Le paure e il Signor Wilson

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luglio 20, 2009 di annabellebronstein

Vi siete mai chiesti che cosa vuol dire rimanere soli? O meglio. Avete mai assaporato la paura che fa venire il solo pensiero di rimanere da soli? Lo so non è semplice rispondere a una domanda del genere. Soprattutto di lunedì. Ma io mi sono ben armato. Mi sono bevuto una bottiglia di vino bianco a pranzo. E questo perchè ci può stare. Comunque. Questo weekend ogni cosa mi ha fatto sentire la paura. Lo so. Andare a vedere Loredana Bertè al Gay Village, invece che fammi sentire un pochetto meglio, mi ha fatto solo deprimere di più. Insomma lei che pubblicamente sbrocca e fa capire a tutti che non sta per niente bene, ha buttato ancora un pochetto sotto le scarpe il mio morale. Ma non solo, quando mi sono allontanato per andare in bagno con Guy, al ritorno erano tutti scomparsi. Ga, Ciù Ciù, Tata erano andati via perchè erano stanchi. La paura. Ancora impercettibile. Ma presente. Così io e Guy ci siamo seduti e abbiamo parlato. Anche di quello che ci fa paura. E inevitabilmente risbuca la paura di rimanere soli. Piccola pausa quando abbiamo fatto il primo e forse unico gradito incontro della serata. Lui sarà nominato d’ora in poi come il Signor Wilson. Il Signor Wilson con il suo aereomobile ha fatto capolino nel mio cielo, e io da allora non riesco a togliermelo dalla testa. Ma questo è superfluo. Perchè tanto io non sono di suo interesse, e questo è bello che chiaro. Ma questo di certo non mi butta giù. Anzi. Il bello di quando ti piace qualcuno, e a lui non gliene frega una ceppaleppa, è che puoi essere te stesso, parlarci, e conoscerlo, e farti conoscere. Lui ovviamente ti apprezza. Perchè poi ti apprezza come persona. Come amico. E come tale poi tu devi permetuare la tua posizione. Senza poter esprimere un interesse che vada oltre l’amicizia. Ma l’amicizia, al momento non è tale. E’ una simpatia. Una conoscenza. Si tratta di una forte e riciproca simpatia. Laddove reciproca è una gran bella stronzata. E allora, non importa se sei costretto a fingere disinteresse. D’altronde io ci sono abituato. Ma così, facendo si torna al punto di cui sopra. Ovvero la paura. Ma la paura si cela anche nei silenzi. Nelle finzioni. Nel fingere che tutto vada per il meglio quando in realtà non cè niente che va per il verso giusto. Ma questo poi andrebbe approfondito troppo. La paura di rimanere soli non si è placata neanche quando era ora di tornare a casa. E così Guy ha deciso di venire a dormire da me. Lo so. Io l’ho capito il senso. Io l’ho capito che lui ha capito. Ha fatto il vago. Ma io l’ho capito. E l’ho apprezzato. Per questo sono passato a prendere le bombe alla crema e al cioccolato a Viale Angelico. Ma non ero l’unico ad aver avuto la stessa idea. No. Altre decine di pariolini ubriachi su 18 anni erano lì. E oltre ad avere ribadito in me il dubbio che le generazioni dopo l’83 probabilmente si sono cibate di qualche strana sostanza che li ha resi alti, muscolosi e torelli; mi sono chiesto cosa saremmo noi se non ci fossero i nostri amici. Quelli veri. Mi sono chiesto a chi diremmo i nostri segreti. I nostri pensieri. I nostri problemi. E tutti i nostri sorrisi. Bè, in un’attimo, in tutti quei pariolini squilibrati mi sono sentito un pochetto meglio. Io non sono solo. E fino a che ci saranno le persone che mi dimostrano il loro bene, probabilmente non lo sarò mai. Abbiamo ripreso tutto come niente fosse. I discorsi sul Singor Wilson, su quanto è carino e su quanto ho ben chiaro che probabilmente rimarrà solo un piacere a senso unico. Su quanto avremmo bisogno di una vacanza e su quanto al momento non ce la possiamo permettere. Così arrivati a casa ci siamo mangiati le nostre bombe e ci siamo addormentati. E senza troppe parole e senza troppi gesti io l’ho capito che la paura la posso avvertire, ma il dubbio me lo toglierà sempre. Sempre.
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5 thoughts on “Le paure e il Signor Wilson

  1. guy ha detto:

    ti adoro.punto.

  2. Enrico Siringo ha detto:

    Non sei da solo. Mai lo sarai.

  3. Anonimo ha detto:

    Mammachepoetessaaaa…adoro questo tuo mood meditativo con accenti lirici…ma volevo essere citato anche io, maledizione!
    anyway ti amo lo stesso 😉

    Faithfully, yours
    La Du Barry.

  4. BimboSottaceto ha detto:

    Nessun uomo è un'isola. Chi è che lo disse?
    Kiss

    P.s.: ma sei nato prima dell'83? Ti facevo mio coetaneo! O_o

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