I fatti ovvi, Laura e tutte le complicanze di essere me e Annabelle Bronstein

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maggio 19, 2009 di annabellebronstein

Tralascio assolutamente quello che è stato il mio lunedì. Oramai più che Annabelle Bronstein sono Charlotte York con la diarrea che scappa in giro per Roma alla ricerca di un cesso agibile. E credetemi con queste temperature non è assolutamente semplice. Comunque, dopo aver passato il pomeriggio sulla tazza, e aver bevuto circa 3 litri di the al limone per evitare una totale disidratazione, dopo cena, ho deciso comunque di uscire. Così Ga mi è venuto a prendere. E noi siamo andati a prendere Ciù Ciù e siamo andati al Coming Out. Adesso è noto che il lunedì la situazione non sia delle migliori. Ieri sera praticamente tutta la popolazione omosessuale della capitale probabilmente era chissà dove chissà a fare che. Noi invece eravamo lì. Con l’atroce dubbio se scrivere una lettera ai Sogni Son Desideri e chiedergli un cazzo di uomo o se tornarmene a casa, siamo incappati in un discorso sulla musica pop, tra Blur e Oasis, tra Spice e Berlusconi. Insomma siamo andati a finire a parlare di diritto all’informazione. E lo so. Lo so. Sembra incredibile. Ma è così. Anche noi abbiamo uno spirito attento e critico. Verso ciò che ci circonda. E non solo. Io ero critico e attento anche a quello che avrei voluto avere accanto, oppure sopra. Insomma. Il Tatto-Hearted Boy non c’era. E lo sapevo. Ma alla mente, mi è tornato l’Infermiere Veterinario. E le sue braccia. I suoi occhi. Così ho immediatamente chiesto di lui. E Ga mi ha risposto che non lo aveva sentito, aveva il telefono staccato. Ma Ga aggiunge anche che se voglio mi da il suo numero. Ma io sarò anche Annabelle Bronstein, ma ho imparato a mie spese troppe volte che il numero di telefono te lo deve dare solo ed esclusivamente il diretto interessato. Per cui declino l’invito. Finiamo come al solito la nostra serata a prendere il cappuccino alla crema di cioccolato a San Giovanni e poi a casa. E appena mi butto sul letto, mi sparo a casa la prima traccia sull’Ipod a caso. Ed esce fuori Laura Pausini con Un Fatto Ovvio. Adesso, la prima volta che ho visto Laura Pausini ho pensato mamma mia questa che noia. Poi col passare del tempo l’ho sempre rivalutata positivamente. Il top per quel che mi riguarda l’ha raggiunto con Resta In Ascolto album che io ho adorato. Anche l’ultimo non è male. Ma il nuovo singolo di cui sopra è devastante. Semplice. Diretto. Chiaro. Il video poi è pazzesco. Così ti rendi conto che anche Laura ha problemi con uno che non vuole riconoscere la forza del loro amore. Probabilmente è per questo che poi se lè mangiato. Comunque il problema si è riproposto. Ancora nella mia testa. Ovvero. Il senso strano e pesante di solitudine di questi ultimi giorni. Il fatto di essere tornato a casa un paio di giorni mi ha rimesso ancora una volta davanti al fatto compiuto che io non posso viverci, perchè nell’immediato mi manca Roma. Ma tornato a Roma rivedere le facce che affliggono la mia esistenza, e non vedere quelle che vorrei la rallegrassero un pò mi ha fatto deprimere. Insomma è possibile che io sia così difficile. Parlando con la Principessa Sissi e Madame Butterfly, due mie grandi amiche che stanno ancora in Abruzzo, mi sono reso conto che noi tre o siamo assolutamente sfigati oppure è destino che dobbiamo essere single. Insomma l’una si è appena lasciata dal fidanzato, e l’altra si barcamena cercando di sopravvivere a delle storie senza senso. E io bè. Be ecco io l’ho sapete. Anche i miei amici. Sono quasi tutti impegnati chi più chi meno, ma tutti hanno le testa da un’altra parte. Tutti sono un pò scontenti. Tutti vorrebbero avere di più. Così ripenso che forse in definitiva io non sto così male. O meglio. Ci sono giorni che mi sento davvero sotto un autobus. Ma andiamo chi non ci si sente almeno una volta? E’ così comincio seriamente a pensare all’eventualità che Guy insistentemente da un paio di giorni mi ripete: ma insomma dovremmo davvero trasferirci in un’altra città perchè Roma oramai ha esaurito le alternative possibili? Mi rimetto a te Laura. Attendo un tuo consiglio.
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