Fisicaccio, playback e Coming out. Un giovedì qualunque!

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giugno 19, 2009 di annabellebronstein

Ieri entrando in metro mi sono chiesto se ero in treno oppure ad una puntata speciale di Non è la Rai. E’ da un pò che prendo la metro e intorno a me ci sono ragazze e ragazzi dalla discutibile sessualità con cuffie e Ipod che mimano in maniera più o meno provocante un favoloso playback di quello che stanno ascoltando. Adesso. Non che io faccia storie, assolutamente no, sono il primo che se avesse il coraggio in metro si metterebbe a ballare con movenze pop e coreografie varie e con un ottimo sincrono, accattivandomi l’ammirazione di tutti. Ma ieri la cosa era imbarazzante. C’era questo ragazzo, davvero molto carino, anche palesemente gay, che era lì che si scatenava con non so quale musica nelle orecchie e si scatenava senza precedenti. Io sono rimasto un attimo interdetto perchè stavo anche io ascoltando della musica, pop ovviamente, ma intorno a noi c’era gente di tutti i tipi che lo guardavano stupito. Ma il problema è che lui più lo guardavano, e più si sentiva autorizzato a fare facce di ogni tipo. Vabbè. Lo invidiato e anche un pò ammirato, però me lo sono lasciato a Termini ancora lì che se la playbackaava! Arrivato a San Paolo da Guy, ho avuto immediatamente l’ennesima conferma che il suo palazzo è abitato da un numero cospiquo di omesessuali, a tal punto da farmi venire voglia di cercare un buco di casa anche io li. Mentre lo aspettavo si è materializzato il Massagiatore. Io sorpreso e alquanto stupito di vederlo, lui anche che abbozza un sorriso. Il Massaggiatore è uno con cui diverso tempo fa ho chattato, mi ci sono scambiato il cellulare ma alla fine non ci siamo mai visti nè sentiti. Vedendolo dal vivo sono rimasto un pò interdetto, e proprio dopo di lui arriva anche Guy. Lui ci sorride. Io abbozzo un sorriso di cortesia e prendo Guy e fuggo. Lui poi mi dice che gli ha sbroccato sbattendo ripetutamente i pugni sulla porta dell’ascensore perchè non chiudeva la porta al piano terra per cui l’ascensore non poteva essere richiamato. Ovviamente se non faceva una figura come al solito non era soddisfatto. Comunque, ci siamo diretti verso la OVS, a cui ultimamente dobbiamo fare i nostri complimenti perchè ci sforna dell’abbigliamento casaul decente e a buon prezzo. E anche qui ci siamo dovuti rendere conto che San Paolo tanta roba. Sarà stato il caldo torrido e la voglia di sesso e baci che entrambi da un pò abbiamo, ma intorno a noi chiunque vedessimo era gay ed era anche bono. Santo cielo. Siamo andati anche al supermercato a comprare del vino per la serata, ed anche al supermercato c’era una concentrazione tale di bei ragazzi e gay che mi ha fatto seriamente pensare all’eventualità di trasferirmi a San Paolo. Ba. Comunque risaliti a casa, dove la temperatura minima era di 47° C, abbiamo cenato a base di pesce, ovviamente, e vino bianco, e dopo cena diretti di corsa verso il Coming perchè dovevamo vederci con la Du Barry e soprattutto Guy doveva vedere il suo Fedifrago. Ora a tutti voi sarà sicuramente capitato almeno una volta nella vita di uscire con uno fidanzato. La cosa strana è che questo succede a Guy e che soprattutto se prima il fedifrago in questione era interessato ad avere una storia parallela, ora, dopo aver lasciato il suo ragazzo non ne voleva sapere più di Guy. Nonostante però lui lo pensi e anche spesso. Lo desidera, ma non sa come gestire i suoi sentimenti per cui non lo considera. Ecco, ci risiamo. Al momento sono pienamente cosciente dell’errore di chiudere i manicomi in Italia. Ma insomma. Prima lo cerchi, ci provi, esci con il mio amico, te lo porti dietro a un rudere a Porta Maggiore, ti fai mettere le mani nel pacco, poi ti fai prendere dai sensi di colpi, molli il fidanzato e non consideri più Guy. Questi eventi, ovviamente non hanno un senso. Nè per me, nè per Guy che pensa solo a mandarlo a cagare. Ma ieri il Fedifrago era per la prima volta al Coming e Guy ha passato qualche minuto con lui. Non è successo niente ovviamente, le solite chiacchiere superficiali e fuori luogo. La cosa più bella è che per la prima volta sia io che la Du Barry abbiamo visto questo tizio dal vivo, e i nostri pareri sono stati contrastanti. Io lo trovavo carino, la Du Barry no. Vabbè, chiacchiere da shampista. Ma non c’era solo lui, no. C’erano Ga, Mau e l’infermiere veterinario, che