Il Partito dell’Amore

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giugno 28, 2009 di annabellebronstein

Premettendo che non ho mai capito nulla di politica, e il mio solo approccio cè stato un paio di anni fa quando, avendo ricevuto l’invito a candidarmi per una lista civica mi sono trovato davanti gli occhi la necessità di dover capire. Accettato di buon grado l’invito soprattutto perchè non vi era alcun colore politico, ero stato scelto principalmente perchè avrei dovuto rappresentare gli studenti. Non a caso il mio intervento al comizio oltre ad essere accalorato parlava solo ed esclusivamente di futuro, di università e di tutti gli spazi per i giovani che nella mia città sono sempre mancati. Ed era ovviamente indirizzato a quelli della mia età che avrebbero dovuto votare, teoricamente. Quel giorno ci avevo creduto. Ero soddisfatto di me, del mio intervento e di come avevo gestito la mia immagine in campagna elettorale (!). Ma di tutti i presenti, circa trecento persone, alla fine io ho ricevuto solo sette voti. Ovvero mamma, papà, mio fratello, la nonna, il nonno e una vicina di casa. E il mio di voto, ovviamente. E’ così mi resi conto che la politica è solo un magna magna. E che quelle trecento persone erano lì solo per il banchetto post comizio. E così oggi poco mi sorprende quello che accade nel nostro Paese. La potenza di un solo uomo va be oltre i suoi comportamenti. E sembra che tutti se la bevano. Mi viene allora in mente quando una decina di anni fa una tale Moana Pozzi creò il Partito dell’Amore. Se avesse mai vinto alle elezioni oggi saremmo abituati a certi exploit di “questi signori”. O forse no? Forse l’avrebbero presa in maniera diversa e avrebbero fatto qualcosa di serio. Non lo so. E non lo sapremo mai. E in qualche modo la politica è molto simile all’amore. In amore come in politica, solo che vive una relazione capisce determinate cose. Vabbè, tutto sto preambolo per dirvi che io non capisco una ceppa leppa neanche dell’amore. Oppure forse sono solo in attesa che il mio LUI arrivi. Tutte queste riflessioni sono uscite fuori dopo la mia disastrosa serata di venerdì. Mi sono visto con Sushi in centro alle 23 per muoverci assieme e raggiungere Guy e la Du Barry al Cominmg Out. Ovviamente il venerdì sera pieno zeppo di gente all’inverosimile. Tra cui una serie innominabile e imbronciatissima di ex-fiamme. Laddove fiamme sta per sesso promiscuo, ovviamente. Appurato che però ne avevamo avuto tutti e quattro fin troppo di tutta quella gente e di tutti quegli sguardi manco fossimo al mercato del pesce, siamo fuggiti direzione Circolo degli Artisti, a piedi. Adesso Roma non è proprio piccola. Ma secondo la Du Barry non ci voleva neanche tanto dal Coming al Circolo a piedi, “Dai na decina di minuti!”, e noi ovviamente le abbiamo creduto, facendo come al solito la maratonina Attilio Fuggetta. Arrivati dopo circa 97 minuti ci siamo resi conto che il Circolo d’estate rules! Pieno zeppo di gente dentro e fuori, e soprattutto di gente che mezz’ora prima avevamo lasciato al Coming. Raggiunti anche da Ga, Ciù Ciù, Little Miss Sunchine, Gian e tanti altri compagni di bevute che non vedevo da un pò, e ci siamo appollaiati sul muretto per riprenderci un attimo e snocciolare gli argomenti del giorno. La morte di Michael Jackson e di Fara Fawcett. Anche se quasi subito la mia attenzione e quella di Ciù Ciù si è catalizzata sui ragazzi, molto carini, che quasi subito ci hanno fatto capitolare: volevamo alcool a fiumi per dare senso alla serata, e così abbiamo aperto i rubinetti. E sono cominciate le sorprese. Mi compare davanti l’orcomaleFICO, di cui da troppo tempo avevo perso le tracce. Preso dalla voglia di sbatterlo contro