Tò.Macchissivede.

1

maggio 23, 2009 di annabellebronstein

In molti credono che io, in quanto me stesso, vada in giro con i cetrioli davanti agli occhi. E questo non perchè io stia facendo delle cure di bellezza per ritirare le mie occhiaie. No. Proprio perchè pensano che io sia letteralmente idiota. Ma loro non sanno che io in realtà sono Annabelle Bronstein. E Annabelle Bonstein è una che la sa lunga. Comunque. Ieri sera ho raggiunto Guy a cena da lui. Sua cugina e il ragazzo si stavano preparando per un mega fashionissimo aperitivo organizzato dallo Ied per la presentazione di una mostra di design o qualcosa di molto simile, a Caffè Letterario. Apprendo da Guy quasi subito che anche volendo parteciparvi la cosa è riservata e strettatamente su invito. Per cui io e lui non siamo neanche considerati. Poi con la dipartita della Du Barry stanca, decidiamo di vederci un pò di Era Glaciale con la Bignardi che intervista la Bonino (semplicemente pazzesca), e andiamo al Coming Out. Presi dai soliti discorsi in metro, ci rendiamo conto già dal semaforo che il Coming era pieno zeppo di gente. Quando ancora in attesa del semaforo verde arriva la carraàmbata della serata. Ovvero davanti a me una bionda riccia si gira ed esclama “E TU CHE CI FAI QUI?”. Oh cazzarola penso e adesso chi sei? La guardo al limite dell’inverosimile e comprendo. Ma questa è la Fra che veniva a scuola con me. Osssantocieloooooooo. Senza offesa. Ho sempre pensato che in realtà la Fra era lesbica nel dna. Era sempre molto maschile. Anche più di me. Una volta durante l’ora di educazione fisica mentre giocavamo a pallavolo mi ha tirato una cippella che è finita dritta dritta sulla mia faccia. E lei rideva. E anche bello forte. Comunque, io la saluto, e faccio il vago, anche se cè poco da fare i vaghi, siamo in un posto pieno di froci e lei mi vuole far bere che è a spasso per Roma. Lei mi chiede cosa ci faccia lì. Io sorrido. Adoro farlo per prendere tempo. Le dico che mi sono trasferito a Roma da due anni, da quando mi sono laureato, lavoro e tutto va per il meglio. Bisogna sempre mentire. Sempre. Anche quando va tutti a rotoli. E poi esordisco, mezzafaina: “E tu come mai da queste parti?”. Lei fa spallucce e dice che è venuta a trovare una sua amica che vive a Roma, e me la indica al suo fianco. Io mi allargo per vedere meglio ma cè solo una specie di camionista. Ah si, lei è Roberta, l’amica della Fra. Ohsantocielo. Io intanto introduco Guy, semplicemente come amico. Arrivati davanti il Coming le ragazze si congedano. “Bè noi andiamo a berci una cosa. Buona serata, ci vediamo presto”. Io al limite della risata penso che ci rivedremo molto più che presto visto i nostri interessi comuni. E se ne va. Casualmente proprio verso la fine della Gay Street dove Lesbo si è insinuata tanto tempo fa conquistando la zona. Purtroppo Annabelle Bronstein è una pettogola. Per cui non potevo non chiamare Mari e dirle che i nostri sospetti erano fondati. Che la Fra era una leccamicia e che il suo abbigliamento basket non era solo sintomo di cattivo gusto. E che soprattutto, il suo fidanzato dell’epoca era solo ed esclusivamente un fake. E noi tutti incosciamente lo sapevamo. Mari dall’altro capo del telefono ride, e avverte l’Abruzzo. Lo so. Non si fa. Ma adoriamo il gossip. Comunque archiviato questo simpatico incontro, io e Guy cominciamo a passeggiare, anzi a fare letteralmente i solchi. A parte qualche incontro la serata è profondamente piatta. Tra l’altro io ho avuto anche un attacco di panico. E infatti passo il resto del tempo a parlarne con Guy. Lui è davvero un esperto in maniera, e la sa davvero lunga. E infatti comincia un preciso e dettagliato racconto su le cose che bisogna e non bisogna fare. Io lo seguo e registro tutto, in maniera molto precisa. Anche se in definitiva il punto è che non bisogna agitarsi e bisogna cercare di rimanere il più tranquillo possibile. Il problema sostanziale, secondo Guy, è quello di capire come mai ciò accada. Io sostanzialmente non lo so. Dò tutta la colpa al caldo iprovviso. Lo so. Ma so anche che non è così. Il cervello per quanto macchinoso sia, in realtà è anche più semplice di quanto noi siamo abituati a pensare. Quando nella testa cè qualcosa che non va il cervello innesca una risposta fisiologica, che in me si manifesta con un simpatico attacco di panico. Bene. E adesso chi me lo dice il perchè. Io una mezza idea l’avrei anche. Ma ammetterlo vorrebbe dire ammettere che qualcosa non va. E non va bene. NO. Va tutto bene. Va tutto bene. Ecco se lo dico ancora più ad alta voce forse comincio a crederci. Ma posso prendere in giro gli altri. Non me. Per cui ancora prima che il mio corpo mi dia forfait lì al Coming, convengo con Guy che è il caso di tornarsene a casa. Ho bisogno di riposo, di dormire. Di riflettere. E poi la Fra se non mi trova più pensa che sono etero, e questa volta forse ci crede davvero. Si. Decisamente.
Annunci

One thought on “Tò.Macchissivede.

  1. EnRy ha detto:

    Annabelle, per gli attacchi di panico mangia tanta cioccolata.

    In quanto alla Fra, non avevi mai notato che portava boxer da uomo?

    Un bacio ^^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: