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Io e il mio non +1. Ho deciso finalmente che fare!


Ogni tanto bisogna riprendere le vecchie passioni. E una, fondamentale, è sicuramente il mio Pisello Odoroso. Inteso come questo blog, naturalmente. Il mio pisello è profumatissimo. E anche tanto. Il tempo non è molto clemente. Diciamo che io sono raffredatissimissimo, a livelli inaspettati, ed ho il naso che assomiglia a uno spurgo continuo 24 h su 24. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Questa primavera a tratti, verrà ricordata negli annali come la primavera dell’amore. Già nel post precedente avevo avuto modo di rendermi conto che il mondo, intorno a me, copula e anche alla grande. E ovviamente tutti copulano, tranne me.

Questi son dettagli. Qualche settimana fa, quando ancora la salute non mi abbandonava, mi sono ulteriormente reso conto che chiunque ha il suo fottutissimo +1. Tutti. Anche le più checche. Anche i più stronzi. Tutti. Tutti quelli con cui mi sono incontrato nella mia vita, per qualche motivo, adesso hanno un loro +1. Anche alcuni protagonisti dei miei post, adesso hanno un loro +1. E così in questi quasi trenta giorni in cui non ho scritto una ceppa leppa, un pensiero, sordo, latente, inespresso ma molto presente nella mia testa mi ha tampinato: ma vorrai vedere che niente niente il problema forse sono io? Vuoi vedere che in realtà quei ragazzi carini, non mi cagano più perché sono io davvero insopportabile????

Scusate finisco la macedonia di fragole. Ottima. Davvero ottima. Ecco poi il problema reale è che da quando questo pensiero mi consuma le meningi, io ho inziato a trangugiare qualsiasi cosa mi passi tra le mani. Posso darvi qualche esempio. Avete presente l’edizione limitata delle m&m’s quella per i mondiali con i colori dell’Italia. 224 gr. Ieri sera sono spariti in tre minuti. Potete immaginare la versione merendina dei Pan di Stelle. Se non l’avete mai assaggiata probabilmente no. Non avete la più pallida idea di che cos’è. E poi io adoro le stelle. Per cui. Oppure la Nutella. Ora mai ci vado direttamente con il cucchiaio grande. Insomma vi rendete conto?

Vi ripeto, probabilmente no. Per ridarmi un attimo di dignità ho deciso di andare dalla mia parrucchiera di fiducia, la Sabry ha tentare di ridare una forma decente al mio viso. I miei capelli erano in realtà la chiara e semplice rappresentazione della lesbica camionista che convive con il mio Annabbelle Bronstein ego. Insomma. Entrato mi sono reso conto che però la Sabry non c’era. Subito vengo aggiornato dalla sua sostituta, la Ely, che ha partorito da poco. Tra l’altro debutta nella mia esistenza con un simpatico invito: “Che ne pensi se facessimo un taglio alla maschietta?”. Ecco brava. Proprio alla maschietta. Anche lei non ha saputo resistere al mio fascino lesbo-camionista.

Mentre lei sminuzzava, sfoltiva, e tagliava, il pensiero spacca meningi (e anche un po’ spacca cazzo, permettetemi) continuava a far capolino nella mia testaccia di merda. E si effettivamente almeno sette persone che sei mesi fa erano single ora hanno un ragazzo. E sì, almeno quattro persone che fino a un mese fa si dichiaravano soli e senza storia ora hanno un trombamico o almeno un tipo con cui fanno i pomicio party. E io? Nulla. Io sempre quelle fugaci e celerissime sedute di sesso. Touch and Go. Che mi possono anche bastare. Ma fino a quando. E fino a che punto. Insomma è vero che la carne è tanta, oltre che debole, ma il mio povero neurone?

Deve rimanere solo a vita? Mmmmm. Io spero di no. Andiamo non è giusto. Guy dice che non devo fissarmi troppo. Ma lui ha il suo +1. Ciù Ciù dice che non ci devo pensare più, che tanto quando deve arrivare arriva. Ok, non ci penso. La Burina invece dice che non è vero, che tanto scopo uguale. E che forse devo cambiare atteggiamento. Ma sapete quanti atteggiamenti ho cambiato fino ad ora? Uff. Un fottio. E poi Burina è bono. Per cui non conta. I boni sono sempre avvantaggiati. In tutto. E lui è n’altro che dice che non è vero. Mah. Non mi sento per niente convinto. Affatto. Comunque può essere.

