Pomiciare, E basta. Solo pomiciare.

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febbraio 9, 2010 di annabellebronstein



OK. Basta le autocelebrazioni. Basta riproporre spassosissimi post vecchi che hanno fatto la storia di questo blog. Basta gongolare per le oltre 11.000 visite raggiunte in pochissimo tempo. Basta. Avremmo modo di celebrare il compleanno de Il Pisello Odoroso il prossimo 10 febbraio, ma ora è il momento di tornare a scrivere con un cipiglio dannatamente pop. Lo so. Sarò ripetitivo, ma andiamo anche la Cuccarini sono almeno dieci giorni che ci sfracassa i maroni con le sue idee su come e quando ci dovremmo o anzi, non dovremmo legarci. Per cui. Per cui vi lascio a questo nuovo capitolo, sempre simpatico, spassoso e godibilissimo sulla mia vita. E state attenti perché ci saranno nuovissime novità che cambieranno profondamente questo blog. Ma andiamo a sabato.


E’ in sabati come quello appena trascorso che capisco davvero di essere una persona importante per questa società. Non fraintendetemi, lo sapevo già prima. Ma sabato sera tutto ha avuto un sapore nuovo. Guy, Ga, Tata, Burina ed io, rimasti orfani di Ciù Ciù e il suo +1 abbiamo deciso alle tre di andare al No Controles per la serata Dallas. Non avevamo ovviamente il look adatto, visto che tutto è nato inaspettatamente. Ma noi non ci poniamo mai di questi problemi. E infatti, siamo andati senza problemi. E ovviamente alla porta non c’è stato problema alcuno. Anzi siamo entrati persino gratis. Per l’ennesima volta ci hanno riconosciuti e hanno abbassato la corda per lasciarci passare. Ovviamente solo Burina ha pagato, ma solo perché era in lista.


Appena presa confidenza con il luogo e aver capito che non avremmo potuto lasciare i nostri cappotti al guardaroba, per non si sa quale cazzo di motivo, ci siamo diretti verso il bar ed abbiamo deliziato i nostri palati con dell’alcool. Assoluto. Ga mi ha fatto bere il negroni sbagliato, di cui so soltanto che un ingrediente viene sostituito con il prosecco. Per me era sufficiente. E infatti l’ho buttato giù in un batter d’occhio. Di li a poco, ne sarebbero successe di ogni. Prima cosa Tata, Guy ed Io ci siamo persi in saluti e calorosissimi abbracci vari verso la qualunque. Solo alcuni di questi abbracci e saluti erano davvero sentiti. Ci tengo a sottolinearlo. Ma si sa, noi gay siamo famosi per essere sinceri in ogni occasione, soprattutto quando siamo in discoteca ubriachi.


Mentre tutto ciò accadeva la Burina era misteriosamente scomparso e Ga flirtava con la qualunque. Ricomposte le righe era arrivato il momento di dare sfogo alle movenze che tanto decanto in quasi ogni mio post, e ci siamo ritagliati un piccolo spazietto sui divanetti dove abbiamo poggiato i nostri cappotti e abbiamo cominciato a farne di bendonde. Guy si è subito eclissato poiché un fusto devastante, toro, carino e con dei pettorali pazzeschi se lo è abbordato. Il tipo, norvegese, ovviamente ubriaco sarebbe ripartito l’indomani per la sua terra natia. Ma prima, voleva solo ficcare la sua lingua nella bocca di qualcuno. Quel qualcuno era giustappunto Guy che non si è proprio sottratto. Anzi. Gli ha dato di pomicio party, segnando il primo del 2010.


Inebriato da nuova ispirazione, e da una voglia di inumidire anche la mia lingua con quella di qualcun altro, mi sono messo alla ricerca di qualcuno che potesse accontentare queste mie richieste fisiologiche. Purtroppo la poca luce e anche le mie facoltà mentali abbastanza appannate in generale quasi sempre hanno reso questo compito ancora più complicato. Mentre perlustravo la sala mi sono imbattuto però in 1. 1 è uno, per l’appunto, che qualche tempo fa se la faceva con un mio caro amico, di cui eviterò però di rivelare l’identità. Un piccolo sguardo e l’immediato bacio e saluto, con conseguente micro conversazione sulle nostre vite attuali, ed una strana tipa in tailleur che ballava una specie di tango sulle note di musica che assomigliava a tutto ma non a tango.


Salutato 1, mi sono rimesso alla ricerca di chi potesse, in maniere del tutto esclusiva infilare la sua lingua nella mia bocca. Ma nulla. Erano tutti troppo strafatti o straorrendi o donne o lesbiche. Mentre Guy era ancora lì che se ne diceva di ogni con la lingua di quel norvegese, mi sono reso conto che Ga se la pomiciava con un amico in comune. Lo chiamerò il Coniglio, ma solo perché ci si è vestito ad Halloween. Il Coniglio era lì che se lo sbaciucchiava, e io quasi per caso mi sono avvicinato ed ho esordito in maniera del tutto retorica, lo so, “Ma per me non c’è niente?”. Subito accontentato. Il Coniglio ora si intratteneva con la mia di lingua. Poco mal, ho pensato. Anzi sticazzi. E come baciava bene.



