Quando ammetti il problema, stai già guarendo

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settembre 22, 2010 di annabellebronstein


Quando arriva settembre si crea un meccanismo mentale secondo il quale bisogna perdere peso, andare in palestra e rimettersi in forma. Merda, ma che senso ha? Posso accettare che un discorso del genere mi venga fatto a gennaio. Ok. Anno nuovo, vita nuova. Ci posso anche credere. Ma perché a settembre? Non ha molto senso. Se a settembre i miei avi migravano verso la montagna per la transumanza, perché io dovrei andare in palestra? Esiste una connessione mentale? E poi perché a settembre tutto dovrebbe ricominciare da capo. Di nuovo? Anzi. Ad essere sinceri sono anche ingrassato un po’. Lo so. Ma sono giusto un paio di chili. Tre, per l’esattezza. Almeno, credo. Spero.


Se consideriamo che sono stato in ferie per un mese, bè tre chili non sono niente. Se consideriamo soprattutto che per un mese ha cucinato solo ed esclusivamente mia madre non sono niente. E voi, vostro malgrado, non conoscete Giuliana. Ma qualche giorno fa, appena tornato a Roma dalle vacanze ho rivisto il mio trombamico numero uno. Ovvero Dickhead. Non è un caso che si chiami così. Non per che sia una testa di cazzo. E’ che è solo un enorme grosso pene attaccato ad un uomo. E non viceversa, che sia chiaro. Dopo avercela spassata alla grande, e averne fatte di ogni, mi da una pacca sul culo e mi dice, parole testuali: “Il tuo culo mi fa impazzire. Guardalo come sta su. E’ pazzesco”.


Pausa. Che poeta, penso. Però, almeno, per la soddisfazione avrei anche potuto ballare e danzare tutta la discografia delle Spice e metterla su YouTube. Ma Dickhead non si è limitato a un complimento. Affatto. Ha continuato a parlare. “Certo che se andassi in palestra, saresti un bono da paura”. Si alza e se ne va in bagno. Pausa. Decisamente drammatica. Mi accendo una sigaretta, nonostante in casa sua ci sia assoluto divieto assoluto. Torna poco dopo, mi guarda serio, e chiede: “Ma cosa stai facendo?”. “Scusa, dovevo fumare”, mi giustifico. In realtà mi era salito un nervoso tale che se non fumavo lo prendevo a calci. Così rassodavo il suo, di culo. E sti cazzi le sue regolette del cazzo.


Aspiro l’ultimo tiro e spengo la sigaretta. Mi scuso, e insisto: “Scusa, quindi sono un cesso a pedali con un culo pazzesco?”. Lui mi guarda, e finalmente realizza la cappellata detta qualche minuto prima. Subito cerca di metterci una pezza. “Ma no, mica sei un cesso. Affatto. Piccolo lo sai che mi fai impazzire, e come scopo con te non scopo nessuno”. Piccolo? Ti sembro piccolo? Ho 27 anni. E tutt’al più tu sei quello grande. Vabbè è tipo un metro e novanta ed ha 38 anni. E sappiatelo odio quelli che ti dicono piccolo. Piccolo un cazzo. E poi tu mi scopi? Fino a prova contraria quell’affare enorme, duro e pazzesco (mi duole ammetterlo, anzi, forse mi duole anche altro se ci penso) lo faccio sparire io.


Per cui, tutt’al più sono io che ti scopo. Visto che la fatica la faccio tutta io, ma questi sono solo dettagli. Mi alzo di scatto, raccolgo i miei vestiti e faccio per andarmene. “E su adesso che fai? Non dirmi che te la sei presa?” mi chiede stupito. Certo che me ne vado, vorrei urlargli nelle orecchie. Invece, mi affretto a dire “No, non me la sono presa, però non sei stato né carino né spiritoso. Insomma è tanto che ci vediamo, mi conosci. E sai che queste cose mi fanno innervosire. Se io ti dicessi che sei carino, ma per avere 38 anni non sei al massimo della tua forma? Cosa mi risponderesti?”. E sono stato gentile. Dovevo parlargli delle sue enormi maniglie dell’amore. Credetemi, enormi. Bingo. Colpito e affondato.