Quando Ely ha terminato il taglio devo ammettere che un pochetto mi sono piaciuto di più. Certo quando uno è insicuro c’è ben poco da fare. Ma devo ammettere che mi sono sentito un tantino meglio. E poi Ely è stata così pragmatica: “Tiè, vedi mò che poi fa”. Io ho salutato e sono tornato a casa. Mi sono iniziato a chiedere cosa potessi fare? Poi ho pensato bene di partire dalla fonte. Ovvero. Io mi piaccio. Ok. Cioè no. Non è vero. Mi accetto così come sono, però. Così suona meglio. Nella mia esistenza ho avuto un ragazzo ufficiale. Anche se con lui poi è stato un disastro. Un altro ragazzo non ufficiale. Sapete com’è lui era fidanzato, ma con un altro e ci conviveva pure.

E una forte infatuazione. Fortissima. E pensate un po’, lui ora si è fidanzato. Ma che novità. Tutti loro hanno un cazzo di +1. Io no. Ma mi piace qualcuno? Esiste qualcuno che mi piace davvero. Boom. Testa vuota. Effettivamente no. Effettivamente non c’è una ceppa leppa di nessuno che davvero mi prende. E intendo di testa. Oddio forse uno si. Ma ecco, lui non è che mi dia tutto sto spago. Anzi, proprio per niente. E forse tolto lui non c’è davvero nessuno. Ma allora che aspetto? Da chi aspetto gesti di interesse? Da chi desidero attenzioni, se non c’è proprio nessuno che fa al caso mai? Non lo so. Forse sono un mentecatto. O forse solo un frocio di merda.

E non lo so davvero. Resto un attimo interdetto. E mi rendo effettivamente conto che oltre ad una stylist, un professore di italiano, un personal trainer bonissimo e almeno 500 euro per rifarmi il look per l’estate avrei bisogno anche di qualcuno che mi piace. Ma che mi piace davvero. Oramai la situazione è questa. Dopo tre anni a Roma, e dopo averne fatte di bendonde, ed essermi messo a pari con tutto quello che non avevo ancora fatto nella mia vita, bè ora davvero comincia seriamente la ricerca del mio fottutissimo +1. Ecco quello di cui avevo bisogno. Un obiettivo. Ed ora, io mi metterò seriamente a cercarlo. E voi, che siete lì fuori, cominciate ad avere paura. Ma tanta.

Pubblicato in: amnesie, bella gente, Drammi, il pisello odoroso, la Polpetta, Mr. Music I Like, no sex in the city, pessime figure, pomicio party, psicanalisi, sesso

Singletudine

Questo weekend purtroppo ho solo lavorato. Sia sabato che domenica ho avuto dei turni di lavoro che definire massacranti non rende l’idea. Venerdì però sono uscito ed ho partecipato alla serata Condominio. Con me Guy, Ga, Tata e Chicco. La serata è stata un po’ moscia sinceramente. Forse perché bere un drink senza ghiaccio bè ecco, non è il massimo. E poi perché mi sono trovato Mr. Music I Like davanti e non ho capito assolutamente nulla di quello che mi ha detto. Non che io sia stupido. Forse anche quello. Ma è che sono sorda. Ma sorda davvero. Dopo i saluti di rito, lui ha detto qualcosa, che io non ho capito. Ed ho solo sorriso. E basta.



La serata poi non è che sia andata granché meglio. Con questi 33 cl di alcool in mano, con la stessa temperatura di una cioccolata Elah, che non riuscivo a mandare giù, e che non mi davano alcun senso di ubriachezza e che per cui non andavano minimamente a inibire la mia timidezza, ero lì che mi chiedevo il senso di quella serata. La musica poi, a parte qualche momento, non mi ha preso quasi per niente. Scusate. Intingere le gocciole nel barattolo della nutella e scrivere contemporaneamente non è così semplice come credevo. Adesso vado a lavarmi le mani e giuro che la finisco. Ok. Almeno ancora un altro.