Non so se avete mai baciato un ragazzo con il piercing sulla lingua, io non lo avevo mai fatto prima. E questa cosa mi ha subito creato uno sbalzo di pressione sanguigna, soprattutto sul basso ventre. Ho subito immaginato quello che potrebbe farmi il Coniglio con la sua lingua e il suo piercing mentre facciamo del sesso sfrenato. Credo che io potrei morire per del rimming fatto con quella roba lì sulla lingua. Ma davvero. Comunque a parte le mie fantasie di chi non scopa da più di un mese e mezzo, il contatto con il Coniglio è continuato con la chiara ammissione di quanto sia orrendo il mondo gay. Ma, ancora? Insomma, questa è una cosa che fa tanto 2009. Lui ha cominciato a dirmi quanto sia stufo di inciuci senza senso.



E figurati a chi lo dice. Io ho annuito e ho capito le sue ragioni e sposato la sua causa. Al punto che gli ho rificcato la lingua in bocca ed ho ripreso il gioco di cui prima, che mi ispirava di cui sopra. Anzi soprattutto sotto. Ma vabbè, poco dopo mi sono dovuto placare per l’inaspettato ritorno tra le fila di Burina e di Guy. Che non era stato scaricato, ma era solo arrivato il momento per il suo fusto norvegese di andare a cambiare l’acqua alle olive. In quel preciso istante ci siamo lasciati prendere dal mood danzereccio. Movenze pop per tutti e coreografie varie. Eravamo tutti ubriachi ovviamente, e questo ha reso il tutto più simpatico e divertente che mai. Appurato che ci saremmo dovuti accontentare solo di un pomicio party, però era arrivata già l’ora di andare via.



Recuperati i pezzi, però io mi sono dedicato ad una piccola ripassatina di lingua con il Coniglio. Era giusto per porgli il saluto che si meritava. D’altronde io so pomiciare alla grande. Anche se devo ammettere che il mio era solo il disperato bisogno di appagare la voglia di pomicio che mi attanagliava da giorni. E infatti nell’attesa mi sono perso tutti. Rimasto solo, con la lingua di quel dolce coniglietto tra le fauci sono ritornato in me nella modalità down-to-earth ed ho riacchiappato Tata e co. per uscire, e tornare a casa. Ma era ancora presto. L’ultimo tappa prima di andare a letto rimane, e rimarrà il cappuccino alla crema, di Gigi. E infatti, poco dopo eravamo già lì, dove ci abbiamo aggiunto anche il cornettazzo.

Rientrati a casa io e Guy ci siamo lasciati ai soliti commenti prima di andare a dormire. Ci siamo chiesti se dobbiamo aspettare una nuova Perestroika per sperare in rimorchi decenti. Oppure se finalmente dobbiamo iniziare a fregarcene. Nel senso che forse è arrivato il momento di pretendere qualcosa di più. Come ci ha detto il +1 di Ciù Ciù siamo intelligenti, e se siamo ancora soli è perché di certo non ci accontentiamo del primo che passa. Che mi può stare anche bene. Perché è così. Ma quello su cui mi fermo a riflettere è come è possibile che lui lo ha capito in una serata, e quei ragazzi carini che tanto ci fanno penare non lo capiscono neanche dopo mesi che ci parliamo tutti i giorni via msn, oppure dopo caffè e cene varie?



Questo rimane un mistero. Un anatema. Una pagina di sudoko difficilissima da risolvere. Da lì a poco il sonno ha preso il sopravvento e le nostre menti si sono assopite all’idea che per ora non avremmo ancora il nostro +1. E soprattutto un pensiero ha fatto capolino nelle nostre menti. Di qui a poco, sarà San Valentino. Ovvero il giorno che io odio con tutto me stesso assieme alle feste comandate. E noi tutti saremmo costretti non solo a passarlo da soli, ma anche a doverci subire senza fine tutte quelle odiose coppiette che riempiranno la capitale con i loro milioni di gesti carini e sdolcinati che faremmo, ovviamente, anche noi se solo fidanzati muniti. Ma tutto può ancora succedere, no? L’importante è non perdere la fiducia, perché la speranza si è già suicidata.

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5 thoughts on “Pomiciare, E basta. Solo pomiciare.

  1. CiùCiù ha detto:

    Quindi io non vengo per una sera e voi mettete le lingue in bocca random a chiunque?
    Che mi sono perso!
    🙂

  2. Tesoro si, hai ragione, ovviamente pero' tu hai vinto. Mentre noi je davamo di lingua tu eri li' che je davi di meglio con il tuo +1… x cui…

    AB

  3. BimboSottaceto ha detto:

    Ah, il piercing's pomicio!!! Io ho avuto un ragazzo col piercing alla lingua e devo dire che mmmmmmmmmm…. una sensazione friccicarella, rinfrescante e titillante!!! Sopratutto quando te lo passa lunga la schiena!
    Adoro i tori della Norvegia.
    Odio quella puttanata frocia di San Valentino.
    Amo te, mia cara Annabelle Bronstein.
    Baci piercingosi.

  4. Anonimo ha detto:

    che serata di cattivo gusto, Dio mio!! per fortuna non c'ero…ero altrove a trangugiare dell'ottimo alcool…

    tua Du Barry. :))

  5. Anonimo ha detto:

    ah Du Barry MMMA FFALLLLA FINITA.
    Guy
    😉

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