Diari Estivi: Riflessioni

Sono diversi giorni che mi interrogo su cosa ci sia di giusto e sbagliato nel mio quotidiano. Sono tante le domande che mi sono fatto e che purtroppo non hanno trovato una risposta. Il perché certi rapporti si guastino dopo tanto tempo. Il perché ci siano persone che hanno come solo obbiettivo rovinarti la vita. Il perché nonostante io sia in ferie non sia stato in vacanza come tutti gli esseri umani. Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? Non lo so. Non lo capisco. So soltanto che in questo periodo in cui devo cambiare casa, trovarne una nuova e ricominciare tutto da zero, ho soltanto voglia di cancellare tutto e riavviare il sistema da capo. Ecco questo è quello che voglio fare. Per questo durante la cena mi sono abbandonato alla tentazione del vinello bianco in frigo. E’ lì, che mi chiama, mi cerca. Ed io non ho resistito. Poi ho preso carta e penna e ho dato una riordinata alla mia vita. Ho tracciato una linea verticale al centro e mi sono chiesto le cose che ho e quelle che non ho, ma che vorrei. Ho un lavoro che mi fa vivere bene, in alto a sinistra. A destra invece ho segnato che vorrei avere un lavoro che mi dia maggiori soddisfazioni. Qual è il modo per raggiungerlo? Avere un titolo in più oltre alla laurea. Ok, lo sto già facendo. Sto frequentando un master e quando finirò a febbraio 2010 riconsegnerò il mio cv pure ai sampietrini. Seconda riga, scrivo diretto Amici. Mmmmm. Per quanto riguarda gli amici, scrivo solo la lista degli amici si e quelli no. E mi rendo conto che a settembre molte mele marce saranno finalmente fatte fuori.
Traccio una linea, la terza, e scrivo AMORE: NO. L’amore non c’è. Per quanto ne so per l’amore è solo un’infinita staffetta nella quale arrivo ultimo, oppure non classificato. Oppure cado e mi incollo gli ostacoli. Solo questo è l’amore per me. Per cui traccio una linea e mi rendo conto di quanto la mia vita vada tutta da un’altra parte. Questo metodo me lo ha suggerito un amico psichiatra, secondo lui mettere nero su bianco i problemi oppure le cose che non vanno di noi serve a focalizzare le soluzioni migliori. Io soluzioni non ne trovo. Per lo meno non in maniera così immediata, per cui decido di berci su. Ed ho bevuto tutto quel vinello di cui sopra, che oltre a tentarmi ha mandato in discoteca il mio unico neurone rendendolo stupido e fuori di testa. Più di quello che io avevo previsto. Così, dopo essermi concesso una partita alla play station e alla ds, mi sono reso conto che ero in assoluto ritardo. Troppo tardi. Guy, di ritorno dalla montagna mi stava già aspettando da almeno un quarto d’ora. Io ero ancora lì, davanti a quel foglietto, a cercare risposte inesistenti e parole che non trovano una senso una con l’altra. Metto la prima cosa che capita, lavo i denti e prendo l’ipod, lascio la macchina davanti casa e mi avvio con Celebration nelle orecchie verso la metro. Sto arrivando. Sto arrivando.

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