Wenig Anleitung Annabelle Bronstein

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settembre 1, 2010 di annabellebronstein


Non sono impazzita. O meglio. Non del tutto. Ho
sempre il mio povero, piccolo neurone impaurito che solitario vive nel mio cervelletto. Nonostante io l’abbia portato a prendere aria nella terra del wurstel, non si è ripreso affatto. Anzi. Questo è il mio post dedicato a Berlino. In cui ho passato una simpatica settimana con Guy e Ga. Non aspettatevi di certo una guida dettagliata della città. Per quello ci sono le innumerevoli guide per viaggiatori. Questo, invece, è un mio personalissimo resoconto sulla Berlino che ho visto e vissuto, e che mi ha stupito, entusiasmato e anche fatto riflettere. Con l’assoluta convinzione, che ciò che succede a Berlino, rimane a Berlino. E soprattutto non accade a Roma.


I tedeschi.

I tedeschi non sono freddi. Non sono antipatici. Non sono poco ospitali. No. Sono solo un tantinello stronzi. E non offendetevi, miei cari cugini tedeschi. Ammettete invece che lo siete. A noi, il mandolino, la pasta e la pizza. A voi la stronzaggine. E diciamocela una volta per tutte. Esempio 1. Arrivo all’aeroporto di Berlino, distrutto e quasi ridotto ai minimi termini per il lungo viaggio, al desk delle informazioni sui trasporti ci sono due ragazze italiane che amabilmente conversano in inglese con la tizia. Penso, che culo, ci metteremo un attimo a fare l’abbonamento per i trasporti. Quando arriva il mio turno, sfoggio il mio inglese migliore, e rispettoso, e mi sento rispondere dalla stessa tizia che lei non parla affatto l’inglese.


Insomma, due secondi prima era la cugina di Margaret Tatcher, due secondi dopo era la cugina stronza di Heidi. Se mai Heidi fosse tedesca. Ma vabbè, ci siamo intesi. Esempio 2 La signora kazaka del tabacchino/supermercato/internet point/copisteria sotto casa non aveva la più vaga idea dell’esistenza della lingua inglese. Qualsiasi idioma tu le avresti parlato lei avrebbe risposto in tedesco. Argomentando la sua chiusura mentale. E risultando ogni volta sempre più antipatica. Solo quando in italiano le ho detto tipo 8754 insulti d’ogni genere lei mi ha sorriso. Questo vuol dire che l’italiano, nonostante tutto, ha un suono dolce, e simpatico. Nonostante tutto.


Esempio 3. Immaginate che è tardi, che state perdendo l’aereo, che venite dalla metropolitana, e che nonostante la stazione del treno sia sotto il vostro naso, no, non la riuscite a vedere. Immaginate che di fronte a voi si materializzi un bonone alto due metri che tra le altre cose lavora nel favoloso mondo dei trasporti berlinese. Vi viene in mente così di azzardarvi a chiedergli, in maniera molto cortese, se per caso sa dove straminchia sta la stazione. La sua risposta? Con un tono alquanto minaccioso? “I HATE TOURISTTTTTTTTTTT”. Ecco, gelati, i tre cuori impavidi, hanno solo abbassato lo sguardo e fatto finta di nulla. Per lo meno conosceva l’inglese. Per lo meno.


Il senso della misura

In Germania non c’è il senso della misura. Perché fare un pacchetto di 19 sigarette? Perché non mettercene venti? E poi vabbè ce lo vendete a 4.70 euro? Oppure perché fare una bottiglia di Coca-cola da 125 cl? E non 150? Che senso ha? Nessuno. Io per lo meno non lo capisco. Andiamo ci hanno tolto un bicchiere? Bo? E poi che senso ha vendere il caffè da consumare al tavolo di più? Voglio dire, lo sparecchio io il tavolo, e non è che me lo metti nel bicchiere di vetro? Insomma me lo metti in plastica, che ti frega se mi siedo giusto due minuti a consumarlo, tanto il bicchiere lo butto io? No? No. Perciò il caffè lo paghi di più. Domande che non hanno trovato una risposta davvero plausibile. Ma forse sono io.



Vita gay

Va premesso che a Berlino circa l’80% degli essere viventi è frocio. Il sindaco per esempio. Ma anche tutti gli altri miliardi di persone che ho incontrato. Pensate che se camminate per strada, almeno le tre persone più vicine a voi sono gay. Questo è un dato importante. Soprattutto perché avete mai sentito un gay picchiato a Berlino? Forse è perché so tutti froci. Ma forse no. La zona gaia è Schonenberg, che ovviamente non si scrive così. Ma almeno si pronuncerà così. Due vie di una zona molto borghese piene zeppe di cruising e negozi a tema. Devo ammettere che noi non ci siamo molto trovati con quello spirito. Insomma erano tutti abbastanza stagionati per i nostri gusti.