il primo albero disponibile l’ho seguito con molta discrezione fino al bar della piscina, e lì mi sono fatto notare. Mi sono avvicinato, e ci ho scambiato quattro chiacchiere, ma non era il solito orco che ricordavo. Sembrava che si trattenesse, era circuito e si guardava attorno. Poi appare uno con una camicia rossa che si aggiunge alla conversazione, e si presenta, e capisco. Si trattava del suo FIDANZATO. Per fortuna che l’alcool ancora faceva il suo effetto. Ho fatto ricorso a tutta la diplomazia a mia disposizione, ed ho dato benzina alla conversazione: caro vita, le vacanze troppo costose ad agosto, il cocomero, la dieta mediterranea, il trucco da uomo, il fatto di essere single e le griffe. Insomma mi sono reso antipatico e pesante per farmi buttare da quella conversazione che mi era diventata troppo stretta. Così mi hanno salutato e si sono appartati per spomiciarsela. Tornato dagli altri mi sono di nuovo indepressito. Sono sempre quello di troppo io. E me lo ha fatto capire anche il Playboy. Lui bello come il sole, non lo vedevo da tipo due mesi. Attaccobottone e parliamo della qualunque, ricorrendo alla mia pungente autoironia. Lui se la rideva, ma evidentemente era interessato a ridersela con qualcun’altro, e così mi ha smollato su due piedi, congedandosi e sottolineando che si vedeva con qualcuno, ma in realtà si stava alzando per darsi al rimorchio più assoluto. Con quel qualcun’altro per di più. Ma io sono un giocatore, non mi dispiace perdere con sportività, anche se mi rode. Ma non tutti sono come me, anzi. Quasi subito sono diventato oggetto di commenti poco oggettivi senza fondamento. Ma oltre a non barare nel gioco e nell’amore, ho capito che a volte è meglio, anzi, importante saper non rispondere. E proprio in questo non lo farò, perchè in fondo a me non manca niente. Non ho bisogno di dare dello sfigato a qualcun’altro per sentirmi bene con me stesso. Io mi vado bene così, e sono al quanto sicuro di me. E se un Playboy non lo capisce, bè forse è meglio così. Come dire, altro giro, altra corsa. Salutato Sushi che ne aveva di bendonde da fare (lallero!) e salutati anche gli altri, Ga, Ciù Ciù, Guy, la Du Barry e io siamo andati da Gigi per il solito mega-cappuccino alla crema con bono annesso che te lo serve. Sarà stata colpa della serata strana, o delle morti vip, ma mi sono trovato a domandarmi se tutto questo acume mi giova oppure no. E se cominciassi anche io a essere cattivo con gli altri? Mmmm, non credo lo farò mai, anzi. Pensavo di scendere anche io in campo in politica con il mio Partito dell’Amore. Anche se al momento un amore non c’è l’ho. E al mio fianco ci sarà Francois Sagat! E ci faremo promotori delle movenze pop, il sorriso e l’amore. E in qualche modo gliene farò vedere anche a lui di bendonde. NO? Io penso proprio di si!

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4 thoughts on “Il Partito dell’Amore

  1. Enrico Siringo ha detto:

    Mannaggia, ma le serate al Circulo sono sempre belle quando io ho altro da fare? questa settimana devo presenziare assolutamente…

  2. EnRy ha detto:

    Annabelle, voglio candidarmi nella tua lista del Partito Dell'Amore. Amo sia te che Sagat. E amo il fatto che sei una politichessa. E amo il fatto che non dici stronzate in giro sugli altri ^^

    Kiss.

  3. @Enrico Siringo Lo so, devi essere sempre attento alle serate capitoline!!!

    @EnRy Dobbiamo assolutamente fare qualcosa di serio per la politica italiana, le mie fonti stanno cercando Sagat GIURO!!!
    AB

  4. Charnego ha detto:

    ahahahahahhaha e sottolineo ahahhahahahahaha.
    adoro quando mettono lallero in una frase che mi riguarda =)

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