di aver incontrato in un’occasione il suo sguardo. Cerco di ricordare se ho mai seguito una sua lezione. Ma sono sicuro di no. Eppure io non mi sbaglio. Comunque, cerco di ripassare qualche nozione che potrebbe servirmi, insomma devo pur sempre discutere una tesi. Anche se parliamo di un master.
Finalmente tocca a me. Da prassi io sono l’ultimo. Sono sempre stato l’ultimo e lo sarò sempre. Mi siedo e il caso vuole che proprio il mio professore misterioso si prende cura di darmi la mano e prende la mia tesi e comincia a sfogliarla. Figuratevi se c’era quella emerita stronza della mia relatrice, ma parliamo sempre dell’università privata. A quelli interessano i pippi. Mi siedo, e più da vicino sono ancora più convinto che io questo tizio (sulla trentina, mezzo rossiccio, leggera barbetta, bel fisico) ho avuto modo di vederlo già in passato. Ma chi stracazzo sei? Penso e ripenso. Chi sei? Ma perchè sono una fottuta celebrolesa? Mentre penso lui rompe il ghiaccio: “Piacere sig. Bronstein, finalmente ci rivediamo!” e mi stringe la mano.
Ci rivediamo? Ma chi stracazzo seiiiiiii??? Quando in un guizzo di lucidità capisco senza ombra di dubbio chi ho di fronte. Signori e signore io con questo tizio ci ho scopato un mese e mezzo fa. E il panico si è ufficialmente palesato. Trasalisco. Sbianco. Lo guardo fisso e mi rendo conto che lui ha capito che io ho finalmente capito di chi stravalalalasss si tratta. Rimango tipo stoccafisso e imploro che un fulmine mi colpisca nell’immediato. Ma ci sono almeno quarantotto mila gradi fuori ed è assolutamente improbabile. Decido di fare la ragazza con la patata al sugo, laddove sugo sta per “quei giorni” e fuggo in bagno.
Mi lavo la faccia e mi asciugo con i tovaglioli. E mi ritrovo a riflettere su quanto sia figo questo cesso. Ma vabbè, in realtà avevo ben altro a cui pensare. Cosa stracazzo sto facendo in questo cesso pazzesco quando devo discutere una stracazzo di tesi di master? Eh? Ma sei cogliona? Levati va. Torno in me ed esco dal bagno e quando rientro nell’aula sembro tipo una bambina che ha visto la Santa. Con un’aria melodrammatica che manco Mariangela Melato, sento uscire dalla mia bocca in maniera del tutto inapettata: “Chiedo scusa, mi sono vestito troppo pesante e mi stava mancando l’aria. E’ tutto apposto, possiamo procedere, adesso”.
Comincio a discutere la tesi e, credetemi, non avevo minimamente idea di quello che stavo dicendo. La mia parlantina dei giorni migliore è venuta a salvarmi e mentre parlavo ci credevo davvero. Insomma ne avevo davvero di bendonde. Ma il dramma è sempre dietro l’angolo. E se aver sgamato che al professore avevo fatto una delle mie interviste approfondite vi sembra abbastanza, questo, inaspettatamente decide di interrompermi e farmi una domanda. Quella più temuta. Quella che più speravo non mi facessero. “Mi parli del bilancio d’esercizio”. Ahhhhh. Volevo urlare, fare una coreografia di Osvaldo Supino, strapparmi i capelli e farmeli ritrapiantare. Insomma, io davvero lo ignoravo con tutto me stesso.
E per la prima volta ho seguito il consiglio di mia madre. Ovvero ho detto la verità. “Professore, sinceramente non avevo previsto di approfondire la mia discussione sul bilancio, poiché si tratta di un’argomento talmente specifico e fuori dalle mie corde che è meglio non addrentarcisi. Però il bilancio si confà di tutti quei documenti che accertano la vita aziendale, lo stato patrimoniale, il conto economico e tutti i documenti che formano la nota integrativa. Rispettando i principi di chiarezza, verità…. E… E… E…. MMMMMMmmmmm. (Pezzo di merda aiutami, ne abbiamo anche già fatte di bendonde, aiutami, aiutamiii))))…”
“Vabbene, vabbene. E’ stato esaustivo. Si può accomodare”. E grazie al cielo, penso. Mi alzo e mi accomodo fuori e attendo che ci richiamino per consegnarci l’attestato. Finalmente. Finita la manfrina della consegna, saluto i presenti e guadagno l’uscita con una sigaretta già in bocca. Quando vengo raggiunto da una mano che mi afferra la spalla. Ed è proprio il mio professore. “Complimenti, hai scritto una bella tesi”. Io, quasi a morire di vergogna rispondo vagamente: “Grazie, ma non è merito solo mio, ho avuto tanti colleghi e persone che lavorano con me che mi hanno aiutato…” Pausa. Pausa. Pausa. Rompo il silenzio, e mi viene in mente di fare una domanda idioterrima: “Bè tu come stai, come va?” e lui con un sorriso a trecento denti “Bene, il mese prossimo mi sposo, con la mia ragazza!”.
Bene. Annabelle is back. E le sue perenni figure di merda. Anche il giorno della laurea. Secondo voi cosa potevo aggiungere a quell’affermazione? Nulla. Mi sono girato e sono fuggito. Come se non ci fosse un domani.
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18 thoughts on “Le figure di merda di Annabelle Bronstein: il professore della commissione il giorno della Laurea.