Kreuzeberg, la zona dove noi abbiamo preso casa, invece offriva diversi posti friendly. Per esempio il Primo Maggio, il ristorante italiano sotto casa. Oppure il Roses. Una simpatica rivisitazione del nostro Coming Out al limite del kitch. Parete di peluches, discoballs e luci soffuse creano un ambiente accogliente e divertente. Insomma c’è chi se la parla, chi se la canta e anche chi se la balla. Ovviamente, anche chi se la limona alla grande. Noi abbiamo conosciuto ragazzi americani, brasiliani e anche spagnoli. Con i quali poi ci siamo organizzati per andare a ballare. Insomma, una roba che qui te la puoi scordare. E infatti dopo il Roses la serata si può trasferire tranquillamente allo Schurrrz.


O anche qualcosa di molto simile. Noi ci siamo andati addirittura due sere. La serata Telepopmusik, ovviamente, dove mi hanno rifilato Robyn e una Britney d’annata. Insomma roba che scotta. E che scoatta, anche. E anche movenze pop a go go. Certo il caldo era troppo, il sudore non ne parliamo, ma gliel’abbiam fatto vedere noi come ce la si balla. Il bello di questi posti è però che tutti avevano limoni e valalalasss da fare, tranne la sottoscritta. Ebbene si. Tutti eh. Nessuno escluso. I tedeschi poi sono difficili da approcciare. Ti guardano. Sorridono. E poi non ti cagano più. Voi li riguardate ma nulla. Loro sembra che facciano finta di nulla. E infatti io a bocca asciutta.


L’unica nota negativa dei locali è la sigaretta. Nelle discoteche si può fumare tranquillamente, e io sinceramente ho cominciato a provare un po’ di fastidio, visto che ecco non ero più abituato. Come non ero più abituato alla puzza di fumo dei miei vestiti. Insomma se appena arrivato ho gioito di questo dettaglio, poco dopo mi sono dovuto ricredere perché è effettivamente fastidioso. Hanno gli aspiratori, ma a mio avviso sono del tutto inutili se non hai l’aria condizionata. Ed ecco spiegato perché i tedeschi avevo l’aria di puzzare tutti. Erano tutti visibilmente sudati. Ed era ovvio anche il motivo. Insomma se schiumava che era una bellezza.


Berlino è Berlino

In tutto questo, mentre io ero indaffarato a fare fotografie e video di ogni genere, le mie amiche, Guy e Ga si sono dati totalmente da fare. Limoni, pubbliche relazioni, baci e abbracci. Insomma. Un valalalas dopo l’altro. Le foto che vedete in questo post alcune arrivano dal mio iphone e altre le ha fatte Ga. Ma c’è una foto sulla quale sicuramente vi sarà capitato di poggiare l’occhio. Lo so. C’è una vocina dentro di voi che vi chiede insistentemente chi straminchia sia Gaetano. E soprattutto perché qualcuno lo ha richiesto così a gran voce su una lavagna da menù di un ristorante di Berlino. Di questi e altri dettagli, vi parlerò molto presto. Anzi. Prestissimo.




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7 thoughts on “Wenig Anleitung Annabelle Bronstein

  1. upclose ha detto:

    hihih non vedo l'ora di sapere i dettagli 😀

  2. Ehhhhhhmnmmmm dovresti chiederli a chi di dovere. Qualcuno si e' appellato alla legge sulla privacy! Pensa te

  3. Enrico Siringo ha detto:

    Alla stronza n° 1 potevi chiedere come mai lavorasse al desk di una compagnia aerea se non parla inglese. Salutami Ga.

  4. Marzio Martel ha detto:

    Ahaha, ma no dai non sono stronzi! Quando ci sono stato io un paio d'anni fa sono stati tutti estremamente carini (e si sforzavano anche di parlare italiano quando il loro inglese non era all'altezza del mio).
    Però concordo che sono “difficili” da rimorchiare, anche se, una volta accalappiato un bel tedesco dagli occhi di ghiaccio, je dai giù come cristo comanda (esperienza personale)…sono tutto tranne che freddi in quel frangente!
    Ti rifarai la prossima volta, se mai dovessi tornarci! 😉

  5. Marzio fammi specificare, perchè nel post non l'ho fatto, che si è vero in generale sono molto gentili e quello che hai scritto tu è verissimo. Ma credimi, molti altri no. E avrei esempi a josa. Cmq si, sò anche che a letto si accendono. A me ovviamente, non è capitato, ma vabbè. Mi rifarò 😉

    AB

  6. Anonimo ha detto:

    cioè, fammi capire, ti spacci come ninfomane e in germania non rimorchi nessuno??? epic fail!

  7. non è che mi spaccio come ninfomane. e non lo sono neanche. eh si. non mi sono rimorchiato nessuno. chiaro?

    AB

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