Venerdì pomeriggio. Il circo di Piazza di Spagna.

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aprile 4, 2009 di annabellebronstein

Appena la bella stagione arriva non ha più senso rimanere chiusi in casa. Per questo motivo io, Guy e la Du Barry abbiamo deciso di uscire e deliziare il centro di Roma della nostra presenza. E credo che non ci sia nulla di meglilo. Tre ragazzi fuori di testa, dei milkshake alla fragola targati Mc Donald’s, chiacchiere e pettegolezzi. Su tutti. Così ci si ritrovo a parlare del solito argomento che attanaglia i gay di tutta la capitale. MA CHE SENSO HA AGIRE IN MODO ASSOLUTAMENTE OPPOSTO A QUELLO CHE SI VUOLE O CHE SI E’ IN REALTA’? Neanche Gery Scotti saprebbe quale alternativa scegliere, nonostante il gobbo elettronico. E proababilmente se fosse tutto nelle mie mani, perderei sicuramente la possibilità di raggiungere il milione. Comunque, il discorsco sostanziale è che tre gay la pensano così: i ragazzi stanno diventando troppo schiavi del pc, troppo diretti e pretenziosi ed infine poco fantasiosi. I discorsi con tutti si fanno molto ripetitivi. Sembra che tutti siano concordi nell’odiare i ghetti gay che la capitale ci offre, “frequentare chat” e gayromeo vari però alla fine tutti ci cascano. Anche i più scettici. Miss Cherie insegna. Mentre riflettavamo su tutte queste valide alternative, appena usciti dalla metro Spagna ci ha investiti una coltre di fumo. E non eravamo più lì. No. Venghino signori venghino che inizia lo spettacolo!!! E così ci siamo imbattuti in un bel tipo, alto circa un metro e novanta, bomberino rosso e Luis Vuitton a tracolla, con chiuaua annesso. Ma per l’amore del cielo! E’ proprio Elizabeth Taylor. Elizabeth Taylor era uno con cui mi ero concesso un caffè qualche settimana fa, e dopo un approccio abbastanza irrilevante, avevo quasi capito che non era il mio tipo anzi che fossimo piuttosto complementari come gusti. Be ecco, vedendolo nella sua mise da passeggiata pomeridiana in centro con cane annesso non avevo più dubbio alcuno. Io ed Elizabeth Taylor non abbiamo assolutamente nulla in comune. E non sono superficiale, no, no. Ecco perchè da quell’incontro anche lui era scopmparso. Venghino signori venghino che inizia lo spettacolo!!! Altro giro altra corsa. Appena svlotiamo l’angolo finiamo in mezzo ad un’altra nuvoletta e finiamo tra Massimo dè Roma e il suo ragazzo. Che carino Massimo dè Roma. Lui è stato il mio primissimo innalzamento ormonale romano. Così spiego alla Du Barry e Guy, che ancor prima di trasferirmi a Roma, in diverse trasferte del sabato sera mi ero imbattuto in Massimo dè Roma, tanto che una sera dopo una serata Gloss ci ho spudoratamente provato. Proprio davanti il paninaro del Gloss lo avvicinato e gli ho chiesto chi era e come mai un tipo carino come lui era da quelle parti. Lui mi sorrise. Io quasi svenni. Rispose che era Massimo. Massimo dè Roma. Ecco perchè a me piace ricordarlo così. E che aveva molta fame e andava a casa a fare uno spuntino prima di addormentarsi. Io rimasi abbastanza sorpreso, ero giovane, inesperto, e nella testa mi frullava l’idea di lui, così tenero e carino, che si sbragava mezza pagnotta di pane prima di addormentarsi e tutti i grassi annessi che gli si sarebbero appiccicati addosso. Così in bilico tra consigliarli uno jogurt o il non mangiare affatto mi venne la fantastica idea di proporgli un panino del paninaro. Lui mi sorrise ancora. Era molto carino. E mi liquidò, no grazie, preferisco er paninozzo de casa mia. Io sorrisi e me ne corsi a casa. Massimo dè Roma da allora non mi ha mai piùrivolto la parola. Io pensavo di stupirlo che ne so, magari portandolo alla sagra della porchetta di Ariccia, ma poi nella testa riecheggiavano ancora le sue ultime parole: “Preferisco er paninozzo de casa mia”. Venghino signori venghino che inizia lo spettacolo!!!

Dopo quei due momenti circensi ci siamo posti la domanda del giorno. Ovvero: qualè il modo migliore per esordire in una conoscenza? Essere se stessi non giova. Essere qualcun’altro, non è giusto. Dare tutto e subito mette in fuga, e fare i freddi e i distaccati non aiuta uguale. Abbiamo concluso tutti e tre che ci vuola la giusta via di mezzo. Ma io sono Bianco o Nero. E il grigio non mi piace. Per cui, discutendone davanti un aperitivozzo e perdendoci nei ragazzoni che abbiamo visto in giro per il centro abbiamo concluso che per oggi, noi non vogliamo interrogarci. Vogliamo solo ridere, ammiccare e bere. E infatti è quello che abbiamo fatto.
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