It’s Annabelle Bronstein Bitch!

2

giugno 10, 2009 di annabellebronstein

Updated
Ovviamente Annabelle non è sparita. Nè tanto meeno finita in un buco nero. Anche se in molto lo speravano. Era solo in giro per l’Europa. Per l’esattezza ero in quel di Londra per contemplare la magnificenza di The Legendary Miss Britney Spears. Eh si. Ma andiamo con ordine.

Il Viaggio
Sabato scorso mi sono dato appuntamento con Popslut a Termini alle 7.20. Troppo presto per i miei gusti e per i suoi, e soprattutto troppo presto per avere dei pensieri impuri in metro con una schiera di carabinieri ignoranti del profondo sud che mi hanno fatto eccitare all’inverosimile. La nostra direzione? Ciampino Airport. Eh si. Arrivati in aereoporto io e Pop abbiamo cominciato a snocciolare tutte le highlights su star e starlette varie prima, e poi a spettegolare su tutti i nostri ultimi avvenimenti personali. Ma ancora ne sarebbero successe. Proprio qualche minuto prima di salire sull’aereo abbiamo fatto un incontro inaspettato. Ovviamente come la maggior parte dei gay londinesi, anche molti dei gay romani si sono mossi alla volta di Londra per The Legendary Miss Britney Spears. E lì davanti a noi hanno fatto capolino con un simpatico e coretto “Noi sappiamo dove state andando???” due confratelli che davvero non te lo aspetti che prendano un volo per andare dalla Santa. E vabbè. Il volo è stato davvero molto comodo. Io e Pop all’ultimissimo posto vicino a Trottolino Amoroso. Trottolino Amoroso è un tipo sui ventanni probabilmente un tantinello poco ferrato di Londra. Ci ha mostrato una lettera che incominciava pressapococosì: “Ciao Amore, appena arrivi all’aereoporto prendi il terravision per Victoria Station. Una volta arrivato a Victoria prendi la metro blu, la Piccadilly e mi raggiungi…capito Tesò? Sono contentissima che vieni finalmente a trovarmi. Ti amo tanto. Il tuo amore“. Ma voglio dire. Te non sai una ceppaleppa di come raggiungere la tua bella a Londra e te ne vai girando con le indicazioni scritte passo per passo. Imbarazzante. Lui, la lettera e il suo amore. Ma Trottolino Amoroso è uno sveglio. Nonostante gli avessimo spiegato che si il treno per Londra dall’aereoporto era più veloce, ma che costava di più del bus e che all’ora in cui arrivavamo noi non c’era molto traffico per cui ci avrebbe messo tipo dieci minuti in più, ha fatto la stessa simpatica domanda alla hostess. E lei prima di rispondere ha pensato bene di mandare a quel paese un’altro passeggero perchè questo non aveva filato di pezzail divieto di alzarsi dalle sedute. Ma vabbè, d’altronde un volo Ryan è pur sempre un volo in economy. Anyway. Il nostro arrivo a Londra è stato suggellato da una temperatura totalmente inveranale. E io che pensavo di girare per la città in shorts e t-shirt. Io e Pop avevamo appuntamento a Bond Street con il terzo elemento. Ovvero la groupie che tutti vorremmo essere. Henrietta Fitzroy Osment. Una volta recuperata anche lui ci siamo diretti verso il nostro albergo centralissimo e poi finalmente, dopo una sistemata al look siamo partiti verso La Santa.

In viaggio verso la O2
Nella mente di ognuno di noi è noto che Londra è coperta da una vasta rete metropolitana, che connette ben sei zone dalla più extra-urbana alla più centrale. Se per noi che viviamo a Roma non è difficile capire il funzionamento della metro perchè abbiamo solo due linee, a Londra la fitta rete è accompagnata da cunicoli e passaggi pedonali extra. Questo in qualche modo allunga l’arrivo sul binario giusto, e un pò ti fa sentire spaesato. Ma la cosa che ti fa sentire fuoriluogo è che quando arrivi sul tuo binario quello è inspiegabilmente, sorprendentemente e fottutamente chiuso. Ed era caso della Jubilee Line. Tutta la linea era chiusa. L’unica che con un paio di fermate di porta dentro la O2 Arena senza farti impazzire in giro per Londra. Ed ovviamente quel giorno noi sapevamo che avremmo dovuto correre. E infatti da lì direzione Stratford con la Central e poi di lì ancora con un autobus. Ovviamente al tipo a cui ho chiesto come raggiungere la O2, non si è assolutamente smentito, e da buon inglese mi ha sbroccato perchè aveva appena dato quella informazione a un ragazzo davanti a me. E secondo lui io avrei dovuto sentire. Ma fottiti. Così individuato quel ragazzo tra la folle io, Pop e Henrietta Fitzroy Osment lo abbiamo rincorso fino all’autobus. Dopo circa 50 minuti di autobus, strizzati come le sardine, circondati da strani tizi dalle puzze più varie siamo arrivati. La magnificenza della O2 era lì davanti a noi. E noi avremmo voluto festeggiare con Vodka Lexotan, ma eravamo troppo in estasi. Volevamo entrare e shekerare i nostri fondoschiena in onore della Santa. Ed eravamo proprio lì, a un passo da lei.

