Roma Pride 2010

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luglio 3, 2010 di annabellebronstein





Ed eccoci giunti al RomaPride2010. Oggi infatti a partire dalle 16,30 da Piramide prenderà via il pride romano. Pride che nasce sotto il segno delle guerre tra associazioni. Pride che personalmente non mi sento mi rappresenti fino in fino. Pride che sembra più l’ennesima trovata per far entrare i soldi nelle casse dei furbetti. Il Pride di quest’anno debutterà con un bacio collettivo, e seguirà questo percorso: Piazza di Porta San Paolo, Via Piramide Cestia, Viale Aventino Piazza di Porta Capena, Via di San Gregorio Via Celio, Piazzale del Colosseo, Via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia (angolo Piazza Madonna di Loreto).



Un percorso diverso dalle precedenti edizioni, che secondo minimizza un po’ la manifestazione. Ma vabbè, i problemi sono altri e forse molto più gravi pure. In un contesto dove le associazioni lasciano troppo spazio ai loro leader che invece che preoccuparsi di andare d’accordo per raggiungere degli obiettivi comuni si fanno terreno bruciato a vicende per obiettivi più che personali. E pensare che a Roma c’è anche l’afa. Ma l’aria dei gay è ancora più pesante a mio avviso. Una comunità mortificata completamente da uno spot ingrato, che a ben poco a che fare con il mondo gay. Anzi.



Se fossi come il ragazzo dello spot di questo Pride probabilmente oggi me ne andrei a fare shopping. Ma per i motivi di cui sopra, ed altri che non sto qui troppo a spiegarvi probabilmente, contrariamente a quanto finora dichiarato io ci sarò. Ho avuto modo nei giorni scorsi di incontrare alcuni ragazzi e ragazze del comitato organizzativo che battevano il Coming alla ricerca di consensi e ricordare l’appuntamento di oggi. Con loro mi sono espresso senza troppi giri di parole, chiedendo loro come mai, con quale faccia andavano in giro a promuovere una manifestazione in cui in pochissimi al momento si sentono di appartenere.



Loro erano preparati alle mie critiche, in molti, mi hanno detto, si sono lamentati per gli stessi motivi. Ho detto loro di quanto mi dia fastidio che non ci sia unione tra le associazioni. Ho chiesto loro di quello spot, malefico ed orrendo che hanno avuto il coraggio di approvare, e perché soprattutto, loro sono rimasti calmi, e hanno lasciato spazio alle parole. Per lo spot hanno scelto un target, l’uomo medio per l’esatezza. E quello è sembrato il miglor modo per comunicare un pride. In maniera semplice, diretta ed ironica. Mi può anche stare bene. Ma perché condirlo di stereotipi, di vuotezza e soprattutto dov’è l’ironia? A me non fa ridere affatto.



Mi hanno detto che loro sono volontari. Che non è semplice organizzare tutto, soprattutto quando ci sono pochi fondi. E poi la svolta nel loro discorso che mi sapeva troppo di “noi non c’entriamo nulla… però”. Hanno parlato di diritti, di necessità per fare qualcosa, di esprimere la nostra condizione. Di chiedere una legge contro l’omofobia adeguata alla grande ondata di violenza che ultimamente sta colpendo l’Italia, ma anche e soprattutto Roma. E forse gli ho voluto credere. Perché in fondo hanno ragione. In fondo anche io voglio queste cose. E le sento davvero come delle enormi necessità.



Diciamo che sono ancora in fase decisionale. Ed oggi, in qualche modo prenderò una decisione. Prima voglio lasciarvi con le parole di Simone, l’ultimo ragazzo in ordine cronologico, che ha subito un’aggressione, e anche un mio amico per l’esatezza: “Sabato 3 luglio – afferma in una nota Simone – sarò presente al Pride di Roma – è importante esserci per rivendicare i nostri diritti, dal matrimonio alla legge contro l’omofobia. Negli ultimi mesi si sono verificati troppi episodi di violenza: dobbiamo essere in piazza per reagire e dimostrare che non ci nascondiamo.



Al movimento e alle associazioni lesbiche, gay e trans rivolgo un appello: siate uniti, noi vi chiediamo soltanto questo. Le divisioni di queste settimane sono incomprensibili rispetto a una manifestazione che appartiene a tutti, che non ha colore politico e che serve a dire no alla discriminazione. Chi crede in questi valori deve essere al Pride. Per questo – aggiunge Simone – mi unisco all’appello di Vladimir Luxuria, chiedendo alle associazioni di pensare al bene della comunità lavorando per far sì che il Pride sia un momento di unità e lasciando le discussioni ad altri momenti”. (tratto da RomaPride2010).



Tutta roba che trovo alquanto giusta. Ripeto sono più si che no, ma mi riservo il diritto di decidere entro le 15,00. Il “nostro” sindaco Alemanno non ci sarà. Come noto lui non approva i matrimoni omosessuale, per cui resterà a casa. Oh, ovviamente, una buona cosa visto che ce lo siamo tolti dalle balle. Considerando che inizia con un mega bacio e matrimoni celebrati proprio al via della sfilata. Insomma tanta roba al fuoco. Adesso il quadro forse vi è più chiaro. Avete chiaro la situazione odierna e quello che ci attende. Fatemi sapere cosa farete, voi leggetemi su twitter, così se fa prima.



E qualsiasi sia il vostro credo politico, la vostra voglia di andare o meno, la necessità di gettare le basi per un futuro, buon pride. Buon Pride a tutti voi. E siate felici. In fondo siamo gay, mica delle sfigate orrende? NO?







Per tutte le info il sito ufficiale di Roma Pride 2010

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2 thoughts on “Roma Pride 2010

  1. Anonimo ha detto:

    Io non sarò al Pride oggi, così come non ci sono stato in quelli passati. Non credo nel gaypride perchè ritengo che dare ad una manifestazione del genere un significato politico, di lotta e rivendicazione di diritti costituzionali, presentandosi poi alla sfilata come fossimo in un grande circo (esacerbando così le visioni poco tolleranti dei più) non sia una scelta sensata. Ci ridicolizza e basta…come se non fossimo capaci di essere persone “serie” che mettono al primo posto le importanti problematiche evitando per una volta la festa gaia. Abbiamo tante serate per poterci “sfogare”, il pride che è sotto gli occhi di tutti e ha un grande valore mediatico dovrebbe essere più serio e decoroso: in quel momento facciamo politica e non party.
    Se poi ci mettiamo le lotte delle associazioni glbt che hanno come prima preoccupazione il riconoscimento personale sulle altre non curandosi veramente dei problemi della comunità, mi passa totalmente la voglia di partecipare.

    Marzio

  2. Sono pienamente d'accordo con te. E forse proprio x questo che io ci sono. Pentito si, ma ci sono. Perché ai miei 2 diritti ci tengo.

    AB

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