Eravamo circondati da una marea di boni devastanti. Gay. Di quelli che alle solite serate non li vedi affatto. Sono quelli che non escono mai, e se lo fanno è solo per serate cool come il Condominio. Ma sia io che Guy eravamo leggermente sottotono. Anche il Sollazzo c’era, e non ha perso tempo per fare battute che non ho capito. Comunque l’unica cosa degna davvero di nota, e che ho passato circa venti minuti a parlare con un amico (anzi, dopo questa anche conoscente direi) che mi ha presentato a un suo amico chiamandomi ANDREA. Naturalmente io non avevo capito che si stava riferendo a me. Io avevo capito che il suo amico si chiamasse Andrea.



Ma si può. E io ancora più grave ho urlato a gran voce, “Piacere Annabelle”. Facendo credo ben tre pessime figure in una. Mah. Ma questo non potrebbe essere sufficiente per capire quello che mi frulla nella testa in questi giorni. In serate del genere rimango solo deluso. E se per la timidezza di cui sopra, e l’assenza di alcool in circolo sono stato più in down del solito e bloccato sul da farsi, quando il pensiero di qualcuno che ti piace ti assale nella vita di tutti i giorni bè resistere alla voglia di prendere a testate ogni muro diviene molto più complicato. Ma non è escluso che io l’abbia fatto. Ho riflettuto però su quello che mi succede intorno.

Questa primavera sembra abbia risvegliato davvero tutti. Insomma Ga cede a uscite finalizzate al pomicio party, la Du Barry oramai accasatissima e innamoratissima, Guy invece ha passato un primo maggio sotto coperta, e non era solo. Affatto. Dall’altra parte della città, c’ero io sotto le mie coperte, da solo che mi torturavo con diecimiladuecentosettantasette domande. Che sia chiaro, non che io sia geloso di loro. Sono i miei amici, e sono molto contento che finalmente abbiano ceduto ai loro apparati riproduttori. Ma io? Perché io no? Non fatemi trascendere nel patetico, non sono una teen-ager ossigenata con la smemo. Lo sono stata però.



E di tempo ne è anche passato. Ma forse mi viene il dubbio che il problema sia io. Forse mi faccio tremila problemi per avere una storia, e probabilmente il mio inconscio non la vuole affatto. Sono stufo di dover credere alla storia che quando meno te lo aspetti l’uomo giusto arriva. Io non mi aspetto mai nulla, e sono ancora qui a farmi le stesse domande. Per questo, ieri sera, dopo tre giorni di lavoro devastanti ho risposto a un messaggio. Lui è il mio chiodo-scaccia-chiodo. Ovvero, lui era la mia prima scopata dopo la Polpetta. Non gli avevo dato molto credito, nel senso che inizialmente manco mi entusiasmava, ma dopo la dipartita della Polpetta dovevo dargli comunque una chance.



Da allora ci siamo rivisti un paio di volte, non più di due all’anno, e ieri mi chiedeva se poteva fare un salto a casa per farmi un salutino. Ieri ho pensato che forse ne avevo bisogno. Che forse dovevo sfogarmi. E ho detto si. Il sesso, quasi due ore intense, senza sosta, è stato davvero ottimo. Grande. E non parlo di misure. Quando se n’è andato, sono saltato sotto la doccia, e mentre erò lì che mi lavavo, pensavo a come mi sentivo. E non mi sentivo per niente bene. Non ero soddisfatto. Non era quello che volevo da me e dalla mia vita. Ussignur se mi ha fatto bene, ma non aveva soddisfatto il mio unico neurone ancora in vita. Mentre era ancora intento a fumarsi una sigaretta mi notifica il pensiero.



Ti piace scopare. Ti è piaciuto scopare con lui. Ma lui non ti piace. E io ne prendevo atto. Ne prendevo coscienza. Appurato ciò sono andato a dormire. Sono andato a letto, con l’assoluta convinzione che devo ricominciare di nuovo da zero. E visto che mercoledì parto per andare a Milano, (ricordate, sono anche un’attrice 😉 ) sarà proprio questo viaggio che mi servirà per capire finalmente la direzione. E voglio che sia così. Soprattutto perché devo cominciare a prendere coscienza del fatto che io non sono solo. Ma sono semplicemente single. E questa sono solo paranoie da single e nulla più. Singletudine appunto. E nulla più. E ora fatemi finire di pulire il barattolo di Nutella.