Finito di vestirmi mi sono avvicinato per salutarlo, “Ciao. Buona serata” e gli ho dato un bacetto. Lui mi fissa, serio, mi stringe in un abbraccio e mi sussurra all’orecchio “Scusa, non volevo offenderti”. Ok. Annuisco, mi stacco e faccio per uscire. “Dimmi che non finisce così?” dice infine. Un attimo. Fermi tutti. Cosa dovrebbe finire? E’ iniziato qualcosa? Ci siamo mai visti, chessò, per passeggiare in un parco? Chiacchierare? Andare al cinema? E’ iniziato qualcosa? E se si, cosa di grazia? Ci vediamo sempre e solo o da me o da lui per trombare. E questo è un rapporto? Una relazione? Non mi sembra. Sto per sbottare in un mega sbrocco. Ma poi mi blocco. Contegno.


Abbozzo un sorrisetto, e dico sicuro: “Non lo so, sentiamoci però”. E addio. In metro ci ripenso a quello che mi ha detto, e concludo che forse ho un po’ esagerato, ma mi andava così. Insomma sono pieno di insicurezze già di mio, me le devi far venire anche mentre trombiamo? Di solito ad una bugia preferisco sempre una verità. Anche se scomoda. Ma andiamo non mi pare proprio di essere un cazzo di cesso a pedali. Affatto. Ho i miei difetti, come tutti. Ma non penso di non essere giusto così come sono. Mi metto a leggere per distogliere l’attenzione da questo scazzo giornaliero, e quando torno a casa mi peso. Giusto per curiosità. Ok, non ho motivazioni per farlo, ma lo faccio. Va bene?


Con sorpresa scopro di pesare due chili in più di quello che ero. Pensavo tre, almeno. Ma che cazzo, solo Mel B perde perso scopando con il marito? Ok. Decido che è arrivato il momento di smetterla di abusare e di dipendere dal cibo e di dedicarmi ad un’alimentazione sana, corretta e senza più zozzerie. Basta alcool, nutella e tutte le schifezze che mi circondano. Sarà difficile. Lo so. Che sia chiaro, non per Dickhead. Assolutamente no. Ho anzi deciso che non lo vedrò più. Per me stesso, perché so quanto valgo, e so anche che riuscirò ad avere anche un aspetto decente all’esterno. Anzi. Devo. Si, ecco. Anche se però, mi piacerebbe che un giorno arrivasse qualcuno e mi volesse così, come sono. Utopia?

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5 thoughts on “Quando ammetti il problema, stai già guarendo

  1. pinkandthecity ha detto:

    Beh, sintonia pazzesca!!!!!!!! In due ci si fa forza! Forza e coraggio e diciamo bye bye ai grassi idrogenati che tanto ci fanno stare bene!

  2. Riccardo ha detto:

    adoVo…io sto campando di gallette di riso e pomodori, fidati, dimagrisci con quelle! 🙂

  3. upclose ha detto:

    aspetta almeno ottobre.
    per principio.

  4. @pinkandthecity bè credimi, io sono veramente sorpreso. altro che sintonia, qui siamo al limite della lettura del pensiero…

    @tu credi che io riesca a sopravvivere con le gallette e i pomodori? la carne, oltre che debole, è tanta. fidati

    @upclose principio? se l'avessi seguito qualche principio non sarei una vacca inaudita. sappilo

  5. Marzio ha detto:

    Le persone che ti accettano “per come sei” in una relazione non esistono, esistono i compromessi però, e quanti sono. E' così. Quindi o ti fai furbo e assecondi le “esigente” altrui (che spesso sono anche le tue), oppure te ne freghi e vai avanti…in ambo i casi non sarai soddisfatto al 100%.

    un bacio

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