Il mio pride

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giugno 14, 2009 di annabellebronstein

Io e Miss Cherie usciamo di casa abbastanza in ritardo. Aspettiamo tipo 20 minuti l’autobus e solo alle 16.35 arriviamo a Piazza della Repubblica dove ci aspetta Guy. Ci accodiamo e partiamo, finalmente. Eh quasi subito mi comincia a salire il panico. La Polpetta, il Tatto-Hearted Boy, e una marea inaspettati di boni sono tutti lì. Credetemi. Il caldo. Il sudore. La musica. E tutti questi boni devastanti che se la shekeravano e se la ballavano. Io ovviamente non sono stato da meno. Ho fatto riferimento ai fondamentali delle movenze pop e ne ho avute di bendonde. Naturalmente. Comunque anche quest’anno il serpentone arcobaleno si è snodato per la capitale, con la musica, i colori e l’ironica carica contaggiosa che ci contraddistingue. Certo il caldo è stato devastante, anche fin troppo. Però ci siamo divertiti. Il tutto è andato a confluire a Piazza Navona con una favolosa Ornella Muti biondissima. Io me la sono perso perchè ero ancora troppo indaffarato a marciare per i miei diritti. Ok, lo so. Non ci crede nessuno. Diciamo che io oltre ad appoggiare la mission della giornata mi sono divertito a fotografare tutti i ragazzi carini che mi sono passati vicino e mi sorprendevano. Ed infine ho deciso la mia top 3. Il brizzolato. Il torello. E lo studentello arrapante.

Bè scusate ma io con uno a caso di questi tre mi ci sposerei immediatamente. Senza starci tanto a pensare su. Pur non potendo farlo. Ed ecco perchè ero in strada. Come di consueto al termina della sfilata, abbiamo ascoltato gli interventi finali. Vabbè a parte esprimere il nostro entusiasmo per Vladimir che oramai assomiglia sempre di più a Victoria Beckham vista la sua magrezza, siamo letteralmente impazziti per la rappresentante di ArciLesbica. Vabbè, adesso mi sfugge il nome, comunque credo che sia stata davvero la più pazzesca e rappresentativa. Questo in definitiva è il punto. Sentirsi rappresentati. Sentire che quello che viene detto ti riguarda. E il suo discorso è stato pieno di spunti. Ha parlato di coppie, di amore, di rispetto. Cose anche io sento. Certo lei ha una compagna da circa otto anni. Io no. Ma questi sono dettagli. E poi lei ha detto che andrà dalla Signorina Carfagna ha spiegarle personalmente come funzionano determinate cose. Io lo trovo inutile. Una che dice che i gay sono integrati e che fa cancellare dal sito del Ministero delle Pari Oppurtunitè tutto ciò che riguarda il mondo omosessuale può essere bollata come una mentecatta. Avrà anche un look pazzesco, ma è solo una mentecatte con i tic agli occhi. Anyway. Raggiunti dalla Du Barry decidiamo di cenare da Mac! Anche se il mio stomaco non lo ammette. E dopo cena decidiamo di passeggiare fino al Coming. In realtà noi pensavamo di andare al Coming. Ma si trattava della Sagra della Salsiccia. Ovvero una festa di paese. Bancarelle, birra, gente e rutti. E tanti etero a esser sincero. Noi ci siamo scazzati quasi subito a dir la verità. La musica era datata ’94/’95 ed escludendo pochissime persone interessanti bè non c’era niente di che. Neanche l’arrivo di Gennaro Cosmo Parlato mi ha svegliato. Ovvio che però La Polpetta ci ha deliziato con la sua presenza. Anzi a dir la verità mi ha quasi travolto, e il tutto senza neanche salutarmi. E io che credevo di essere cecato. No, io lo sono davvero, lui è solo un furbetto. Comunque poi ci hanno raggiunto anche Ga, Nata e Popslut. Abbiamo ovviamente trattato l’argomento del giorno ovvero il Pride. Ga non ha dubbi. Lui non si riesce a identificare con una manifestazione che rischia di vanificare quello che è il messaggio. Se poi all’opinione pubblica arriva solo che si tratta di una baracconata con trans in perizoma e checche col filo di perle e trucco. Ecco in un certo senso io lo appoggio e condivido il suo pensiero. Troppo spesso e troppo semplicemente i gay scadono nei clichè. Effettivamente chi la vede da fuori, è ovvio che si faccia un’idea del cavolo di tutta la faccenda. Certo se Ga però non prende e scende in piazza con tutti gli altri non dimostra neanche di appoggiare troppo la causa. Non lo so. Io sò solo che ci sono alcuni momenti in cui bisogna anche dare. E il Pride secondo me è una di quelle occasioni in cui bisogna dare. Bisogna esserci. Bo. Io poi sono contradditorio, visto che nè mamma nè papà sanno di me. Certo lo immagino. Ma io non ho mai detto loro nulla. Per cui, come al solito sto nel mezzo. E ci stavo anche in macchina, sul sedile di dietro quando siamo andati a prendere il cappuccino più buono di Roma a San Giovanni, vicino piazza Camerino. E soprattutto ce lo ha servito uno dei barman più sexy. Alto, moro, carneggione olivastra e spalle larghe. Bonissimo. Così siamo andati a dormire alle 3, stanchi, ma orgogliosi. E in definitiva penso che dovrei, e dovremmo, esserlo sempre, ogni giorno di più sempre più orgogliosi. E io ce la voglio mettere tutta per fare in modo che sia così. Perchè a parte tutte le sfige, io sono felice di essere ciò che sono. Certo, mi smonta la difficoltà nell’essere. Ma non mi spaventa assolutamente nulla. Figuriamoci una Carfagna ticchiosa.

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4 thoughts on “Il mio pride

  1. Anonimo ha detto:

    Mia adorata Annabelle,
    apprezzo molto il tuo post: hai saputo mescolare il sacro e il profano, il serio e il faceto, la suffragetta che è in te con la sgualdrina pop!sono pienamente d'accordo con te e soprattutto sono contentissimo che tu alla fine mi abbia convinto ad aderire, sono fiero di aver condiviso il mio primo Pride con te e le altre amiche!
    è vero, mi sono sentito rappresentato dai discorsi di Celeste Buratto, soprattutto, la rappresentante di ArciLesbiche, dalla sua rabbia per una situazione che non si sblocca, per un paese che non cresce, per la gente che non è felice…e mi sono commosso quando Vladimir ha dedicato il suo discorso e tutto il Pride ad un anonimo ragazzino di sedici anni della provincia che vedeva alla tv e non poteva esprimere se stesso davanti alle persone che non lo capiscono…era un po' anche me!

    grazie ancora, bacioni
    la Du Barry :))

  2. ecco…grazie al cielo…così la pianti di fare la sfigata orrenda.
    ;****
    AB

  3. EnRy ha detto:

    Assolutamente concordo con te, Annabelle.

    E al gaypride di Genova, stavolta… beh non lo dico per scaramanzia, altrimenti va a finire che non ci vado! 😀

    Baci

  4. Enry io lavoro, altrimenti sarei anche lì!

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