The Circus
Dopo aver felicemente perso PoracCiara come dice qualcuno (;)))) finalmente lo show è iniziato. Ed è cominciato con un siparietto circense molto interessante curato The Big Apple Circus. Okei. A me non è che mi abbia fatto impazzire più tanto, però ho gradito. E poi finalmente lo spettacolo è partito. Annunciato da Perez Hilton la Santa è apparsa in un cerchio dorato dal cielo e si è posata sul palco sulle note di Circus appunto. E devo ammettere che il colpo d’occhio è stato formidabile. Ballerini, luci ed effetti vari. Peccato per il palyback, che era noto, ma rende tutto un pò troppo plasticoso. E’ strano ma poco a poco mi rendo conto che Britney cè, e balla anche alla grandissima, cosa che dai vari video in rete invece proprio non sembrava. Comunque traccia dopo traccia, dimostra di saper tenere il palco come ai vecchi tempi. Certo il tutto è studiato nei minimi dettagli. I tre palchi concedono una regia furbetta e ben curata, il mega screen aiuta i cambi di scena perchè si alza e si abbassa e Brit non è mai lasciata sola sul palco. La scaletta è quasi totalmente incentrata su Blackout, e le performance migliori sono Piece Of Me che dal vivo ti prende, ma non solo perchè vengono riesumate anche Boys e Touch Of My Hand. Ma lo spettacolo va avanti serrato e senza pause, si passa da Hot As Ice, If You Seek Amy, alle versioni remix di Slave e quella fenomenale di Me Against The Music totalmente Bollywood. Pazzesca. Anche se lei sembra essere un automa. Totalmente perfetta. Si esibisce, e quando la musica finisce scompare perfetta. E tutto questo suo muoversi così preciso comincia a spegnermi un pò. Insomma lo spettacolo diventa improvvisamente freddo. E lei è talmente precisa che sembra una perfettina, una di quelle un pò secchione. La scena non la vede mai protagonista da sola. Cè sempre qualcuno su cui cade l’attenzione. E questo mi fa proprio pensare che probabilmente comincia ad essere un pò troppo stanca per tutto ciò. Anche Pop conviene con me, che ecco sembra stanca. Il concerto comunque raggiunge il suo massimo con Womanizer. E mentre ci mettiamo circa 87 minuti a uscire dalla O2, e circa 3 ore a prendere un autobus sostitutivo e a tornare nel centro di Londra decidiamo di andare a letto, che questa dose di Brtney all’ennesima potenza ci ha sconvolto, emozionato e reso ancora una volta, dannatamente POP.
La questione Abercrombie.
La domenica mattina, ancora insonnoliti e presi dall’evento, dopo una colazione da Starbucks, facciamo il check out e decidiamo di andare in giro per negozi. Incontriamo a pranzo Flavia, un’amica di Pop e pranziamo da Pizza Hut. Ma la nostra giornata raggiunge il massimo con un giretto da Abercrombie. Noto marchio di abbigliamento per toroni palestrati, quindi nulla a che vedere con noi, che punta sul testosterone. E ne ha anche di bendonde. I commessi sembrano modelli usciti dal catalogo, e sono tutti stramaledettamente boni, mentre all’entrata fa capolino il più bono di tutti che se ne sta lì a shekerare il suo corpo da dio greco e a farsi foto come davanti a un monumento. Io credevo di essere morto e finito direttamente nel paradiso gay. Io so solo di essermi trasformato in una bavosa bagnata e con gli ormoni a mille. E così abbiamo lasciato Londra. Stupefacente. Inaspettata. E molto Britney. Forse troppo poco pop e dannata visto il tempo. Ma non si può avere tutto. Così Popslut, Henrietta Fitzroy Osment e Annabelle Bronstein hanno volato verso casa, sempre avendone di bendonde. Sempre.
Annunci

2 thoughts on “It’s Annabelle Bronstein Bitch!

  1. EnRy ha detto:

    Foto della strada, foto dell'O2 arena, foto della metropolitana… ma foto dei tori di Abercrombie, quelle no?!?!?

    Kisses

  2. hai ragione Enry…la posto appena Popslut me la passa…qua è un casotto co ste foto!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: