Muuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!

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aprile 25, 2009 di annabellebronstein

Il venerdì, mi spiace proprio per voi, ma è Mucca. Lo so, sarò scontato, sarò ripetitivo, sarò una cogliona, sarò quello che vi pare. Ma prima di tutto sono Annabelle Bronstein. E Annabelle Bronstein adora Muccassassina. Anche perchè sa che incontrerà la Polpetta. E anche stavolta è stato così. Beccato sul dancefloor del secondo piano: il caso ha voluto che fossimo culo a culo a ballarcela. Io avrei voluto voltarmi, abbracciarlo, baciarlo e dirgli quanto mi piace. Invece nulla. Non l’ho fatto. Io e la Du Barry però ci siamo davvero scatenati. Siamo diventate le regine del dancefloor. Senza dubbio alcuno. E ieri sera Mucca era pieno zeppo di boni. Ma davvero pieno. Io ero quasi senza parole, credetemi. Ovunque ti giravi c’era un’esplosione ormonale di toroni palestrati e seminudi. Ma il mio sguardo era tutto per lui. La mia Polpetta. Mi ha sorriso. Mi ha salutato. Anche lui ha dato il suo contributo alla serata dimenandosi alla grande. A un certo punto si è girato verso di me, ha sorriso intesamente e salutato. Io ero un attimo interdetto. A parte l’alcool che circolava libero nel mio sangue, ma mi aveva già salutato, o sbaglio? Non sbagliavo affatto. Ce l’aveva con uno dietro di me. Bene. Complimentoni. Ma io e la Du Barry eravamo indiavolate ieri sera. E ne ha pagato i danni l’Iraggiungibile. L’Irraggiungibile è un ragazzo proprio carino, che però ha un piccolo problemino. Lui te la fa credere. Magari si lascia andare a carezzine, inviti e batuttine fraintendibili. In realtà a lui non gliene frega un ceppa di te. E se lo fa, è solo per essere carino. Il suo scopo su questa terra è quello di fartelo odorare. Solo questo. Nulla di più. E l’Irraggiungibile, credetemi, lo sa fare benissimo. Che povere cretine siamo noi. Comunque la Du Barry non gli ha di certo risparmiato un chiaro sproloquio. E io quoto. Ma quoto alla stragrande. Mammamiaaaa quante qqqqqqqqqq!!!!Auhahuauauhuah. Ieri sera poi c’erano anche Lamento e la Cessa, amici di vecchia data dell’università. Ovviamente entrambi hanno rimorchiato, visto che non vivono a Roma. Io a bocca asciutta. Ma io sono innamorato. Si vabbè, questa me la potevo risparmiare. Comunque dopo circa un’ora sperso a Mucca, mi sono ricongiunto con la Du Barry e siamo usciti. E lì è cominciata la consueta riflessione sulla nostra esistenza. Su quanto ci sentiamo non adatti. Su quanto in fin dei conti vogliamo solo essere normali. E come normali intendo essere accettati, essere considerati. Dividere le nostre vite con qualcun’altro, che ti stimi. Che ti ami. E che te lo dimostri. Lo so. Sto scadendo nell’adolescenziale. Me ne rendo conto. Ma che senso ha? Che senso ha barcamenarsi in 3000 attività, nel lavoro, nella vita di tutti i giorni che ti mette davanti anche degli ostacoli se li devi superare da solo. Probabilmente stiamo solo crescendo. Stiamo solo cercando noi stessi. Stiamo diventando uomini. O forse lo siamo già. E dobbiamo semplicemente capirlo. Non lo so. Io sono tornato a casa quando ormai mancava un quarto alle sette, e nel mio lettino l’ultimo pensiero è stato per quel ragazzo di Monte Verde, che ce l’ha con me, e che non riesce ad andare oltre. Ma in fin dei conti, sti cazzi, mi addormento e buona notte, domani sarò di nuovo Annabelle Bronstein!
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