  1. Anonimo ha detto:

    avere a che fare con un master è dura…ma alla fine ce l'hai fatta pure stavolta.
    Cmq superato un certo limite,e noi l'abbiamo superato,fai come me,quando hai l'impressione di aver già visto qualcuno ma non sai dove, come prima cosa pensa che c'hai scopato! poi se vuoi avere conferma fai finta di raccogliere qualcosa a terra e mentre sei in basso guardalo,vedrai che da quella posizione ti tornerà in mente 🙂

  2. BimboSottaceto ha detto:

    Amore, SOLO TU POTEVI.
    Ed è per questo che sei fantastica.

    Baci e congratulazioni! 🙂

    P.s.: Come ce l'aveva il pacco? Era pelosamente rossiccio anch'esso? Dettagli, voglio i dettagli.

  3. Silvia ha detto:

    Prima di tutto CONGRATULAZIONI 😀
    Per il resto… beh, che dire?! Annabelle non si smentisce mai! Ma tesoroh voglio i dettagli zozzi… Insomma, ho sempre evitato i rosci. Non so perché ma mi inquietano. Quindi mi associo alle domande di BimboSottaceto 😉
    Ti mando un megasuperabbraccio virtuale. So di esser una sòla, ma alla prossima serata puttan pop ti darò tanti bacini, lo prometto ❤

  4. Anonimo ha detto:

    muahahahahahahahahahahah sto morendo, è tutto favoloso e meno male che ho letto questo post, che in questi giorni ho un gran bisogno di buonumore! Ma quindi i rosci, sono rosci anche lì?
    Un bacio grande e congratulazioni

    F. (l'altra zia di Asia <3)

  5. Grazie a tutti per i complimenti!
    Passiamo al clou, il professore Rosso là dove non batte il sole è semplicemente castano. E si, ne aveva di bendonde. Una scopata da ricordare. Anche se infine avevo semplicemente dimenticato lui, ma chi mi conosce, insomma lo sa come sono fatto ;))

    Un bacione alla Fifì, che mi stupisce con il suo commento!!! Grasssieeeeeeeeeeeeeee

    <3<3<3

  6. Triskeles ha detto:

    Semplicemente superlativo! Riesco benissimo a immaginarmi la scena e sudavo con te mentre leggevo. A presto e congratulazioni!
    M.

  7. Signor Ponza ha detto:

    Io ormai ho esaurito tutte le parole a disposizione per commentare le tue fantastiche avventure. Congratulazioni!

  8. JAY P ha detto:

    ma che TOP….Annabelle sei strepitosamente favolosa!

  9. Enrico* ha detto:

    Congratulazioni a te per il master ed auguri al professore roscio per le nozze!!

  10. Anonimo ha detto:

    P-A-Z-Z-E-S-C-A

  11. Andrea ha detto:

    Ahahahahahahahahah ho le lacrime!

  12. Odisseo ha detto:

    potevi aggiungere: auguri e figli maschi …!

  13. Daaid ha detto:

    Intanto complimenti per il conseguimento 😉
    E poi frazie…mi sa che dovrò iscrivermianch'io a qualche corso privato se son tutti così bonazzi…XD

  14. Anonimo ha detto:

    ma dov'è che ho già letto le stesse identiche cose???

  15. Anonimo delle 11:37 del 16 ottobre dimmelo tu dove le hai già lette queste cose… Anche se mi sembra un pò esagerato. Mi si può accusare di qualsiasi cosa ma non di certo di copiare qualcuno. Anzi. Diversi nuovi blog si sono “ispirati” al mio, ma mi sono sempre tenuto fuori da questi discorsi. E cme no. Io non copio affatto, per cui ri sbagli. E alla grande direi!
    AB

  16. BimboSottaceto ha detto:

    @Anonimo delle 11:37
    Le hai lette nel blog di qualcuno che ha copiato Annabelle. Ovvio.

    @Annabelle
    Dai ti prego sputtana i copioni, mandami un messaggio privato su facebook o su twitter o su Grindr ghghghghghgh.

  17. @BimboSottaceto
    Bè caro mio ce ne sono diversi, non moltissimi, ma un paio che mi hanno anche scritto su facebook per farmi i complimenti, ma poi quando ho visto i loro blog ho avuto la netta sensazione che si fossero vagamente ispirati. Io nel mio blog scrivo di quello che mi succede davvero, e lo condisco solo con un linguaggio volutamente colorito per far sorridere chi mi legge. Non ho mai copiato n'è preso ispirazione da nessuno, ed è anche ben visibile perché altrimenti ci sarebbero molti più post di quelli che in realtà pubblico. Anzi, scrivo anche fin troppo poco per i miei gusti. Cmq non sputtano e non aggiungo altri commenti a riguardo, io son pur sempre una signora, e la rete mi pare abbastanza grande per tutti. Invito però l'anonimo a rispondere lui con un commento e inserendo i link e le fonti che diano un'evidenza a ciò che afferma. Per il resto non mi interessa affatto approfondire queste chiacchiere da comari annoiate la domenica, grazie al cielo ne ho sempre di bendonde da farne!
    <3
    AB

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