finalmente è tornato a deliziarci con la sua presenza. Presenza arricchita ieri sera da una foltissima barbetta. Mamma mia quanto è bono. Io non riesco a non perdermi nei suoi occhi azzurrissimi. Credetemi, se solo potessi pubblicherei una sua foto per farvi capire anche a tutti voi. Mentre io lo salutavo e me lo sbaciucchiavo un pochetto, lui aveva lo sguardo perso. Distratto. L’ho seguito e mi sono reso conto che quello sguardo era preso dal torone muscoloso dietro di me. Tra l’altro io ieri sera avevo una pancia gonfissima e devastante, e nonostante la mia maglietta a righe (che ingrassa si, ma se sei gonfio ti smagra: piccoli segreti acquisiti con anni e anni di tecniche per sembrare sempre due taglie in meno ad occhio nudo!) che aveva uno strano odore di pesce, lui si è fatto distrarre ancora. Per più di una volta (esattemente quattro) l’infermiere veterinario ha sbagliato a chiamarmi, dandomi del Francesco. Adesso come dice Ga, va bene uguale, visto che si tratta di un nome altamente pop. Ma io non mi chiamo Francesco. Io sono sono sempre Annabelle Bronstein e ancor prima ero una perfida strega dell’ovest, così lo circuito e strillato per bene. Ma lui è talmente carino che non se lo merita proprio. Anzi, sono riuscito anche a strappargli la promessa che appena sarà ubriaco gli potrò fare una delle mie interviste. Laddove intervista sta per rapporto orale. Ma io sono andato oltre. Davanti a lui e ai miei amici mi sono dato tempo sei mesi per modificare la mia forma fisica e diventare anche io un torellone. E credetemi lo farò. Che sia chiaro non per lui. Assolutamente no. Ma per me stesso. Sono entrato in una fase della mia vita in cui sembro un cane che si morde la coda. E un cane anche bello grosso, di taglia grande. Troppo per gli standard che questo ghetto frociarolo romano impone. Appurato che io sono un tipo non etichettabile se non con l’appellattivo POP, sono deciso a dare una svolta alla mia immagine e farmi anche io un fisico. Insomma sono stufo di guardare questi palestrati dai privè delle migliori discoteche di Roma e sbavare. Sono stufo di dover ricorrere alle righe e alle maglie taglia L. Io sono una small e lo sarò per sempre. Mi giustifico sempre dicendo che la carne oltre che tanta è debole, ma tutto ciò deve finire. La carne dovrà essere debole si, ma tutt’al più ridotta. E sono pronto a perseguire questo mio nuovo obiettivo. E allora, quando sarò torello anche io, e potrò permettermi delle striminzitissime magliette Abercrombie come Insy Lohan, alllora l’infermiere veterinario capitolarà e sarà mio. Ma allora io lo vorrò ancora? MMMMmmm non lo so. So solo che è davvero tremendamente carino. E che io sarei disposto anche a rendere il mio fisico un pochetto più tonico per lui. Comunque dopo aver congedato i presenti io e la Du Barry raggiungiamo p.le Flaminio e ci mettiamo ad aspettare l’N1, lui direzione Anagnina io l’esatto opposto. E così abbiamo lasciato passare entrambi tre autobus mentre parlavamo di noi, dei nostri sogni e di quello che ci farebbe davvero felici. Al quarto N1 la Du Barry sale e io attraverso, ed ovviamente visto che i tre precedenti sono passati uno appresso all’altro, il quarto, giustamente ci ha messo più di mezz’ora. Così raggiungo casa, e me ne vado a dormire, domani finalmente è venerdì!
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5 thoughts on “Fisicaccio, playback e Coming out. Un giovedì qualunque!

  1. Enrico Siringo ha detto:

    Uff, ma tu non scrivi dei post, ma dei mini racconti… devo dire a Giusy di farti i miei complimenti 🙂

  2. Enrico Siringo ha detto:

    Una scema che mi ha consigliato il tuo blog ^^

  3. EnRy ha detto:

    Brava Annabelle, palestrati anche tu, insieme a noi! ^^ Io all'inizio non ci credevo: mi sono messo a fare pesi senza tanta convinzione ma già dopo qualche mese mi sono ricreduto e ho potuto constatare la presenza di pettorali, bicipiti e tartaruga addominale! Ovviamente attenzione alla dieta! E vai sempre di movenze pop, sennò non vale.

  4. Enrico Siringo: sarà anche una scema, ma ne ha sicuramente di bendonde se ti ha consigliato il mio blog 🙂

    EnRy: lo so. Te hai ragione. Ma io sono pigrissimo. Però giuro che mi ci metto d'impegno. Oppure al massimo farò comemio cugino che si è fatto una bella operazione di plastica e si è fatto impiantare la tartaruga…e così risolvo!!!

    Baci
    AB

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